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A Roma, Villa Torlonia si riattiva: completati gli interventi al Casino Nobile
Beni culturali
di redazione
Il Casino Nobile di Villa Torlonia, a Roma, torna leggibile nella sua “pelle” ottocentesca: si è infatti conclusa la campagna di manutenzione avviata nell’ottobre 2025 e dedicata ai prospetti esterni, alle decorazioni architettoniche aggettanti, agli infissi lignei e, soprattutto, al grande altorilievo in terracotta del timpano, restaurato integralmente. Il lavoro, realizzato da Zètema Progetto Cultura per conto della Sovrintendenza Capitolina, ha riguardato facciate e apparati decorativi, con un’attenzione specifica alla materia esposta e vulnerabile, come cornici, elementi sporgenti, superfici e serramenti, rientrando in un più ampio processo di cura e riattivazione del complesso museale e paesaggistico di Villa Torlonia, a quasi 20 anni dalla prima apertura al pubblico, avvenuta nel 2006.

Il punto focale, anche simbolico, è il frontone: il rilievo di Rinaldo Rinaldi, con la scena di Bacco di ritorno dalle Indie, torna a scandire il prospetto colonnato, come un segno di rappresentanza che indicava una dichiarazione di gusto e di potere, propria della villa nobiliare ottocentesca, impostata nel primo Ottocento e legata, nella sua immagine più riconoscibile, ai cantieri e alle scelte dell’architetto Giuseppe Valadier. L’intervento sugli infissi ha previsto una revisione e parziale sostituzione di persiane e portoni, completando una manutenzione che lavora per sottrazione e rimettendo in equilibrio l’immagine complessiva senza trasformarla in un oggetto nuovo.

La storia del Casino Nobile, però, va anche oltre la soglia dell’Ottocento. Tra 1925 e 1943, l’edificio fu utilizzato come residenza da Benito Mussolini, con interventi di ammodernamento e l’aggiunta delle strutture sotterranee destinate a bunker e rifugi, un capitolo che oggi è entrato nel racconto della villa. In questo senso va letta l’apertura al pubblico, nel 2024, del bunker, accompagnata da un allestimento multimediale immersivo costruito su documentazione storica e fotografica.

Il restauro appena concluso si innesta infatti su una sequenza di riattivazioni recenti. All’ultimo piano del Casino Nobile, ha riaperto nel 2025 il Museo della Scuola Romana con un nuovo allestimento e oltre 150 opere riferite alla stagione tra la prima e la seconda guerra mondiale, di autori come Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Mario Mafai, Fausto Pirandello, Renato Guttuso, Luigi Bartolini, Antonio Donghi, Antonietta Raphaël, Francesco Trombadori, Emanuele Cavalli, Renzo Vespignani, Leoncillo Leonardi, Guglielmo Janni, Riccardo Francalancia, Mirko Basaldella, Ferruccio Ferrazzi, Roberto Melli, Alberto Ziveri. Nello stesso quadro rientra la programmazione espositiva diffusa negli spazi della Villa, dal Casino dei Principi alla Casina delle Civette, che negli ultimi mesi ha incluso l’antologica di Antonio Scordia e la mostra Niki Berlinguer. La signora degli arazzi.

Accanto agli edifici, la Villa sta lavorando anche sul parco: messa in sicurezza delle alberature a rischio, rifacimento di alcuni percorsi e un progetto di reintegro di essenze storiche con sostituzioni previste entro febbraio 2026. È un livello di intervento meno “fotografabile” ma decisivo: perché la qualità dell’esperienza museale, in questo caso, passa anche dal rapporto tra architettura e paesaggio, oltre che tra tutela e manutenzione quotidiana.














