20 maggio 2026

Una Boccata d’Arte 2026: ecco i borghi e gli artisti della nuova edizione

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Fondazione Elpis ha presentato la settima edizione di Una Boccata d’Arte: 20 artisti realizzeranno opere site specific in 20 borghi italiani. Ecco i progetti e i luoghi

Alice Visentinm Il comizio, la merenda, il cantom Avise, Valle d'Aostam Ph. Claudiu Asmarandei

Sette anni, 140 borghi coinvolti, 140 interventi site specific disseminati lungo tutta la penisola. Con la nuova edizione di Una Boccata d’Arte 2026, Fondazione Elpis consolida uno dei progetti di arte contemporanea diffusa più estesi del panorama italiano, confermando una formula che dal 2020 mette sullo stesso piano ricerca artistica, territori periferici e relazioni comunitarie. La settima edizione si svolgerà dal 20 giugno al 4 ottobre 2026, con inaugurazioni simultanee previste il 20 e 21 giugno.

Ideato da Marina Nissim, presidente della Fondazione Elpis, il progetto invita ogni anno 20 artisti e artiste italiani e internazionali a realizzare opere in altrettanti borghi italiani, uno per ciascuna Regione. Nel tempo, il progetto ha progressivamente trasformato la propria struttura, al di là degli eventi temporanei e istituendo una rete culturale permanente, per stabilire relazioni durevoli tra artisti, comunità locali e paesaggi marginali, spesso esclusi dai tradizionali circuiti dell’arte contemporanea e del turismo culturale.

Al centro di Una Boccata d’Arte rimane infatti il rapporto tra opera e territorio. Ogni intervento nasce da periodi di residenza, ascolto e confronto con abitanti, associazioni, archivi, amministrazioni e patrimoni immateriali locali. Il “match” tra artista e borgo viene costruito a partire da affinità, tensioni e risonanze tra la ricerca artistica e le caratteristiche storiche, simboliche o materiali del luogo ospitante. Oltre 40 interventi sono stati acquisiti o adottati dalle comunità locali e rimangono visitabili durante tutto l’anno. Parallelamente, il progetto ha avviato programmi di riattivazione delle opere esistenti attraverso nuove collaborazioni con musei, biblioteche e istituzioni territoriali. Tra queste iniziative rientra anche la donazione dell’opera MMMMMMM KM del collettivo Vaste Programme al TAM – Tower Art Museum nel marzo 2026.

Campostabile, Mercatorum, Cornello dei Tasso, Lombardia, Ph. studiomare.co

La settima edizione di Una Boccata d’Arte attraversa dunque temi ricorrenti come ecologia, memoria collettiva, ritualità popolari, relazioni multispecie, paesaggio e trasformazioni climatiche. In molti casi il fiume diventa figura centrale: accade nei progetti sviluppati a Palazzuolo sul Senio, Tredozio o Fontainemore, dove l’acqua viene letta come elemento fragile e trasformativo. Altrove emergono rituali e patrimoni simbolici ancora vivi, dai pani cerimoniali in Sardegna alle pratiche tradizionali abruzzesi, fino ai miti della Dea Cupra nelle Marche o alle celebrazioni della Maiella in Molise.

Una parte significativa del progetto continua inoltre a riflettere sulla memoria dei territori: economie locali scomparse, architetture distrutte, paesaggi residuali e fenomeni migratori diventano materia di lavoro per molti artisti coinvolti. La nostalgia, in questo contesto, non viene intesa come semplice sentimento retrospettivo ma come dispositivo critico capace di interrogare il presente e le sue fragilità.

Simone Bacco, Maratona, Spinazzola, Puglia, Ph. Christian Mantuano

La nuova edizione coinvolge artisti e curatori distribuiti lungo tutta la penisola. In Campania, a Cusano Mutri, Rebecca Moccia presenterà il progetto Anche noi (Nostalgia Radicale), curato da Giulia Pollicita, che riflette sui processi di spopolamento dei piccoli centri e sulla possibilità di immaginare futuri alternativi a partire dalla memoria locale. In Toscana, Lara Dâmaso realizzerà a Palazzuolo sul Senio un intervento sonoro dedicato alla piena che nel 2023 distrusse uno dei ponti del borgo: due sculture sonore dialogheranno dalle rive opposte del fiume, trasformando il trauma in possibilità di relazione e ascolto. Tra i progetti più legati alla dimensione partecipativa anche quello di Maja Escher a Cupra Marittima, nelle Marche, dove un altare dedicato alla Dea Cupra prenderà forma attraverso formelle in terracotta realizzate insieme a bambini e anziani del paese.

Il suono continua ad avere un ruolo centrale grazie alla collaborazione con Threes Productions, che cura alcuni interventi legati all’ascolto e alla percezione sonora del territorio. Tra questi, il progetto di Enrico Malatesta a Ischitella, in Puglia, immaginato come una mappa sonora aperta che invita a rallentare e a esplorare il paesaggio attraverso l’ascolto.

Mohsen Baghernjao Moghanjooghi, d’io bio, Santa Severina, Calabria, Ph. Matteo Gregoraci

Tra i progetti di questa edizione figura anche quello di Dominique White a Sori, in Liguria, a cura di Valentina Buzzi, dove l’artista rilegge la tradizione degli ex-voto marinari attraverso una ricerca sul mare come spazio di memoria e trasformazione. La scultura diventa così uno strumento per riflettere sulle tracce lasciate da corpi, traversate e relitti. A Cornovecchio, in Lombardia, Anouk Tschanz sviluppa invece una ricerca fotografica dedicata agli ecosistemi residuali della pianura Padana. Attraverso uno sguardo ravvicinato sugli insetti e sulla biodiversità nascosta del territorio, il progetto riflette sulla fragilità ambientale contemporanea. La curatela è di Edoardo De Cobelli.

A Chiusa, in Trentino-Alto Adige, Francesco Alberico presenta Vogelrat. Il consiglio degli uccelli, un intervento a cura di Valerio Panella e Valentina Merz, nato dal confronto con la comunità locale e con la struttura socio-sanitaria Seeburg di Bressanone. L’opera immagina una colonia simbolica di volatili nel centro storico del borgo, trasformando il paesaggio urbano in uno spazio di relazione e convivenza.

Villiam Miklos Andersen, Rock Hard Milk, Serre di Rapolano, Toscana, Ph. Leonardo Morfini

Per Una Boccata d’Arte 2026 saranno coinvolti: Enea Toldo a Fontainemore, in Valle d’Aosta; Andrea Ferrero ad Avigliana, in Piemonte; Dominique White a Sori, in Liguria; Anouk Tschanz a Cornovecchio, in Lombardia; Francesco Alberico a Chiusa, in Trentino-Alto Adige; Renato Grieco a Lugo di Vicenza, in Veneto; Caterina Gobbi ad Andreis, in Friuli Venezia Giulia; Vasilis Papageorgiou a Tredozio, in Emilia-Romagna; Lara Dâmaso a Palazzuolo sul Senio, in Toscana; Abdel Karim Ougri a Ficulle, in Umbria; Maja Escher a Cupra Marittima, nelle Marche; Natalya Marconini Falconer a Pofi, nel Lazio; Alice Minervini a Cellino Attanasio, in Abruzzo; Angelo Leonardo a Trivento, in Molise; Rebecca Moccia a Cusano Mutri, in Campania; Enrico Malatesta a Ischitella, in Puglia; il duo Aterraterra a Forenza, in Basilicata; Francesco Toninelli a Gerace, in Calabria; Irene Macalli a Ficarra, in Sicilia; e Ilare a Monteleone Rocca Doria, in Sardegna.

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