17 aprile 2026

A L’Aquila ha riaperto il Teatro San Filippo, dopo il terremoto del 2009

di

A 17 anni dal sisma, L’Aquila riapre il Teatro San Filippo, avviando una nuova fase culturale con il festival diffuso CostellAzioni: l'inaugurazione nell'ambito del programma della Capitale della Cultura

A diciassette anni dal sisma, L’Aquila riapre uno dei suoi luoghi simbolo del processo di ricostruzione: il Teatro San Filippo, situato nell’omonimo complesso seicentesco, torna oggi fruibile dalla cittadinanza. L’inaugurazione, inserita nel programma di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, si è svolta nella mattinata di oggi, 17 aprile, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, del sindaco Pierluigi Biondi, del direttore del FEC – Fondo Edifici di Culto Alessandro Tortorella e di figure chiave del progetto come Caterina Caselli e Giuliano Sangiorgi, con Lorenzo Jovanotti collegato da remoto. L’edificio, che è di proprietà del FEC, sarà gestito dal Comune per i prossimi sei anni. Curato dalla Soprintendenza e dal Comune dell’Aquila, con il contributo degli Artisti uniti per l’Abruzzo, il restauro del San Filippo si inserisce in una più ampia traiettoria di riattivazione culturale del centro storico, in attesa della riapertura del Teatro comunale prevista entro la fine dell’anno.

Nonostante i numerosi studi, rimane ancora ignoto il nome dell’architetto che progettò la chiesa di San Filippo, edificata nel XVII secolo su impulso dell’ordine di San Filippo Neri. Il cantiere fu avviato il 3 ottobre 1637, a un anno dall’inizio dei lavori della Chiesa dei Gesuiti, e la consacrazione avvenne nel 1651, quando la facciata era ancora incompleta e l’apparato delle cappelle interne non del tutto definito. Tra il 1660 e il 1670 furono realizzate le cappelle laterali, affidate alle maestranze più attive del tempo, mentre gli interventi decorativi proseguirono per tutto il secolo. L’impianto a navata unica, arricchito da cappelle laterali ornate a stucco, subì gravi danni con il terremoto del 1703, che provocò il crollo della cupola e compromissioni strutturali diffuse. Il restauro, avviato nel 1708, consentì la riapertura al culto nel 1715.

All’inizio dell’Ottocento la chiesa passò alla congregazione del Santissimo Redentore per volontà del vescovo Girolamo Manieri, anticipando di alcuni decenni la soppressione dell’ordine dei Filippini, avvenuta nel 1862. Nel corso del Novecento l’edificio cambiò più volte destinazione, fino al passaggio al Comune dell’Aquila e alla conseguente sconsacrazione. Prima di assumere una funzione culturale stabile, fu adibito a usi eterogenei – deposito militare, dogana, spazio espositivo -, riflettendo le trasformazioni della città.

La svolta arrivò nel 1987, quando, su iniziativa di Totò Centofanti, Maria Cristina Giambruno e Antonio Massena, il complesso fu riconfigurato come sede del Teatro Stabile d’Innovazione L’Uovo. Il nuovo allestimento trasformò San Filippo in un teatro contemporaneo, accompagnato negli anni da una programmazione attenta alla ricerca e alla sperimentazione. Furono gli anni della direzione di Maria Cristina Giambruno e di una compagnia che fece del teatro una pratica quotidiana, radicata nel tessuto cittadino per intere generazioni.

Il legame tra il teatro San Filippo e la canzone Domani – incisa nel 2009 da 56 artisti italiani su iniziativa di Sugar Music e Macù Edizioni Musicali – è stato uno dei fili conduttori della giornata di riapertura a L’Aquila. I proventi del brano hanno infatti contribuito in maniera significativa al recupero del complesso, rendendo la riapertura anche il punto di ritorno di un gesto collettivo di solidarietà. Dopo la conferenza stampa, Giuliano Sangiorgi ha eseguito al pianoforte alcune strofe del brano, prima di tornare protagonista in piazza per il taglio del nastro, dove ha intonato Domani insieme ai cittadini.

Con l’apertura al pubblico, il teatro ha accolto una partecipazione diffusa, offrendo visite straordinarie che hanno permesso di riscoprire l’architettura e la storia del luogo, dando anche l’avvio a una nuova fase di programmazione culturale.

Nel pomeriggio ha preso infatti il via CostellAzioni, festival diffuso che estende il perimetro dell’intervento oltre il centro storico, coinvolgendo 27 frazioni e quartieri dell’Aquila in una rete di eventi che intrecciano arti performative, musica, sport e natura. Finanziato nell’ambito del Programma straordinario per la riqualificazione delle periferie, il progetto si propone come dispositivo di connessione territoriale e partecipazione.

La programmazione dei primi giorni, completamente gratuita e già esaurita, restituisce la misura dell’attesa e del coinvolgimento cittadino. Tra gli appuntamenti in calendario, gli spettacoli di Federica Camba e Gianluca “Scintilla” Fubelli, il progetto Energia. Una storia umana con Alessio Boni e Roberta Di Mario, le performance di Giorgia Fumo e Massimo Lopez, fino agli interventi dedicati alla creatività contemporanea con Giovanni Muciaccia e il reading finale di Edoardo Leo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui