12 febbraio 2026

Tra sogno e magia, da Dalí a Ontani: il Surrealismo in mostra a Mondovì

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Negli spazi dell’Ex Chiesa di Santo Stefano, a Mondovì, una mostra riunisce le opere dei maestri del Surrealismo, dai primi del Novecento a oggi, per un lungo viaggio tra Sogno e Magia

miro

Simbolo e inconscio, fiaba e perturbante. È un viaggio nei meandri della nostra psiche, la mostra Tra Sogno e Magia: pittura surreale e fantastica, visitabile fino al 3 maggio 2026 negli spazi dell’Ex Chiesa di Santo Stefano a Mondovì. Curata da Vincenzo Sanfo e organizzata dall’Associazione BeLocal in collaborazione con il Comune di Mondovì, con il sostegno della Fondazione CRC e il patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia di Cuneo, l’esposizione propone una ricognizione ampia e articolata sulle declinazioni del Surrealismo e delle sue eredità fantastiche.

Dopo le mostre dedicate a Caravaggio, Andy Warhol e agli Impressionisti, il polo espositivo monregalese prosegue il suo percorso tra le stagioni dell’arte con un progetto che mette in dialogo maestri storici e interpreti italiani della visione onirica, costruendo un itinerario che attraversa il Novecento e si apre a molteplici traiettorie. Tra dipinti, disegni, arazzi, litografie, sculture e fotografie, Tra Sogno e Magia costruisce un mosaico che attraversa oltre un secolo di visioni, mettendo in relazione la dimensione dell’inconscio, la forza del simbolo e la potenza dell’immaginazione.

Salvador Dalí

Il percorso inizia con le opere di Alberto Abate, tra segni meditativi e suggestioni cosmiche: in lavori come Nobilunio e Scilla e Cariddi, il mito si esprime attraverso una dimensione simbolica e spirituale. Lorenzo Alessandri, tra i fondatori del movimento surrealista torinese Surfanta, evoca ritualità e metamorfosi in atmosfere sospese, mentre Colombotto Rosso affida a figure enigmatiche e inquietanti una tensione emotiva carica di mistero. Il dialogo si amplia con Stefano Di Stasio, che intreccia narrazione e poesia in mondi simbolici stratificati, e con l’ironia giocosa di Sergio Barni, dove il gesto pittorico si fa sorpresa e meraviglia.

La sezione dedicata al Surrealismo internazionale vede la presenza immancabile di Salvador Dalí, con opere come la scultura Space Elephant e la versione in arazzo de Il Grande Masturbatore, in dialogo con la dimensione automatica e gestuale di André Masson. Man Ray è rappresentato attraverso lavori come Cadeaux, che aprono al versante concettuale del movimento, mentre Vettor Pisani, con un omaggio a Meret Oppenheim, introduce un’eco italiana che intercetta anche sensibilità “poveriste”.

Man Ray, Noire et Blanche

Il racconto visionario prosegue con Leonor Fini e Matta, nelle cui opere si agitano spazi liquidi e metamorfici, e con Stanislao Lepri, che conduce lo spettatore in universi paralleli sospesi tra allegoria e fantasia. Le litografie di Marc Chagall e Joan Miró fondono fiaba e memoria in un lirismo colorato, mentre Rufino Tamayo sorprende con cromie intense e composizioni vigorose. Non mancano riferimenti al simbolismo di Odilon Redon e Félicien Rops, accostati a una rara copertina della rivista Minotaure realizzata da Diego Rivera per la pubblicazione diretta da André Breton, documento emblematico della stagione surrealista.

Arrivano poi le forme biomorfiche e le tensioni materiche di Gianni Dova, le rielaborazioni di matrice dechirichiana di Ezio Gribaudo, l’ironia concettuale di Aldo Mondino e le autorappresentazioni rituali di Luigi Ontani. A chiudere idealmente il percorso, il mondo di Antonio Possenti, dove la leggerezza diventa cifra espressiva di una fantasia delicata ma non priva di inquietudine.

Marc Chagall

Come sottolineato dal sindaco Luca Robaldo e dall’assessora alla Cultura e al Turismo Francesca Botto, la mostra rappresenta «Uno straordinario viaggio tra realtà e immaginazione». L’Associazione BeLocal, attraverso le parole di Stefano Gribaldo e Paola Demasi, ha ribadito la volontà di consolidare Mondovì come crocevia culturale tra eccellenza italiana e respiro internazionale, con uno sguardo al locale, come confermato da Mattia Germone, presidente di Confcommercio Monregalese, che ha sottolineato l’importanza di iniziative capaci di valorizzare il patrimonio culturale e generare ricadute positive sul territorio.

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