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fino al 20.XI.2006
Giacomo Costa
Genova, Guidi&Schoen

   
 Una metropoli immaginaria e fantascentifica. Dai toni cupi e rugginosi. Sull'immenso sprawl, dominano immensi edifici biomorfi. Tra cyberpunk e nuovo paesaggismo. Sono i nuovi lavori di Costa... nicola davide angerame 
 
pubblicato
Post-atomica, pots-human, post-apocalittica. In una parola “post-post”. È una città ulteriore, definitiva, quella a cui ci ha abituati Giacomo Costa (Firenze 1970) negli ultimi anni. L’artista toscano, partito dai collage impazziti degli “agglomerati” architettonici, è giunto nel tempo alla raffinata e spettrale rappresentazione di una megalopoli abbandonata, catalogata in una raccolta a tiratura limitata (500 copie + 150 firmate dall’artista) di grandi cartoline: come se fosse una località turistica.
Grazie alla computer grafica e al lightbox, gli ammassi di cemento e metallo hanno la leggerezza dell’allucinazione, come quelle che si hanno in un deserto allo stremo delle forze o che hanno i preveggenti di Philip Dick. Il limite è sottile, il viaggio nella città-mondo ha vedute sempre uguali e diverse, tra distese di grattacieli in rovina, tubi aerei, canali di acque azzurre immobili sotto cieli plumbei o rasserenati. Sembra che la Storia sia svanita, è come entrare in una dimensione dove futuro e passato sono cortocircuitati ed il presente assorbito da un universo parallelo. Dalle distese in rovina l’uomo è scomparso lasciando dietro di sé una Babele di tracce ormai sbiadite come dopo secoli di piogge acide ed estati senza ozono.
Giacomo Costa, Galleria Guidi&Schoen, Genova
I panorami di grande formato sono il nuovo vaticinio dell’artista, dove la rovina esaurisce l’aulica funzione di rimando romantico al mondo armonico dei classici ed evoca scene di vita passata in segregazione nella molochiana megalopoli che fanno pensare ai romanzi cyberpunk. Le strade laggiù in fondo a prospettive deformate, di cui Costa si giova per rendere i suoi “atti metropolitani” più vertiginosi, sono il terreno informe della foresta di ecomostri: né uomini, né merci, né alberi o automobili le popolano.
Il peso del tempo piomba su chi guarda questo spettacolo proiettato alla fine dei millenni futuri e noi, spettatori primitivi e agiati, a godere della morta bellezza di uno scheletro abbandonato. L’istante dopo sopraggiunge il dramma: dopo l’impatto iniziale e iniziatico che spaesa lo spettatore, le supposizioni si consumano dentro un corpo di sensazioni che prendono forma come in un racconto di George Orwell o di Akira. Una presenza misteriosa e irrequieta s’impone: sono le immense costruzioni biomorfe di metallo cieco, possibili parodie di alcuni odierni progetti di archistar. Sono corpi fuori scala, estranei e svettanti: immani totem che travalicano nel silenzio i grattacieli più alti.
Giacomo Costa, Galleria Guidi&Schoen, Genova
Forse sono luoghi di ricovero di un’umanità in fuga; forse antiche astronavi o costruzioni aliene di dominio; forse ulteriori abitazioni segreganti di una più evoluta civiltà. Il tempo è passato anche su di loro, come dimostrano le ossidazioni. La città calviniana di Costa prosegue la sua spettrale vita come il vascello fantasma di Capitan Harlock. Dentro una nebulosa di rimandi ad una cultura giovanile che del futuro conserva una proiezione problematica.

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www.giacomocosta.com

nicola davide angerame
mostra visitata l’11 ottobre 2006


Giacomo Costa – Atti metropolitani
Guidi&Schoen, Vico Casana 31 – Genova (centro storico)
Dal 5 ottobre al 20 novembre 2006
Orario: dal lunedì pomeriggio al sabato: 9.30-12.39 / 16.00-19.30
Ingresso libero - tel. 010 2530557
info@guidieschoen.com - www.guidieschoen.com  


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8 commenti trovati  

22/02/2007
cippa, lippa
ma siete scemi? son bellissimi

12/11/2006
il nonno!!!
ma smettiamola... questi lavori son piatti come le canzoni della Pausini!!!!
Magari piaciono in sud america....


29/10/2006
Rene
secondo me tu dipingi con l'acrilico! hahaha ehai ilcoraggio di dire certe cose?

27/10/2006
romano de' roma
mozzicano,mozzicano.....
le opere sono originali e di grande impatto, è un'artista di grande rispetto soprattutto nel nostro panorama italiano.
unico difetto: Costa, parla troppo......


27/10/2006
cory
opere da forte impatto ke smuove dentro qualkosa: da sensazioni differenti, questo é importante per dare valore poiché l'indifferenza é la peggior sofferenza nel campo artistiko.

27/10/2006
luc
io questo artista non l'ho mai capito. Le sue immagini sono prive di mordente.

27/10/2006
pietro
di mio! quanta invidia...

27/10/2006
davide
DIO MIO !!CHE BRUTI!MA POI QUANTI NE FA!

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