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Totocalcio, memoria collettiva di un’epoca: Sisal restaura i primi numeri di Sport Italia
Beni culturali
Il 5 maggio 2026, alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, 80 anni dopo il primo concorso a pronostici sul calcio – la famosa Schedina – Sisal ha celebrato gli 80 anni di storia del Totocalcio con Memorie di carta, un evento dedicato all’esposizione del restauro dei primi sei numeri di Sport Italia, la testata sportiva che nacque contestualmente al primo Totocalcio e ne fu l’organo ufficiale e che rappresentava l’Italia del Dopoguerra e l’inizio di un immaginario collettivo e di un rituale condiviso. Il restauro, in collaborazione con la Scuola di Restauro di Botticino – Valore Italia, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura e del restauro, per celebrare una storia che intreccia sport, partecipazione e trasformazione sociale del Paese.
Ad aprire l’incontro, l’intervento di Mara Della Pergola, figlia di Massimo Della Pergola, il fondatore di Sisal assieme a Fabio Jegher e Geo Molo nel 1946, che aveva un sogno e un obiettivo: finanziare e ricostruire gli stadi distrutti durante il primo conflitto mondiale. A seguire, i saluti Angelo Crespi, Direttore Generale Pinacoteca di Brera, Martino Troncatti, Presidente Valore Italia, insieme agli esperti del progetto di restauro, e Francesca Caruso, Assessore alla Cultura Regione Lombardia.
Antonio Calabrò, Presidente Museimpresa, ha sottolineato che Sport Italia è soprattutto memoria viva, «Testimonianza di un’Italia distrutta dalla guerra che riesce, con un a velocità sorprendente, a rimettersi in piedi dal 1945 al 1950 per arrivare al miracolo economico». Nelle parole di Marco Tiso, Managing Director Sisal Italy, «Sport Italia rappresenta un esempio significativo di come abbiamo accompagnato il racconto del calcio e dello sport, contribuendo a consolidarlo come fenomeno di rilievo culturale e sociale».

Giocare la Schedina: 13 righe per 30 lire, il bancone di un bar, un sabato italiano
Un foglietto di carta con 13 righe, 13 partite, tre possibilità. Il 1946 fu un anno storico per l’Italia che era appena uscita dal secondo conflitto mondiale. Il 2 giugno del 1946 si tenne il referendum che portò alla nascita della Repubblica Italiana, dopo la caduta della monarchia dei Savoia. Qualche mese prima nacque il Totocalcio e venne giocata la prima schedina Sisal: una colonna costava 30 lire, una cifra accessibile a chiunque, pubblicizzata con lo slogan storico: “Tentate la fortuna al prezzo di un vermouth”.
Nel 1983 avvenne la meccanizzazione elettronica del gioco. Un’attesa del sabato pomeriggio, un rito collettivo che attraversava le classi sociali, le generazioni e la penisola da Nord a Sud, il cui tempio era il bar. Dagli anni Cinquanta fino ai Novanta, il bancone era il luogo dove si costruivano le “colonne”, si discuteva di moduli e di pronostici con la stessa serietà con cui si parlava di politica. Generazioni di italiani hanno imparato a orientarsi nella geografia del campionato attraverso quei nomi stampati in verticale.

Il progetto di restauro del magazine Sport Italia
Il progetto di restauro dell’Archivio Sisal e dei primi sei numeri di Sport Italia, gestito dalla Scuola di Restauro di Botticino, centro di formazione e ricerca di Valore Italia, ha reso manipolabili e leggibili questi oggetti cartacei tramite metodologie innovative. Il convegno riunisce tutte le più importanti istituzioni italiane nel mondo del restauro: l’Opificio delle Pietre Dure, l’Istituto Centrale per il Restauro, l’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro e il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale.
I primi numeri del magazine Sport Italia erano raccolti in una cartella in tela fragile e disidratata. Il recupero è avvenuto tramite la deacidificazione delle fibre della carta, la rimozione delle fermature di metallo che le tenevano unite, e il consolidamento degli strappi con un velo giapponese trasparente. Nel futuro prossimo, è previsto un ulteriore intervento sugli ambienti di conservazione dell’archivio Sisal.

Dedicato al processo di restauro, il convegno Tra memoria e innovazione: il restauro della carta tra antico e contemporaneo a cura di Arianna Beretta, Direttrice della Scuola di Restauro di Botticino: «L’evento SISAL ha permesso che le cinque grandi scuole di restauro in Italia si potessero incontrare a un tavolo». Sono intervenuti poi Emanuela Daffra, Direttrice Opificio delle Pietre Dure, che ha sottolineato l’importanza della convergenza metodologica nella formazione dei futuri restauratori, Ambra D’Aleo, Coordinatrice Laboratorio Carta e Fotografia Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, e il Direttore Istituto Centrale per il Restauro Luigi Oliva.
«Il restauro della carta è un tema che accompagna questo materiale fin dalla sua nascita. Nei laboratori dell’Istituto Centrale per il Restauro, l’indagine avanzata sulle componenti materiali, artistiche e storiche di opere e documenti si incontra con le più avanzate ricerche per la conservazione, sovvertendo la metafora della fragilità associata alla carta nella valorizzazione del suo profondo ruolo di medium culturale ed informativo», le parole di Oliva.
A sottolineare le diverse problematiche legate al restauro della carta, Michela Palazzo, Direttrice Istituto Centrale per la patologia degli archivi e del libro: «L’Istituto, nato nel 1938 nell’ambito del Ministero dell’Educazione Nazionale con il compito di studiare gli agenti patogeni che infestavano biblioteche e archivi, oggi è sempre più impegnato nella formazione, erogando un corso quinquennale a ciclo unico che rilascia il titolo universitario abilitante alla professione di restauratore».
















