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A Milano Phillips e Dimoregallery reinventano lo spazio progettato da Luigi Caccia Dominioni
Mercato
di Ottavia Luzi
Milano, arte e design. La triade che funziona. In coda alla Art Week e all’origine della Design Week, con confini sempre meno definiti e collezionisti sempre più internazionali, la sede milanese di Phillips ospita l’incontro speciale con Dimoregallery. Così lo spazio della casa d’aste – quello originariamente progettato da Luigi Caccia Dominioni, in via Lanzone 2, che dal 2023 ospita la casa italiana di Phillips – viene armoniosamente reinterpretato attraverso gli arredi di Dimoremilano, le creazioni di Interni Venosta e pezzi storici come le lampade di Hans Agne Jacobsen. Il tutto perfettamente in dialogo con le opere esposte sulle pareti, a partire da una straordinaria Mappa di Alighiero Boetti realizzata in Afghanistan, tre tele di Lucio Fontana, due lavori coevi di Carla Accardi e Piero Dorazio e una luminaria di Marinella Senatore – provengono da collezioni private, selezionati da Margherita Solaini, Regional Director Italy e Senior Specialist, Modern & Contemporary Art di Phillips.

«Siamo orgogliosi di presentare questa collaborazione con Dimoregallery, una partnership che riflette una visione condivisa con Phillips», dichiara Margherita Solaini, Regional Director e Senior Specialist, Modern & Contemporary Art, Italy, Phillips. «Nella mostra, le opere di grandi artisti del dopoguerra italiano come Boetti e Fontana dialogano con le creazioni contemporanee di Dimoregallery, dando vita a uno spazio sospeso nel tempo e nello spazio, dove il presente viene valorizzato e il passato osservato non con nostalgia, ma con consapevolezza, da cui trarre ispirazione per guardare e vivere il futuro».
E così linee e materiali interagiscono tra loro nel cuore antico di Milano, evocando atmosfere e memorie. I colori dominanti sono il bianco, il nero, il rosso e l’oro, accostati all’azzurro intenso del mare ricamato di Boetti e del taglio di Fontana, che si apre come uno squarcio verso una dimensione diversa della realtà. Ogni oggetto, storico o contemporaneo, contribuisce a un ritmo visivo che guida lo sguardo e invita alla contemplazione. Design e arte insieme, nella città che per definizione sa accoglierli in un unico sguardo.














