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Pennacchio Argentato, come le immagini diventano dispositivi di conflitto
Mostre
Walking Backwards into Tomorrow, questo il titolo della mostra del duo artistico Pasquale Pennacchio e Marisa Argentato, presentata da Collezione Agovino e diffusa all’interno degli spazi de La Santissima Community Hub, situati nell’Ex Ospedale militare ai Quartieri Spagnoli di Napoli. L’inaugurazione della mostra, il 15 gennaio, è stata anche l’occasione per presentare al pubblico alcuni nuovi spazi della Santissima: Behind, dedicato all’arte contemporanea e alla lettura, con il coordinamento della programmazione affidato al collezionista Fabio Agovino – presente all’opening insieme all’artista Pasquale Pennacchio e ad Alessandra Attena, Responsabile del progetto La Santissima Community Hub – e poi il bookshop, a cura di Cratera, e la buvette di Barrio Botanico.

La mostra è stata appunto ospitata nello spazio Behind, oltre che nella Sala degli affreschi e nel Cinemino, volgendo uno sguardo “retrospettivo verso il futuro”, come recita il titolo “Camminando all’indietro nel domani”, attraverso istallazioni multimediali che si estendono lungo tutto il percorso. Una lettura retrospettiva del presente, con supporti e strumenti di indagine visiva legati al passato: uno schermo video digitale su cui scorrono scene di guerriglie urbane, un parabrezza di un’auto diventata tela per una incisione fotografica su cui il fuoco cammina di pari passo con l’immagine.
L’artista Pasquale Pennacchio, docente di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, ci apre le porte della progettazione spaziale sul repertorio del duo artistico Pennacchio Argentato, che qui ripropone una retrospettiva antologica della propria produzione dal 2006 al 2016.

Nella sala principale del Behind troviamo tre sculture testuali e video testi su supporto di plexiglass con proiezione digitale di circa un metro per la sua metà, rispettivamente del 2016, del 2013 e del 2014 dai titoli evocativi: Peace is a fire, You will never be safe e Time to rise. Peace of fire è un pezzettino di un aforisma buddista e rimanda al concetto della pace come fuoco che brucia e scalda l’uomo nel suo spazio interiore. Ma ciò che scorre nel video è la partita di un gamer intento a un videogame di guerra, Call of Duty, in netto contrasto con il messaggio evocato dalla scritta all’interno della quale scorrono le immagini, rendendo dunque impossibile focalizzarsi sulle immagini in movimento e sulla scritta insieme.

You will never be safe è un rimando alla sicurezza personale ed è estrapolato da un video che riguardò un attentato di un terrorista che uccise un uomo per strada nella città di Londra che fu ripreso da varie persone nel 2012. Time To rise diventa anch’esso Screensaver su cui scorrono immagini evocative che riflettono sulle molteplici possibilità di raccontare un testo e sulle capacità umane di recepirlo grazie a diversi supporti su cui scorrono contemporaneamente, cifra della ricerca del duo Pennacchio Argentato e denuncia di una condizione di intontimento della società contemporanea.

Negli altri spazi espositivi le istallazioni si fanno plurimateriche: parabrezza di auto e camion diventano ideale tela per l’incisione fotografica, la durezza del cemento dialoga con il ludus dei bambini di strada richiamato da palloni di cuoio nella struttura nell’opera Untitled (jumping jack); le diottrie di un occhio sintetico illuminano una stanza come lenti, occhi che hanno come pupilla una moneta da un euro a filtrare la luce in: 1 Euro eclipse, del 2012 opera realizzata con ferro, lampade alogene, apparecchiature elettriche, moneta da 1 euro e lente d’ingrandimento.

In un andirivieni tra passato e presente ma con lo sguardo proiettato al futuro, Pennaccho Argentato utilizza lo spazio come terza dimensione in cui la materia delle proprie opere dialoga con l’assenza, il peso col vuoto, la luce col buio, il messaggio con il suo mezzo.
Con Walking Backwards into Tomorrow, la Collezione Agovino non si limita a esporre opere d’archivio ma le riattiva come dispositivi critici grazie a una progettazione curatoriale condivisa e polifonica che, curata da Francesca Blandino, intende trasformare gli spazi della Santissima in un osservatorio privilegiato dove la memoria storica e le urgenze del presente collidono. La Santissima Community Hub, laboratorio di creatività, condivisione e innovazione, condivide con Collezione Agovino la convinzione che l’arte debba essere veicolo di trasformazione sociale, uno strumento per leggere le fratture del presente e immaginare un domani diverso.

La nuova iniziativa si avvale del supporto tecnico di Vincenzo Morrone. Alessandra Attena, responsabile de La Santissima Community Hub, operazione di rigenerazione urbana temporanea ideata da Urban Value by Ninetynine e da Coop4art, consorzio di cooperative sociali, in collaborazione con Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Campania, Comune di Napoli, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, ha affermato che «Grazie alla collaborazione con Collezione Agovino La Santissima Community Hub si arricchisce con la presenza dell’arte contemporanea. Uno spazio espositivo da vivere, in cui trascorrere del tempo in sinergia con la nostra produzione culturale».











