20 aprile 2023

I designer da scoprire al distretto della Fabbrica del Vapore di Milano

di

Per la prima volta Fabbrica del Vapore diventa un tempio della progettualità più audace e sperimentale, creando un nuovo avamposto tra i distretti della design week. Ecco cosa trovare tra i suoi spazi

Blow con Agostini

Gioca con un tema quasi sacro: la materia (e i materiali), il nutrimento del design e dell’architettura. La partita è in “Materia. La forma del fare”, messo a punto da Arte da mangiare mangiare Arte e Maf Museo Acqua Franca, il progetto che riempie i grandi spazi della Fabbrica del Vapore per il Salone del Mobile di quest’anno. In esposizione oggetti, installazioni (e anche performance) con materie inconsuete, dal vapore al cibo, dal latte materno alla memoria degli archivi. Il vapore ridà forma agli ambienti e nell’interazione con chi ne entra in contatto crea forme che si alternano senza sosta. Ideate dall’artista e designer topylabrys, risvegliano anche l’olfatto e il gusto in collaborazione dell’Azienda di effetti speciali TSP di Milano: ogni pomeriggio, alle ore 15, l’artista con la collaborazione del pubblico creerà “sculture di vapore”. Il cibo è materia di creazione per gli chef Cesare Marretti del Ristorante e Catering Superficiale Milano in collaborazione con Viaggi Olistici di Beatrice Pazi e Jessica Cafarelli e la chef Paola Chiolini del Ristorante e il Catering La Balena Bianca di Vallecrosia con le aziende Raverabio e Tastee.it fanno design con fiori e verdure.

topylabrys, sculture di vapore

Una materia non consueta è il latte materno, cui si incentra l’installazione L’occhio del neonato di Monica Scardecchia (si daranno informazioni sui benefici dell’allattamento al seno). Il progetto è in collaborazione con le Mamme Peer delle province di Milano e Bergamo. Anche il corpo è materia e viene “modificato” da Enzo Scuderi che interviene a sorpresa con improvvisazioni di danza all’interno del vapore. Anche i vecchi materiali diventano “nuovi” in quanto ecologici, come nel caso della plastica riciclata e dell’acciaio considerato come materiale duraturo usati negli oggetti dell’artista e designer topylabrys in collaborazione con Visioni olfattive: un tavolo per la cottura a vapore e oggetti luminosi e illuminanti.

HOPERAPERTA

Ma prima di uscire dalla Fabbrica c’è ancora parecchio da esplorare. Un vero design tour che genera diverse riflessioni sulla produzione, la sostenibilità e la storia del design. Nella Sala Cisterna è l’immaterialità del rito a entrare in scena grazie a HoperAperta, il progetto che unisce arte, architettura e artigianalità nella mostra Esprit Magicien. Il proposito è ragionare sull’ uso rituale degli oggetti: <<L’utilità di un oggetto è determinata dalle sue connotazioni metafisiche, dalla magia di una forma intesa come figura, connessione tra ciò che non è dato rappresentare e la sua apparenza/apparire nel mondo delle cose>>, spiegano i curatori Patrizia Catalano e Maurizio Barberis.  Si può vedere un confronto su questi temi tra gli artisti e gli architetti: Fabio Maria Alecci e Gianluca Esposito, Maurizio Barberis, Armando Bruno e Alberto Torres, Dorian X, Alfonso Femia, Cristina Fiorenza, Duccio Grassi, Alessandro Melis con Fadhil Fadhil e Monica Battistoni, NùeVù, Daniele Menichini, Aldo Parisotto, Steve Piccolo, Odilia Prisco, Sonia Ros, Davide Valoppi, Alberto Vannetti, Carmelo Zappulla. La Compagnia Teatro Colla, ha portato le marionette realizzate nel 1960 per la rappresentazione de La Tempesta di Shakespeare (tradotta per l’occasione da Salvatore Quasimodo) inserite in una speciale installazione multimediale. Inoltre una speciale installazione luminosa di Antonangeli, curata da Gianfranco Marabese, posizionandosi al centro della Cisterna creerà una scenografia di luce aerea, omaggio allo spazialismo di Lucio Fontana.

Milano Makers, Massimo Caiazzo

Un altro materiale inconsueto per la mostra realizzata dal dal CASVA/Satellite -L’archivio De Pas/D’Urbino/Lomazzi è la memoria o meglio la custodia della memoria, che è ciò che fanno gli archivi. Impalpabile e fondamentale. Paolo Lomazzi ha incentrato l’allestimento sui lavori di De Pas/d’Urbino/ Lomazzi che andrà al Casva, la casa degli archivi che aprirà a breve al QT8. Un progetto che presenta lo scopo del CASVA: la conservazione, la consultazione e la comunicazione. L’idea è quella di mettere in evidenza quanto un’idea di design può essere rivoluzionaria, e quanto la sua forza segni il tempo. Una prova sono le riedizioni. Per fare un ripasso vedrete quindi i 5 progetti iconici dei tre maestri: la seggiolina per bambini Junior, il sistema modulare per librerie e arredi lineari Brick System, la poltrona Joe; la poltrona Blow e la poltrona Galeotta, oggetti che rivoluzionarono le nostre case negli anni Sessanta.

Architetture Olfattive

Allo Spazio Messina, Milano Makers mette in scena la sua storia e nella rilettura di materiali storici come la terracotta e l’alabastro, il lino, lana, la paglia, la canapa. È nelle corde di Milano Makers che da dieci anni porta avanti la missione del design autoprodotto. Curiosare in Sharing Design, a cura di Cesare Castelli e Maria Cristina Hamel significa scoprire la cultura del progetto del design basato sui principi della sostenibilità ambientale che deve attraversare le generazioni. Istangiada, a cura di Maria Christina Hamel è dedicata all’artigianato sardo, il titolo in lingua sarda significa vaso di piccole dimensioni. La collezione sono 7 opere in terracotta realizzate secondo le tradizionali tecniche di Assemini (CA) da Doriana Usai che andranno al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Lino, lana, paglia, canapa sono i materiali di Materia Matters – progettare per la pace, a cura di Anastasia Biletska, Anna Manako e Maria Christina Hamel è una collettiva di design company, designer e maker ucraini. Massimo Caiazzo per Design+Sensibile Fragilità ha creato un’installazione in 3D con un materiale sostenibile e innovativo derivato da amido di mais ecocompostabile. Progetto Design Alabastro 22, a cura di Luisa Bocchietto, coinvolge 11 designer e 11 alabastrai.  L’alabastro di Volterra è un unicum le per caratteristiche proprie di lucentezza, lavorabilità, trasparenza e la sua storia. Questi i designer: Fabrizio Loschi, Francesco Messina, Franco Raggi, Giovanna Talocci, Lorenzo Damiani, Luisa Bocchietto, Maria Christina Hamel, Roberta Verteramo, Roberto Marcatti con Cintya Concari, Setsu&Shinobu Ito, Vincent Martinez Sancho.

Terra Migaki Design, Anima, Materia, Forma

La terra cruda è stata usata da Terra Migaki Design nell’ottica di un design sostenibile e della terra cruda. Gli approfondimenti sull’uso della terra sono La preziosità della terra. Lo stesso tema, sviluppato sotto un profilo didattico, si mette in mostra attraverso una selezione di lavori dell’Accademia NABA e di altri istituti universitari. Il tema della terra cruda si lega sia all’industrial design che all’autoproduzione e proprio su quest’ultimo tema saranno presenti quotidianamente laboratori e dimostrazioni pratiche sull’uso di questo materiale. Fabbro Arredi espone i progetti del contest WunderWood, il concorso rivolto agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera Milano, della Facoltà di Architettura di Lubiana e dell’Accademia di Belle Arti G.B. Tiepolo di Udine che diventa un trampolino di lancio per i giovani nel mondo del design. Progetti dei designers: Karolina Pavlič e Katja Novak, Florian Nagl e Theresa Zellner Call di Milano Makers, a cura del direttivo dell’associazione riservata agli iscritti sui temi della sostenibilità ambientale legati alle autoproduzioni. Hanno finora aderito: Antonella Casazza, Monica Casu, Greta Craveri, Lorenzo Damiani, Flavia Freixa, Marica Moro, Marco Poli, Gianfranco Setzu, Gregorio Spini, Silvia Tedesco, Amelia Valletta, Rosa Vetrano.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui