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Popsophia approda ad Art City Bologna: la realtà virtuale nel campo dell’arte contemporanea
Progetti e iniziative
di redazione
Un nuovo passaggio nella traiettoria di Popsophia, il festival dedicato alla divulgazione filosofica, che continua ad ampliare il proprio raggio d’azione verso il linguaggio dell’arte contemporanea e, per la prima volta, entra nel programma ufficiale di Art City Bologna, in concomitanza con Arte Fiera. Dal 5 al 7 febbraio 2026, MeGa, la galleria virtuale di Popsophia, sarà ospitata negli spazi di Dolfi7, hub culturale promosso da Open Project nel centro storico di Bologna.
MeGa, acronimo di Meta e Gallery, è il collettivo artistico nato all’interno di Popsophia come progetto parallelo rispetto al festival, concepito come un’architettura immersiva nel cyberspazio, attraversabile attraverso visori di realtà virtuale. La galleria è pensata come uno spazio di sperimentazione in cui filosofia, arte digitale e tecnologia convergono, trasformando la riflessione teorica in esperienza sensibile.

La mostra La Soglia, curata da Lucrezia Ercoli, nasce a Pesaro ed è stata presentata in anteprima negli spazi del Centro Arti Visive ex Pescheria. L’approdo a Bologna, all’interno di Art City, segna un’evoluzione di scala e di contesto: partito dal dialogo tra cultura pop, filosofia e nuovi media, il progetto entra ora in dialogo con uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati all’arte contemporanea, confrontandosi con un pubblico più ampio e con una scena fortemente strutturata.
Attraverso suono, immagini e architetture virtuali, La Soglia propone un attraversamento che richiama i riti di passaggio e le metamorfosi che scandiscono la vita umana, portando al centro del dibattito il tema dell’esperienza, del limite e della trasformazione. Il concept della mostra prende avvio da una riflessione di Walter Benjamin, secondo cui la modernità avrebbe impoverito l’esperienza della soglia, intesa come spazio di passaggio, di trasformazione, di sospensione tra un prima e un dopo.

Su questa base teorica si articola un percorso composto da sette stanze immersive, ciascuna dedicata a un momento liminare dell’esistenza. Le opere digitali vanno così a costruire ambienti simbolici che invitano a fare esperienza del confine: dalla nascita, evocata in Sfera Amniotica, fino alla soglia finale della morte, con Propilei, ispirata alla Tomba Brion di Carlo Scarpa.












