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Interscape: Tono Festival di Bergamo si chiude con una mostra interdisciplinare
Progetti e iniziative
di redazione
Entra nel vivo la terza edizione di TONO Festival – INTERSCAPE, la rassegna del Politecnico delle Arti di Bergamo che, fino al 15 febbraio, si diffonderà in vari luoghi della città, con appuntamenti all’intersezione tra i linguaggi della creatività contemporanea. Ed è con l’apertura della mostra INTERSCAPE e gli appuntamenti conclusivi del progetto INPA, che il festival, nato dalla collaborazione del Politecnico con il Conservatorio Donizetti e l’Accademia Carrara, raggiungerà il suo momento più significativo di restituzione pubblica, nel segno della ricerca interdisciplinare, mettendo in relazione formazione, produzione e riflessione teorica.
Se da un lato il festival conferma i suoi appuntamenti istituzionali – dal concerto sinfonico inaugurale al Teatro Donizetti ai live set di Sound Design, fino al concerto Pop/Rock con Mauro Pagani alla Daste Arena – dall’altro lo snodo progettuale dell’edizione 2026 è rappresentato da INTERSCAPE, esito del progetto internazionale INPA – International Network of the Polytechnics of the Arts, finanziato con fondi PNRR – NextGenerationEU.

INTERSCAPE: il paesaggio come costruzione culturale
Avviato nella primavera 2025, sviluppato attraverso una Summer School internazionale e una successiva Autumn School produttiva, il progetto ha coinvolto oltre 60 studenti e docenti provenienti da istituzioni AFAM italiane e da partner europei, tra cui Università di Granada, Hochschule di Lucerna, TAI di Madrid, Accademia delle Arti di Novi Sad e Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi.

Al centro della ricerca, il paesaggio inteso come costruzione culturale e spazio relazionale: una realtà stratificata che tiene insieme dimensione sonora e visiva, ambiente naturale e contesto urbano, memoria storica e proiezione futura. La riflessione si è articolata attorno a tre assi tematici: Scopic/Soundscape (suono e immagine), Uncontaminated/Urban (natura e città), Historyscape/Futurscape (storia e futuro dei luoghi).
Musicisti, compositori e artisti visivi hanno lavorato in modo congiunto fin dalle prime fasi, sviluppando progetti in cui la componente sonora e quella visiva crescono in maniera interdipendente, riflettendo la vocazione radicalmente interdisciplinare del Politecnico.
La mostra diffusa tra GAMeC, Palazzo della Libertà e Carrara
Il risultato di questo processo ha preso forma nella mostra INTERSCAPE, inaugurata il 12 febbraio e visitabile fino al 15 febbraio negli spazi di GAMeC – Spazio Zero, Palazzo della Libertà e Accademia di Belle Arti G. Carrara.
Curata da Bianca Trevisan e Daniele Maffeis, l’esposizione si configura come un percorso scandito da installazioni visive, opere multimediali e interventi sonori, un dispositivo ambientale diffuso, in cui il pubblico è chiamato a muoversi, tra suoni, immagini e stratificazioni percettive. Le opere, sviluppate dagli studenti, riflettono sulla relazione tra percezione e ambiente, sulle tensioni tra naturale e artificiale, sulle tracce della storia nei territori contemporanei. Il paesaggio diventa così una soglia critica, un campo di forze in cui si intrecciano memoria, tecnologia, ecologia e immaginazione.

Durante le giornate di apertura, la mostra è stata animata da esecuzioni musicali dal vivo curate da Umberto Pedraglio, concepite non come accompagnamento ma come parte integrante del percorso espositivo. Il momento culminante si terrà il 13 febbraio con il concerto diretto dal Maestro Fabian Panisello, che presenterà le composizioni inedite degli studenti, per un focus sulla sperimentazione elettroacustica e sulle nuove forme di interazione tra strumenti, voce e dispositivi digitali.
Un modello istituzionale a confronto
Sempre il 13 febbraio, la Sala Boninelli della Biblioteca Tiraboschi ospiterà il convegno internazionale Politecnici e Università delle Arti. Modelli di interdisciplinarità a confronto, occasione di dialogo tra partner italiani e internazionali sui modelli istituzionali capaci di sostenere percorsi formativi integrati tra arti visive e musica. Un momento per ribadire come INTERSCAPE non sia soltanto una mostra o un ciclo di concerti ma il banco di prova di un modello educativo che mette al centro la collaborazione tra linguaggi e la costruzione di reti europee.
Per tutti gli appuntamenti in programma, si può cliccare qui.











