pubblicato mercoledì 22 novembre 2006Un occhio poco
obiettivo quello di
Mimmo Jodice (Napoli, 1934), che in occasione del conferimento della laurea
honoris causa in architettura presso l’università Federico II di Napoli, ha selezionato una cinquantina di scatti dagli ultimi vent’anni d’attività. L’essenzialità dell’allestimento, nei toni del grigio, accompagna strisce di colore bianco e nero, presenti nella scala granulosa delle loro sfumature, entro immagini di città apparentemente prive di presenza umana.
Edifici e ambienti aperti, ideati dall’architetto-artifex contemporaneo, di cui il neolaureato senza matricola sceglie punti di vista inediti. Come l’arco della
Défense a Parigi, divenuto squadrato sfondo moderno in contrasto con il primo piano di un cimitero dalle lapidi malinconicamente gotiche.
I metri di misura usati da Jodice, anziché disto al laser e programmi in 3d, comuni agli architetti d’oggi, sono i contorni del formato rettangolare. Con essi valuta la distesa immensa di San Paolo nel 2003, le favelas infinite distese in orizzontale con formicai umani in alluminio e cartone, i deserti di motociclette clonate per cittadini che si confondono nella spersonalizzazione delle metropoli. Megalopoli che correrebbero il rischio di essere confuse tra loro per la ripetitività di grattacieli, ponti e megaparcheggi.

Ma
l’obiettivo soggettivo di Jodice e le focali corte preferite per gli scatti di San Paolo, Mosca e Tokyo, mettono in evidenza i singoli tratti specifici allontanando ogni possibile
dèjà-vu.
Città e interi quartieri costruiti ad indispensabile misura d’uomo, come nel caso dei gusci high-tech giapponesi, con stereometrico giardino
Hamarikyò annesso, esprimono anche un altro linguaggio, che va oltre quello puramente architettonico di linee, vuoti e pieni. È l’abc di binomi sociali come lusso e potere nel
Panorama dalla Trump tower, scattato in pieno decennio yuppie a New York nel 1985; efficienza e tecnologia al
Logan international airport di Boston e nel suo
Financial district, l’area di verticali condomini di uffici. Eleganza e autoritarismo nel
Museo della guerra di Mosca, in un gioco di curve tra la pavimentazione della piazza e la velocità raggiunta dal corpo dell’edificio sopraelevato su robusti pilastri.
Jodice sembra preferire l’architettura contemporanea, tranne che per i quattro segnali di Napoli, in cui è la città antica, con la geometria delle cupole e gli antichi edifici, a testimoniare che è ancora questo l’ambiente maggiormente
vissuto.
Non rimane che una domanda: se oltre che
visibili queste città siano anche
vivibili.
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Mimmo Jodice - Città visibili
Palazzo Reale, Sala Dorica – Napoli, piazza del Plebiscito
orari: tutti i giorni ore 10 - 19; chiuso il mercoledì; ingresso gratuito
info: +39 0815808111
catalogo a cura di Stefano Boeri[exibart]