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arte contemporanea, collettiva GALLERIA ANTONIA JANNONE ​ Corso Giuseppe Garibaldi 125 Milano 20121

Milano - dal 21 marzo al 30 aprile 2011

Agostino Arrivabene - Isterie plutoniche

Agostino Arrivabene - Isterie plutoniche
Proserpina nutrice di pulci, 2010, olio su tavola, cm. 40 x 35
 [Vedi la foto originale]
GALLERIA ANTONIA JANNONE
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Corso Giuseppe Garibaldi 125 (20121)
+39 0229002930 , +39 026555628 (fax)
info@antoniajannone.it
www.antoniajannone.it
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Dalla poliedrica creatività di Agostino Arrivabene è nato un nuovo filone legato alla mitologia greca in specie al mito di Proserpina-Persefone e Ade-Plutone tema di questa nuova mostra, che l’artista crea e visita senza altra guida che il suo sogno.
orario: da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30. la mattina su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 21 marzo 2011. ore 19.00
catalogo: in galleria. Catalogo edito da Allemandi con testi di Flaminio Gualdoni, Alessandro Riva, Edward Lucie-Smith.
editore: ALLEMANDI
autori: Agostino Arrivabene
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dalla poliedrica creatività di Agostino Arrivabene è nato un nuovo filone legato alla mitologia greca in specie al mito di Proserpina-Persefone e Ade-Plutone tema di questa nuova mostra che si inaugurerà il 21 marzo prossimo.
Arrivabene esplora e racconta il rapimento di Proserpina da parte del dio, del suo riscatto grazie alla intercessione di Zeus e al ritorno sulla terra devastata dalla vendetta di Cerere, madre di Proserpina disperata per il rapimento.
Venticinque opere che ci conducono in un sorprendente mondo poetico che l’artista crea e visita senza altra guida che il suo sogno.

…”Superbo, migliora con gli anni. Conosco Agostino Arrivabene da quando era bambino e già dipingeva come un maestro, ma io non volevo riconoscerlo. Temevo l’inganno. Ed era infatti un inganno. Come i maestri antichi, come il Carpaccio nei suoi teleri, Arrivabene poteva scrivere sui suoi dipinti , non “pinxit” ma “finxit”, intendo con ciò una perfetta duplicazione della realtà. Per Carpaccio, gli elementi illusionistici erano ancora legati a una realtà semplificata, analitica, com’era proprio dell’arte del Quattrocento. Ma Arrivabene agisce in un dopo storia, in un tempo in cui troppo è stato sperimentato. La sua sensibilità è rinascimentale, barocca, decadente, pre-raffaelita. Tutto gli è concesso, e tutto conosce. Il suo spirito è più che barocco, il suo divertimento è non avere limiti, dipingere iperboli. Lo è oggi, lo era anche ai suoi esordi.” Vittorio Sgarbi


 
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