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MUSEO D'ARTE


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Lugano
Riva Antonio Caccia 5 (6900)
Svizzera
+41 0588667214, +41 0588667497 (fax)
info.mda@lugano.ch
www.mda.lugano.ch
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presentazione



Storia del museo
Villa Malpensata, oggi sede del Museo d'Arte Moderna della Città di Lugano, venne costruita nella prima metà del XVIII secolo.

Dopo diverse trasformazioni e ampliamenti, nel 1845 divenne proprietà della famiglia Caccia: Antonio, il figlio, scrittore e collezionista d'arte, eredita la Villa e alla sua morte, nel 1893, la cede (unitamente a dipinti, sculture e oggetti d'arte ivi conservati) alla Città di Lugano, con il vivo desiderio di vederla trasformata in museo. Per lungo tempo il destino della Villa appare incerto, finché nel 1967 si decide di restaurarla e trasformarla in una vera e propria sede espositiva.

Dal 1973, data della riapertura, al 1990 Villa Malpensata ha accolto circa un centinaio di mostre, estremamente diverse tra loro, sia dal punto di vista tematico che organizzativo.

La linea espositiva
Il 1992 costituisce un anno di particolare importanza nell'ambito dell'attività espositiva di Lugano: dopo due anni di ulteriori restauri Villa Malpensata viene riaperta in concomitanza con la mostra dedicata a Thomas Hart Benton e in quell'occasione la sede adotta l'attuale denominazione, Museo d'Arte Moderna della Città di Lugano: scelta che delinea, in modo inequivocabile, un nuovo capitolo nelle finalità dell'edificio, trasformandolo in sede privilegiata per esposizioni temporanee dallo specifico orientamento storico-artistico.
La scelta del Museo e del suo nuovo direttore Rudy Chiappini è dunque, da questo momento in avanti, orientata alla promozione dell'arte del XX secolo, con particolare attenzione al filone espressionista, da intendere non in senso strettamente letterale ma allargato, piuttosto, all'ambito di quegli artisti dalla spiccata personalità, che hanno fatto dell'uomo, della sua condizione, delle sue inquietudini e ansie, il cardine stesso della loro ricerca creativa.
L'anno successivo il Museo d'Arte Moderna della Città di Lugano inaugura, con la retrospettiva dedicata a Francis Bacon, il suo nuovo corso espositivo, ulteriormente sviluppato negli anni seguenti con le esposizioni di Emil Nolde (1994), Chaïm Soutine (1995), Constant Permeke (1996), Georges Rouault (1997), Edvard Munch (1998), Amedeo Modigliani (1999), Ernst Ludwig Kirchner (2000) e Marc Chagall (2001).
Il criterio di queste scelte testimonia la predilezione e l'attenzione rivolta a quei grandi esponenti della storia della moderna pittura che hanno sempre mantenuto con la figura un forte e mai rinnegato legame, pur giungendo ad una deformazione della stessa sulla scorta di diversi e personalissimi percorsi introspettivi.

Accanto alle retrospettive di questi grandi e illustri Maestri, ormai universalmente riconosciuti, il Museo ha proposto, e continua a proporre, in questi anni altre iniziative espositive, in particolare:

* Mostre più tecniche, rivolte a settori spesso, ma a torto, considerati minori rispetto alle più note produzioni pittoriche, come avvenuto nel 1996 con la presentazione di tutta l'opera incisa di Francisco Goya, nel 1999 con l'opera grafica di James Ensor e nel 2003 con quella di Giovanni Fattori.
* Mostre dedicate ad artisti svizzeri del '900 e di riconosciuto valore, cui si riconducono le antologiche di Varlin (1992), Max Gubler (1995) e Mario Comensoli (1998).
* Mostre realizzate in collaborazione con artisti viventi: così è stato nel 1993 con Emilio Vedova, nel 1994 con Antonio Saura, nel 1997 con Fernando Botero, nel 2002 con Igor Mitoraj e nel 2004 con Arnaldo Pomodoro.






 
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