02 febbraio 2026

Le mostre da non perdere a febbraio in tutta Italia

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L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra selezione per il mese di febbraio

John Giorno with Dial-A-Poem, 1970 courtesy of Giorno Poetry Systems

Edward Weston. La materia delle forme, CAMERA, Torino

Edward Weston, Nude, 1936, Gelatin silver print, Center for Creative Photography, The University of Arizona. Gift of the Estate of A. Richard Diebold, Jr © Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents

Dal 1 febbraio al 2 giugno, la mostra Edward Weston. La materia delle forme approda a CAMERA per offrire una prospettiva unica sullopera essenziale e inconfondibile di Weston, radicata nel paesaggio e nella cultura statunitense, che saprà inoltre offrirvi uno sguardo chiaro su come la fotografia si sia affermata nel tempo come uno dei linguaggi fondamentali della cultura visiva contemporanea. Organizzata da Fundación MAPFRE e curata da Sérgio Mah, la mostra attraversa oltre quarant’anni di attività di Edward Weston (dal 1903 al 1948) in 171 immagini – tra nature morte, nudi, paesaggi e ritratti oggi considerati iconici – per un viaggio immersivo che ripercorre tutte le fasi della sua intensa ricerca: dalle prime prove segnate dal pittorialismo alla piena affermazione come figura centrale della straight photography.

Beato Angelico negli occhi di Bartholomäus Spranger. Giudizi Universali a confronto, Musei Reali di Torino

Beato Angelico, Madonna con Bambinodell’Umiltà, 1449-1450 circa. Torino, Musei Reali – Galleria Sabauda

Dal 6 febbraio al 3 maggio i Musei Reali di Torino ospitano Beato Angelico negli occhi di Bartholomäus Spranger. Giudizi Universali a confronto, una mostra tematica che, per la prima volta, propone un confronto diretto tra la straordinaria e pionieristica invenzione iconografica, elaborata da Beato Angelico intorno al 1425-1428, per la rappresentazione del Giudizio Universale nella celebre tavola oggi conservata al Museo di San Marco e l’opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda, eseguita dal pittore fiammingo Bartholomeus Spranger tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V. Quest’ultima, dichiaratamente ispirata al modello di Beato Angelico, consente di indagare le modalità di ricezione, reinterpretazione e trasmissione di un prototipo figurativo di grande fascino, mettendo in luce continuità e trasformazioni del tema  tra primo Rinascimento e Manierismo maturo.

Anselm Kiefer. Le Alchimiste, Palazzo Reale, Milano

Anselm Kiefer. Le Alchimiste. Foto Paolo Pellegrin I Courtesy Marsilio Arte

Dal 7 febbraio al 27 settembre Palazzo Reale, nella Sala delle Cariatidi, ospita Le Alchimiste, la nuova, imponente mostra di Anselm Kiefer, che fin dai suoi esordi indaga i poteri creativi e redentivi delle donne, qui tradotti in un pantheon al femminile che intreccia mito, memoria e rigenerazione. Frutto di un progetto avviato nel 2023, la mostra milanese presenta oltre quaranta grandi teleri, concepiti appositamente per dialogare con la drammatica bellezza di questo luogo segnato dal bombardamento del 1943. Il legame con Milano è centrale nel percorso, Milano è infatti la città in cui visse la sua giovinezza Caterina Sforza, scienziata e condottiera, autrice di un raro manoscritto con oltre 400 ricette tra medicamenti e formule alchemiche. Accanto a lei, Kiefer convoca una costellazione di figure femminili, note e dimenticate: da Isabella Cortese e Maria la Giudea a Marie Meudrac, Rebecca Vaughan e Mary Anne Atwood. Attraverso la sua pittura materica e simbolica, l’artista restituisce volti e corpi cancellati dalla storia, riconoscendo alle alchimiste un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno.

I Macchiaioli, Palazzo Reale, Milano 

Silvestro Lega, Il pergolato, 1869. Pincoteca di Brera, Milano

I Mcchiaioli porta a Milano, a Palazzo Reale, dal 3 febbraio al 14 giugno, un’esposizione che rappresenta un momento di recupero, riflessione e valorizzazione di un frammento fondamentale di storia dell’arte che ha costruito le comuni radici culturali del nostro Paese, attraverso una nuova e più approfondita lettura della loro esaltante esperienza. La mostra, ideata e curata da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca riunisce oltre 100 opere, provenienti dai maggiori musei italiani, e ricostruisce l’avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini, che combatterono con pennelli e colori una battaglia estetica e civile, intrecciata alle vicende del Risorgimento. La mostra, promossa da Comune di Milano – Cultura, prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Civita Mostre e Musei –  rientra nel programma culturale dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026 e conta come istituzione partner l’Istituto Matteucci di Viareggio.

Benni Bosetto. Rebecca, Hangar Bicocca, Milano

Courtesy Benni Bosetto

Rebecca, a cura di Fiammetta Griccioli, è la prima grande mostra istituzionale dedicata a Benni Bosetto. Il titolo trae spunto dall’omonimo romanzo del 1938 a firma della scrittrice e drammaturga inglese Daphne du Maurier  in cui la casa è protagonista e conserva la memoria di una donna defunta che l’abitava, appunto, Rebecca. Proprio la casa, in Hangar Bicocca, diventa un vero e proprio corpo femminile architettonico, un organismo vivente. La mostra, in programma dal 12 febbraio al 19 luglio, trasforma lo spazio dello Shed, evocando un ambiente domestico e accogliente dove stanze, pareti e superfici sembrano animarsi restituendo allo spazio una dimensione privata e abitata. Un luogo, una dichiarazione: in un tempo in cui tutto è dominato dalla velocità produttiva, Bosetto invita a riappropriarsi di un proprio tempo soggettivo dove poter sognare, riposare, riconquistare la fantasia.

Depero. Space to space, Museo Bagatti Valsecchi, Milano

Fortunato Depero (Fondo, TN, 1892 -Rovereto, TN, 1960), Teste e tubi. Forme simultanee, 1945 olio su tela, 45,8 x 36,5 cm. Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Fondo Depero © FORTUNATO DEPERO by SIAE 2026

Depero Space to space racconta un parallelismo sorprendente che lega, seppur in tempi differenti, i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi a Fortunato Depero, tutti desiderosi di realizzare un sogno: abitare dentro spazi sospesi tra antico e contemporaneo. La mostra, a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico e realizzata in collaborazione con il Mart, è in programma dal 13 febbraio al. agosto. Le opere esposte, che vanno dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, danno forma a un percorso inedito e sorprendente, facendo interagire la collezione permanente della Casa Museo Bagatti Valsecchi e le creazioni di Fortunato Depero, che diventano ospiti in un singolare allestimento appositamente pensato dallo studio di architettura A-Fact di Milano per esaltare la collocazione spazio temporale di opere d’arte in un contesto abitativo.

Silvia De Bastiani – Water and Peaks. An Olympic Journey through the Alps, Fabbrica del Vapore, Milano

Silvia De Bastiani. Water and Peaks, cm 86×132

In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, Fabbrica del Vapore apre la sua Sala delle Colonne a Silvia De Bastiani. Water and Peaks. An Olympic Journey Through the Alps, una mostra ideata appositamente per i temi e i territori che ospiteranno le Olimpiadi Invernali, in cui la pittura diventa strumento immersivo, emozionale e scientifico. Lungo il percorso – amplificato dalla presenza di una video-installazione prodotta da Alps che accompagna il pubblico alla scoperta dello sguardo peculiare dell’artista – saranno visibili ben trenta acquerelli, anche di grandissimo formato, insieme ad alcuni album preziosi dedicati agli studi e alla didattica, nonché fotografie dell’artista al lavoro.

Stefano Zardini. A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt, Fabbrica del Vapore, Milano

Stefano Zardini, The Pioneers’ Passion Nr. 4 – salto

In occasione dei Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, Fabbrica del Vapore ospita A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt, mostra di Stefano Zardini, promossa dalla Provincia di Bolzano e con il patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo. La mostra, una vera e propria esperienza immersiva nel mondo della fotografia contemporanea e dell’arte a servizio della montagna, è curata da Margherita Palli, Thina Adams e Valentina Vidali e ha visto una prima mostra a Cortina da Ikonos Art Gallery e una seconda al Lumen-Museum of Mountain Photography: le tre sedi ospitano alcune collezioni del fotografo molto diverse tra loro per atmosfera e approccio visivo, il cui unico filo conduttore è il pensiero profondo e visionario di Stefano Zardini, che accompagna i visitatori lungo un percorso fatto di luoghi, di rumori e silenzi, ma soprattutto di uomini e donne di montagna creando un ponte ideale tra la città e le vette dolomitiche che hanno alimentato l’immaginario del fotografo fin dall’infanzia.

#WWWWOMANWORDWRITINGFW26/27, Spazio Maria Calderara, Milano

#WWWWOMANWORDWRITINGFW26-27

Maria Calderara prosegue nella contaminazione dei linguaggi, che ha eletto a cifra distintiva del suo lavoro, anche in occasione della collezione FW 2026/27 ispirata alla poetica di Tomaso Binga. In questa collezione, sottili e raffinati rimandi permettono alle opere dell’artista di entrare in dialogo con gli abiti grazie ad applicazioni integrate con eleganza e sapienza. Nulla è esibito o urlato, l’intento non è quello di illustrare in maniera didascalica il lavoro di Binga, ma attraversarlo assumendone il metodo: la sottrazione di senso, la ribellione al dogma, la centralità del corpo come strumento di narrazione. Il risultato è un sistema aperto in cui ogni elemento è pensato per essere liberamente interpretato.Il progetto espositivo mette insieme alcune delle opere più significative dell’artista tra cui il polistirolo Mare (1974), lavori dalla serie Grafici di storie d’amore (1972-1973), l’emblematica Scrittura Arrampicata (1976) e alcune tele tratte dalla più recente serie Lacrime di Sirena (2017-2020). Completano la mostra citazioni di lavori fondativi come Vorrei essere un vigile urbano (1995), Diario romano 1895-1995 (1995-
2020) e alcuni richiami all’opera seminale Alfabetiere murale (1976).

Arte Viva. Processi performativi e partecipativi come pratica. XXVIII edizione premio nazionale arti visive Città di Gallarate, MAGA

Francesca Grilli, Ring Ring Ring, 2016. 2 anelli in ottone, 2 mensole di sale

Dall’11 febbraio al 5 ottobre 2026, il Museo MA*GA di Gallarate (VA) ospita la XXVIII Edizione Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, dal titolo Arte viva. Processi performativi e partecipativi come pratica. La rassegna presenta le opere di Allison Grimaldi Donahue, Francesco Fonassi, Francesca Grilli, Beatrice Marchi e Martina Rota, che si esprimono attraverso linguaggi performativi capaci di coinvolgere la parola, il corpo, il suono, l’altro. La proposta curatoriale voluta da Eva Fabbris, Lorenzo Balbi e Caterina Riva, introduce al MA*GA pratiche artistiche dinamiche che assumono una dimensione processuale e relazionale, contribuendo all’incontro tra linguaggi vivi e performativi e le convenzioni di spazio e tempo proprie dell’istituzione museale, con l’intenzione di includerli nella collezione permanente.

Ana Silva. EAU, GAMeC, Bergamo

Ana Silva, Sem título [Untitled], 2025. Courtesy Ana Silva e A Gentil Carioca, Rio de Janeiro

A partire da 25 febbraio la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta Eau, la prima mostra personale in un’istituzione italiana dell’artista angolana-portoghese Ana Silva, la cui pratica artistica si sviluppa tra memoria, materialità e critica socioculturale, in dialogo con gli effetti della globalizzazione, del consumo e dei flussi transcontinentali. Il suo lavoro prende forma a partire da un gesto semplice e radicale: il recupero di tessuti, pratiche e saperi femminili a lungo relegati allo spazio privato, assunti ora come linguaggio artistico contemporaneo. Il progetto – in programma fino al 6 settembre – si sviluppa all’interno di un percorso di continuità che mette in relazione due momenti distinti ma interconnessi della programmazione del museo, sotto la direzione di Lorenzo Giusti: Pensare come una montagna, il programma biennale che tra il 2024 e il 2025 ha aperto uno spazio di riflessione condivisa sui temi della sostenibilità e sulla dimensione collettiva dell’esperienza artistica, e Pedagogia della Speranza, che ne raccoglie l’eredità e che nel 2026 concentrerà l’attenzione verso la dimensione educativa e sul ruolo dell’arte come pratica di conoscenza, relazione e trasformazione.

René Francisco. Cómplice, Kunst Merano Arte, Merano

René Francisco, disegno dalla serie Desarrollo, 2016. Courtesy of the artist

Cómplice è la più completa retrospettiva italiana dedicata a René Francisco (Holguín, Cuba nel 1960), artista tra i più influenti nell’evoluzione della scena contemporanea cubana e nelle pratiche artistiche tricontinentali. La mostra, in programma negli spazi di Kunst Merano Arte dal 20 febbraio al 25 maggio, costruisce un percorso storico-critico attraverso oltre quarant’anni di ricerca, ibridando installazioni su larga scala, film, disegno, pittura ed esperimenti pedagogici. La mostra riflette sul tema della “complicità”, considerata come forma di intesa profonda e non gerarchica che attraversa le relazioni sociali, politiche, educative e affettive che hanno definito la pratica dell’artista: collaborazione, partecipazione, amicizia, pedagogia critica, attivazione comunitaria. Attivo dagli anni Novanta fino a oggi, René Francisco è conosciuto a livello globale per la sua pratica pittorica e scultorea, ma anche per i suoi progetti di “intervento sociale”, che lo hanno visto formulare pratiche artistiche collaborative con le abitanti e gli abitanti dei quartieri più complessi e marginalizzati dell’Avana, come il Romerillo.

Hit list ’80. Oggetto, interfaccia, colore, Galleria Civica, Trento

Marco Zanini, “Baykal,” 1982, Courtesy of Memphis Milano

Hit list ’80. Oggetto, interfaccia, colore accoglie negli spazi della Civica, dal 21 febbraio al 28 giugno, una pluralità di autori e autrici che restituiscono la complessità di un contesto in piena trasformazione. Fra gli artisti: Sergio Bernardi, Mauro Cappelletti, Silvio Cattani, Maurizio Corradi, Elena Fia Fozzer, Annamaria Gelmi, Diego Mazzonelli, Lorenzo Menguzzato, Michelangelo Perghem Gelmi, Maurizio Postal, Paolo Tait, Rolando Trenti. Sul versante del design, l’esposizione mette in luce il ruolo centrale del trentino Marco Zaini all’interno di Memphis Milano, gruppo che annovera i più influenti architetti e designer del momento; mentre sul fronte architettonico ad interpretare il gusto e le tensioni del decennio spiccano i progetti di Mario Basso, Giulio Cristofolini, Sergio Giovanazzi e Gian Leo Salvotti de Bindis.

Jacques Cordier. Venise, Palazzo Franchetti, Venezia

Jacques Cordier, Reflets violets sur Venise ,1973. Olio su tela 46×61 cm. Courtesy Fonds de dotation Jacques Cordier

La Fondazione Calarota prosegue il percorso di ricerca dedicato ad artisti che hanno instaurato un dialogo significativo con la città lagunare e presenta, presso Palazzo Franchetti, dal 6 febbraio al 10 aprile Jacques Cordier – Venise, una mostra dedicata alle ultime ricerche pittoriche dell’artista francese, realizzate poco prima della sua prematura scomparsa. L’esposizione, curata da Marie-Isabelle Pinet, si concentra su un momento cruciale della carriera di Jacques Cordier, quando il confronto diretto con l’opera di William Turner – che ha potuto ammirare nel 1971 durante una visita alla Tate Gallery di Londra – modifica sensibilmente la sua pittura. Nel percorso ampia visibilità è data agli olii su tela testimoni di una progressiva diluizione delle forme nella luce: i soggetti, pur restando riconoscibili, si dissolvono in vibrazioni cromatiche in cui acqua, cielo e architetture si fondono.

Una vita per lo sport. Volti e conquiste delle #100esperte, Fondazione Bracco, Verona

Kirsty Coventry, Presidente del Comitato Olimpico Internazionale. Ex nuotatrice olimpica e detentrice del record mondiale; foto tratta dalla Mostra “UNA VITA PER LO SPORT. VOLTI E CONQUISTE DELLE #100ESPERTE.”,
foto di Gerald Bruneau © Fondazione Bracco

Fondazione Bracco partecipa all’Olimpiade Culturale di Fondazione Milano Cortina 2026 con una nuova tappa della sua mostra dedicata alle donne e allo sport: dal 4 febbraio al 15 marzo ospita infatti una versione inedita di Una vita per lo sport. Volti e conquiste delle #100esperte, che rispetto alla tappa milanese si arricchisce di tre nuovi scatti: Gerda Weissensteiner, plurimedagliata olimpica in bob e slittino, Angela Menardi, atleta paralimpica di wheelchair curling selezionata per gareggiare alle prossime Paralimpiadi e Kirsty Coventry, la prima donna ad essere eletta Presidente del CIO. L’occasione della mostra permette a tutti di ammirare l’emozionante galleria di ritratti firmati da Gerald Bruneau, celebrativi del talento e delle conquiste delle donne protagoniste del mondo sportivo.

Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi, Palazzo Roverella, Rovigo 

Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi

Dal 27 febbraio al 28 giugno Palazzo Roverella si apre e accoglie, per la prima volta, il dialogo tra Federico Zandomeneghi ed Edgar Degas, protagonisti assoluti della scena artistica europea tra Ottocento e Novecento. Curata da Francesca Dini, l’esposizione ricostruisce il rapporto intenso – talvolta spigoloso, sempre fecondo – che legò i due artisti nel corso di una lunga amicizia parigina. Affinità, rimandi e sorprendenti convergenze tra i due maestri capaci di ridefinire lo sguardo moderno emergono dal confronto tra opere di straordinaria qualità, provenienti da importanti musei e collezioni nazionali e internazionali. La mostra è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, ed è prodotta da Silvana Editoriale.

JAPAN. Corpi, memorie, visioni, Magazzino delle Idee, Trieste

Keijiro Kai, Clothed in Sunny Finery. Photographs ©︎ Keijiro Kai, courtesy of Zen Foto Gallery

Con JAPAN. Corpi, memorie, visioni, prodotta e organizzata da ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia e a cura di Filippo Maggia e Guido Comis, dal 14 febbraio al 7 giugno il Magazzino delle Idee di Trieste offre uno sguardo su un cambio di direzione significativo in materia di fotografia giapponese: oggi molti artisti giovani e già affermati assumono come riferimento non solo la complessità del proprio Paese, ma anche i mutamenti globali, costruendo un dialogo serrato con temi di matrice occidentale, quali le questioni di genere, la memoria collettiva, le relazioni sociali, l’ambiente e la percezione dell’immagine. La mostra raccoglie attorno a tre temi – Memoria e Identità, Corpo e Corpi, Realtà e Visione – un nucleo di lavori di 16 artisti giapponesi contemporanei che attraverso l’utilizzo delle immagini offrono una panoramica di grande respiro sull’attuale scena fotografica e video nipponica, dal dialogo con i maestri alle ricerche delle nuove generazioni impegnate a rileggere la storia recente del Giappone, interrogandosi sulle questioni di genere, sul quotidiano e usando talvolta il corpo come mezzo politico.

Barocco. Il gran teatro delle Idee, Museo Civico San Domenico, Forlì

Tanzio da Varallo, Davide con la testa di Golia, foto Dealberto

Dal 21 febbraio al 28 giugno la mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee porta nelle sale del Museo Civico San Domenico oltre 200 opere, grazie anche alla speciale collaborazione delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini e Galleria Corsini. Ideata e realizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì, la mostra si propone come un viaggio attraverso le idee e le immagini che hanno plasmato il Barocco, offrendo una visione d’insieme della cultura barocca: dal dibattito delle idee che la generarono, ai protagonisti che le diedero forma, fino al ruolo determinante delle committenze e alla rappresentazione del potere che ne influenzò lo sviluppo, e mettendo in luce il rapporto tra arte, potere, fede, scienza e società in una delle epoche più complesse e affascinanti della storia europea La mostra è curata da Daniele Benati, Enrico Colle e Fernando Mazzocca, con la collaborazione di Bernard Aikema. Presidente del comitato scientifico è Cristina Acidini, mentre la direzione generale è di Gianfranco Brunelli.

John Giorno, The Performative Word, MAMBO, Bologna 

John Giorno, Bad news is always true (2015; acrilico su tela, 101 x 101 cm). Su concessione di Giorno Poetry Systems

È John Giorno il grande protagonista della Sala delle Ciminiere al MAMbo. La mostra che lo omaggia, a cura di Lorenzo Balbi, The Performative Word, ripercorre la sua pratica multiforme attraverso diversi nuclei di opere, mettendo in luce il modo in cui Giorno ha valorizzato il linguaggio poetico nelle sue dimensioni plastiche, relazionali e performative. L’uso ricorrente di estratti poetici, replicati su supporti differenti e accompagnati da colori accuratamente selezionati e da un font diventato iconico, restituisce la forza visiva della parola e il suo potenziale comunicativo. La mostra evidenzia come Giorno abbia spinto la poesia a sconfinare nel territorio delle arti visive, della performance e delle reti di telecomunicazione, anticipando molte delle riflessioni oggi centrali nelle pratiche intermediali.

Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte, Palazzo Boncompagni, Bologna

La nascita, la storia e l’evoluzione da Cittadellarte a Statodellarte raccontate nelle sale di Palazzo Boncompagni

È in programma fino al prossimo 3 giugno la neo-inaugurata Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte, mostra a cura di Silvia Evangelisti che pone al centro Fondazione Pistoletto Cittadellarte come origine, metodo e motore di una visione dell’arte intesa come pratica sociale, politica e civile. La mostra racconta oltre sessant’anni di ricerca di Michelangelo Pistoletto e rende visibile il passaggio dall’arte come gesto individuale all’arte come dispositivo collettivo di trasformazione, sviluppato a partire dalla nascita di Cittadellarte nel 1994. Cuore simbolico e operativo del progetto è il ritorno a Bologna, dopo vent’anni, del Tavolo Love Difference, opera-manifesto nata all’interno di Cittadellarte e simbolo del movimento Love Difference, Movimento Artistico per una Politica InterMediterranea, presentato a Bologna come spazio attivo di incontro, dialogo e confronto, in linea con la visione dell’arte come relazione della Fondazione Pistoletto.

Francesco Gennaio. Perché mi guardi così?, LabOratorio degli Angeli, Bologna 

Francesco Gennari, Tutta la mia emotività sotto due nevicate (2023; marmo bianco statuario, 8 × 70 × 54 cm, es. unico) Su concessione dell’Artista e ZERO…, Milano

Nell’ambito di ArtCity Bologna, dal 2 al 14 febbraio, Francesco Gennari presenta nello storico LabOratorio degli Angeli Perché mi guardi così?, un intervento site-specific a cura di Leonardo Regano, che prende le sembianze di un momento conviviale. Gennari immagina infatti un “aperitivo”, in cui non ci sono persone, non c’è un bar e non ci sono bicchieri, c’è solo un gioco di sguardi che vive nel titolo e la forma geometrica dei liquidi alcolici espressa dalle sculture in bronzo. Oltre a queste sculture, è esposto un nucleo di opere su carta che amplia la personale riflessione dell’artista sul tema dell’autoritratto, inteso non come raffigurazione fisionomica ma come misura interiore, registrazione di stati, tensioni e minimi slittamenti percettivi attraverso cui Gennari definisce l’idea del proprio esserci nello spazio. Tutto l’insieme costituisce un ambiente essenziale, in cui l’idea di identità emerge per sottrazione, ovvero come una domanda rivolta a ciò che resta: la stessa che dà titolo alla mostra, perché mi guardi così?

MASBEDO. Resto, Oratorio San Filippo Neri, Bologna

MASBEDO, Resto, 2021. Videoinstalalzione, 9′ 33″

Resto, la videoinstallazione del duo artistico MASBEDO, occupa l’Oratorio di San Filippo Neri fino al prossimo 8 febbraio. Innalzata al centro della navata Resto attiva un campo di risonanza in cui attualità e memoria pervengono a una grammatica comune: nel confronto tra le ferite belliche ancora impresse nell’architettura e quelle che segnano il nostro tempo, la videoinstallazione instaura un dialogo diretto con lo spazio e amplifica la vocazione all’ascolto, alla cura e all’accoglienza inscritta nella funzione originaria dell’Oratorio. Il titolo dell’opera è il nome della barca utilizzata per la realizzazione del video e, al tempo stesso, un verbo che diventa scelta etica e politica: restare, trattenere, non voltarsi altrove. Il lavoro nasce da un’azione nel Mare di Sicilia, cerniera tra Mediterraneo orientale e occidentale, dove gli artisti filmano una draga su cui è installato, a prua, un grande schermo LED. Alle spalle dell’installazione, la pala di Francesco Monti rafforza il carattere quasi liturgico dell’esperienza. Resto propone una riflessione sulla violenza che si abbatte dall’alto e quella esercitata per omissione di soccorso e abbandono, mettendo in relazione i crolli del passato e le emergenze umanitarie del presente, memoria storica e responsabilità contemporanea.

Francisco Tropa, Miss America, Palazzo De’ Toschi, Bologna

Francisco Tropa, Miss America, Palazzo De’ Toschi. Ph. Carlo Favero

Miss America debutta a Palazzo De’ Toschi: fino al prossimo 1 marzo la Sala Convegni della Banca di Bologna ospita la prima grande mostra in Italia dell’artista portoghese Francisco Tropa. La mostra – che prende il titolo dall’omonima creazione inedita che combina installazione, performance e testo – si apre con un congegno / scultura che proietta luci e ombre in movimento (Lantern with clock mechanism, 2025) e si chiude con un altro che emette vapore (Fumeux fume, 2018). Fra le due, lo spettatore scopre – appunto – Miss America, che occupa quasi quasi per intero il Salone e che costituisce per Tropa l’avvio di un nuovo ciclo di lavori in cui la dimensione del tempo e del movimento è presente: l’opera è infatti allestita e disallestita ciclicamente da un gruppo di performer per tutta la prima settimana di apertura della mostra, per poi essere esposta in forma statica.

I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, Fondazione Golinelli, Bologna 

Rosfer Shaokun, Face Off I, 2013

Oltre cinquanta opere, tutte testimoni della curiosità inesauribile del Cavalier Golinelli e del suo sguardo rivolto al mondo e al futuro, danno forma a Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, in programma dal 6 febbraio al 28 giugno alla Fondazione Golinelli. Tra lavori di William Kentridge, Ifeoma U. Anyaeji, Lucy Orta e Jorge Orta, Tomás Saraceno, Ronald Ventura, Bjarne Melgaard, Marcello Maloberti, Aung Ko, Ashley Bickerton, Abdoulaye Konaté, Charles Ross, Arcangelo Sassolino, Flavio Favelli e Sissi, il percorso espositivo invita a riflettere sulle grandi sfide del nostro tempo: la transizione ecologica e tecnologica, i conflitti geopolitici e le migrazioni, il futuro dell’umanità.

Flavio de Marco. Screen Life, Villa delle Rose, Bologna 

Flavio de Marco, Naturkundemuseum, 2024. Olio e acrilico su tela, cm 70 x 50 cm. Foto Nils Wilbert. Courtesy l’artista e Galleria Studio G7

La ricerca di Flavio de Marco, che indaga lo schermo come nuovo paesaggio del contemporaneo, muovendosi tra i vari generi della pittura, arriva a Villa delle Rose. La mostra Screen Life, in programma fino al 29 marzo, attraversa ventisei anni di attività dell’artista offrendo una lettura estesa della sua ricerca pittorica che sancisce il passaggio epocale dalla vita analogica a quella digitale. A partire dalle prime tele dedicate alle schermate del computer, nove sono i nuclei tematici che raccontano con circa settanta opere la produzione di de Marco: Autoritratto, Paesaggio, Orizzonte, Souvenir, Vedute, Fiction, Xenia, Virtual Reality e Avatar.

Fabio Mauri. Arte e ideologia, Palazzo del Medico Piazza Alberica, Carrara

Proiezione sul latte. Ph. Sandro Mele, 2010

In occasione del centenario dalla nascita di Fabio Mauri, Palazzo del Medico Piazza Alberica a Carrara, approfondisce il lavoro dell’artista, autore e intellettuale romano, tra i più indiscussi protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento, con Fabio Mauri. Arte e ideologia, curata da Angelo Capasso e realizzata con la collaborazione dello Studio Fabio Mauri di Roma. La mostra propone un percorso all’interno del lavoro di Mauri concentrandosi sull’ideolia, tema che ha attraversato trasversalmente la sua riflessione teorica e la sua opera d’artista per tutto il corso della sua carriera. Nel percorso, oltre a un importante numero di opere che esplicitano la relazione tra arte e ideologia (tra cui “Che cosa è il fascismo”, “Ideologia e Natura”, “Europa Bombardata”) e una serie di installazioni, tra cui il capolavoro Il Muro Occidentale o del Pianto, sono esposti anche lavori inediti, tra cui alcuni lavori del ciclo Formazione di un pensiero anarchico, originariamente prodotti nel 1973, rilette dall’artista in una nuova versione mai esposta nel 1995, oltre a “Il Ritratto dell’Anarchico Galli” e una serie di opere del ciclo Celebrity (opere su carta).

JACK VETTRIANO, Palazzo Velli, Roma

Jack Vettriano, A Marvellous night for a moondance, 1990

Palazzo Velli a Roma ospita una retrospettiva dedicata a Jack Vettriano dal 12 febbraio al 5 luglio. Curata da Francesca Bogliolo, organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini s.r.l., in collaborazione con Jack Vettriano Publishing, la mostra propone oltre 80 opere, tra cui dieci olii su tela, una serie di lavori su carta museale a tiratura unica, il ciclo di fotografie scattate nello studio dell’artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times, le cui creazioni sono presenti alla National Portrait Gallery di Londra e un video in cui Vettriano parla di sé e della sua evoluzione stilistica.

Bernini e i Barberini, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma 

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Costanza Bonarelli, 1637 – 1638 ca., marmo, h 74.5 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello . Su concessione de l Ministero della Cultura – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. Riproduzione vietata

Lo straordinario rapporto tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini – suo primo e più decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII – è centrale nella mostra Bernini e i Barberini, a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi e in programma dal 12 febbraio al 14 giugno a Roma. Dopo Caravaggio 2025, le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano nelle sale di Palazzo Barberini un’esposizione che offre un’occasione inedita per ripensare la nascita del Barocco attraverso la lente privilegiata del dialogo artistico, politico e personale tra Bernini e Papa Urbano VIII, figure chiave nell’affermazione del linguaggio barocco. L’esposizione si colloca, inoltre, in coincidenza con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626), uno dei momenti più alti del Barocco romano e dell’attività berniniana.

Zehra Doğan. Io, testimone. MACTE, Termoli 

Zehra Doğan, AFTER BINEVŞ, 2024, mixtures and embroidery on fabric, 106h x 148w cm. Courtesy the artist and Prometeo Gallery, Milano-Lucca. Ph. Lily Wolfe

Io, Testimone, mostra personale di Zehra Doğan, a cura di Francesca Guerisoli e in programma dal 20 febbraio al 16 maggio,  propone per gli spazi del MACTE un articolato percorso attraverso opere pittoriche, disegni, video, fotografie, graphic novel, bambole, installazioni e arazzi, che ripercorrono i principali snodi della ricerca dell’artista e mettendo in luce una pratica profondamente intrecciata all’esperienza biografica e all’impegno politico. Le opere in mostra – che si articola intorno a tre momenti fondamentali nella vita dell’artista, ovvero il periodo precedente alla detenzione, l’esperienza del carcere e la produzione più recente – lasciano emergere la figura femminile come corpo vulnerabile e insieme potente, e anche come possibilità di trasformazione, rigenerazione e resistenza che si oppone ai dispositivi di controllo e violenza inscritti nella storia individuale e collettiva delle donne.

Tesori impressionisti. Monet e la Normandia, Fondazione Federico II, Palermo

Eugène Boudin

Dall’11 febbraio al 28 settembre gli spazi della Fondazione Federico II ospitano un vero e proprio viaggio multisensoriale nell’impressionismo attraverso la realtà virtuale e la fotografia ricorrendo anche alla nuova frontiera dell’intelligenza artificiale: dall’analisi e storia dell’Impressionismo, alla tecnica della pittura en plein air, alle proiezioni in IA degli artisti e delle loro opere, a cieli e paesaggi impressionisti in cui perdersi meravigliandosi. Tesori Impressionisti: Monet e la Normandia raccoglie quasi cento opere che esplorano il movimento impressionista, tra cui alcuni capolavori del patrimonio della Collezione Peindre en Normandie, inedita in Sicilia e tra le più rappresentative del periodo, insieme adopere provenienti dal MuMa di Le Havre e di collezionisti privati. La mostra porta i paesaggi normanni oltre i confini della Francia, rivelando al mondo la potenza estetica di una terra che ha ispirato i più grandi artisti del XIX secolo come Monet, Renoir, Corot, Daubigny, Géricault, Courbet, Bonnard, Morisot, Jongkind, Boudin.

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