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Palazzo Labia e Teatro delle Vittorie: il Mic valuta l’acquisto dei beni Rai
Beni culturali
di Redazione
Qualcosa si muove sul fronte dei beni immobiliari della Rai e a fare il passo è il MiC – Ministero della Cultura. Dopo lunghe discussioni sulla possibile dismissione e vendita di alcuni edifici storici appartenenti all’azienda pubblica, il MiC ha comunicato il proprio interesse per Palazzo Labia a Venezia e per il Teatro delle Vittorie di Roma, con l’obiettivo di «Valutare percorsi di valorizzazione culturale» dei due immobili. Il primo passaggio concreto arriverà già il 21 maggio, quando il ministro Alessandro Giuli effettuerà un sopralluogo a Palazzo Labia nell’ambito di una visita istituzionale alla Biennale d’Arte di Venezia.
La vicenda si inserisce nel più ampio piano di razionalizzazione immobiliare avviato dalla Rai nel 2022, che prevede la dismissione di 15 edifici tra Roma, Venezia, Milano, Torino, Firenze, Genova e Cagliari. Tra questi figurano alcuni dei beni più simbolici del patrimonio storico dell’azienda pubblica, dai teatri di posa agli storici palazzi delle sedi regionali. Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, il valore complessivo del pacchetto immobiliare sarebbe di circa 230 milioni di euro.

Tra i casi più discussi c’è proprio Palazzo Labia, storico edificio barocco veneziano affacciato sul Canal Grande, sede Rai del Veneto dal 1964. La Rai avrebbe fissato per l’immobile una base di partenza attorno ai 60 milioni di euro, con possibilità di conversione a uso residenziale, direzionale o ricettivo. Una prospettiva che ha immediatamente acceso il dibattito sul rischio di trasformare uno dei più importanti palazzi storici veneziani nell’ennesima struttura alberghiera di lusso.
Costruito tra XVII e XVIII secolo dalla famiglia Labia, originaria della Spagna e ammessa al patriziato veneziano dopo la Guerra di Candia, il palazzo rappresenta uno dei più importanti esempi del barocco veneziano. Celebre soprattutto per il Salone da Ballo affrescato da Giambattista Tiepolo con le Storie di Antonio e Cleopatra, Palazzo Labia custodisce anche opere di Giandomenico Tiepolo, Pompeo Batoni, Gaspare Diziani e un ciclo di arazzi fiamminghi dedicati alle Storie di Scipione. Nel dopoguerra fu acquistato dal collezionista Carlos de Beistegui, che il 3 settembre 1951 vi organizzò una delle feste più celebri del Novecento, immortalata da Cecil Beaton e frequentata da personalità come Orson Welles, Salvador Dalí e Winston Churchill.

Non meno simbolico è il Teatro delle Vittorie di Roma, teatro di posa acquistato dalla Rai tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta e trasformato in uno dei luoghi centrali della televisione italiana. Qui sono stati registrati programmi come Canzonissima, Studio Uno, Milleluci, Fantastico e Scommettiamo che…?. Più recentemente ha ospitato Affari Tuoi, destinato però a trasferirsi negli studi Rai di Milano dalla prossima stagione.
Negli ultimi giorni il teatro è diventato oggetto di una forte mobilitazione pubblica. Fiorello ha definito la vendita «Un crimine contro la storia dello spettacolo italiano», rivolgendosi direttamente al ministro Giuli affinché lo Stato intervenga. Anche la presidente della Commissione Vigilanza Rai Barbara Floridia, dopo un sopralluogo al teatro, ha sottolineato la necessità di preservarne la funzione pubblica e culturale.
La presa di posizione del Mic arriva dunque in un clima già fortemente acceso. Nelle scorse settimane, associazioni, storici dell’arte e sindacati dei giornalisti Rai avevano espresso preoccupazione per il destino di immobili considerati veri e propri luoghi della memoria culturale italiana. Non è escluso che il ministero possa valutare forme di acquisizione diretta o interventi di tutela più stringenti, anche alla luce del diritto di prelazione previsto per gli immobili vincolati.




















