Il frammento ritrovato. Il tappeto di caccia e altre storie 3117 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
27/06/2019
Wes Anderson e Juman Malouf portano il sarcofago di Spitzmaus alla Fondazione Prada
26/06/2019
A Roma riapre al pubblico il Ninfeo degli Specchi al Palatino
26/06/2019
Ecco il nuovo motore di ricerca per chi non ricorda i titoli dei film
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva MUSEO POLDI PEZZOLI ​ Via Alessandro Manzoni 12 Milano 20121

Milano - dal 20 maggio al 12 ottobre 2008

Il frammento ritrovato. Il tappeto di caccia e altre storie

Il frammento ritrovato. Il tappeto di caccia e altre storie

 [Vedi la foto originale]
MUSEO POLDI PEZZOLI
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Alessandro Manzoni 12 (20121)
+39 02794889 , +39 0245473811 (fax)
info@museopoldipezzoli.org
www.museopoldipezzoli.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Realizzato in Persia nel 1542-43, il grandioso tappeto, tra i più celebri al mondo, è uno dei rarissimi esemplari datati e firmati della produzione artistica della dinastia safavide. Il frammento ritrovato del prezioso tappeto di caccia, le sue appassionanti vicende la sua storia più recente sono i temi al centro della mostra
orario: Martedì – domenica h. 10.00 - 18.00. Lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero 8€ - Ridotto: 5,50€
vernissage: 20 maggio 2008.
catalogo: guida illustrata bilingue (italiano e inglese)
editore: ALLEMANDI
genere: arti decorative e industriali, arte etnica

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Il frammento ritrovato del prezioso tappeto di caccia, le sue appassionanti vicende la sua storia più recente sono i temi al centro della mostra IL FRAMMENTO RITROVATO. Il tappeto di caccia e altre storie.

Con questa nuova esposizione, aperta dal 22 maggio al 12 ottobre 2008, il Museo Poldi Pezzoli presenta e conclude fra l’altro un percorso collezionistico davvero sorprendente e scrive l’ultimo capitolo della storia di questo importante manufatto.


Realizzato in Persia nel 1542-43, il grandioso tappeto, tra i più celebri al mondo, è uno dei rarissimi esemplari datati e firmati della produzione artistica della dinastia safavide.

Secondo una tradizione ormai leggendaria, il tappeto fu ritrovato al Quirinale nel 1870 diviso in sette pezzi e privo di alcuni frammenti ed è stato successivamente restaurato per volere della regina Margherita di Savoia. Il sapiente e meticoloso intervento di recupero, eseguito con la tecnica del punto arazzo, ha unito le parti esistenti e ha ricreato i diversi frammenti mancanti. Fra le ricomposizioni, facilmente identificabili in quanto meno rasate rispetto alle parti originali, era fino ad oggi evidente anche una grande zona collocata in uno degli angoli del manufatto.

Le intricate vicende del tappeto di caccia si susseguono ancora per molti anni fino a quando, nel 1923, giunge al Museo Poldi Pezzoli.


Dei pezzi mancanti del tappeto, probabilmente finiti nel mercato antiquariale, non si ha più notizia fino a tempi recenti.

E’ solo negli anni Ottanta infatti, per quei rari casi che si verificano nella storia dell’arte, che uno dei frammenti mancanti viene individuato: faceva parte di una collezione privata ed era stato acquistato sul mercato antiquario come “anonimo frammento di tappeto”.

Recentemente, grazie alla generosità del suo ultimo proprietario Alessandro Bruschettini, il frammento è stato donato al Poldi Pezzoli: un evento di portata eccezionale poiché esso costituisce la porzione più cospicua (135 x 48 cm) delle parti mancanti.


Dopo averlo sottoposto a un intervento di consolidamento, la direzione del Museo, unitamente alla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Milano e a un gruppo di esperti di arte orientale e di restauratori, ha studiato le modalità con cui collocarlo nella sua posizione originaria senza cancellare le tracce della sua storia travagliata. Si è scelto quindi di cucirlo sulla parte ricostruita nel restauro ottocentesco, lasciando quest’ultima visibile nei punti in cui i bordi del frammento non coincidono perfettamente con quelli del resto del tappeto.

Questa soluzione permette di restituire al tappeto una lettura più coerente. Dal punto di vista cromatico infatti il frammento, a differenza delle parti rifatte, ha mantenuto la colorazione originale e dal punto di vista della decorazione il pezzo donato restituisce la forma originale dell’angolo della bordura, così come era stata progettata dal disegnatore (Ghyas el Din Jami, citato nel cartiglio). Spesso i tappeti orientali, proprio perché “fatti a mano”, non presentano una decorazione simmetrica sulla bordura e, in mancanza di entrambi gli angoli di un lato, il restauratore ottocentesco aveva copiato quelli del lato opposto.


I costi del restauro del frammento, realizzato da Luisa Belleri e la sua ricomposizione al tappeto originale sono stati sostenuti da Alessandro Bruschettini.


Per questa occasione, anche la collezione di tappeti del Museo, una tra le più prestigiose a livello internazionale, è esposta per la prima volta al pubblico dopo circa dieci anni di assenza. Gli undici preziosi manufatti infatti, custoditi nei depositi del Museo e normalmente esposti a rotazione, a causa del loro fragile stato di conservazione, vengono presentati nella loro completezza.

Accanto al tappeto di caccia, si possono così ammirare rari esemplari di tappeti di corte come il tappeto detto delle tigri. Realizzato nella Persia centrale del XVI secolo, il tappeto è ricco di significati simbolici e reca lungo il bordo un’ iscrizione poetica che lo paragona a un giardino. I versi raccontano che dal giardino del tappeto parte un sentiero che porta alla fonte della vita e che “hanno filato la sua trama con il filo dell’anima”.



Grazie al sostegno della Galleria Moshe Tabibnia, la mostra è accompagnata da un’interessante guida illustrata bilingue (italiano e inglese) recentemente aggiornata, edita da Umberto Allemandi.
 
documenti
documento Word  Il tappeto di caccia - approfondimento [544 kb] 

(10/05/2008 11.16.51)
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram