22 maggio 2026

The Phair 2026 a Torino: alle OGR, la fotografia supera i propri confini

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42 gallerie internazionali per The Phair, che torna alle OGR di Torino per la sua settima edizione, tutta dedicata alle diverse declinazioni della fotografia, tra vintage, collage, videoarte e sperimentazione contemporanea

Galleria Franco Noero, Robert Mapplethorpe, Flower, 1986, Stampa ai sali argento, 48 x 48 cm

La settima edizione di The Phair – Photo Art Fair, la fiera internazionale della fotografia artistica torinese è aperta al pubblico dal 22 al 24 maggio 2026 alle OGR, nella Sala Fucine. The Phair Photo Art Fair oltre a essere una fiera d’arte si afferma come un luogo in cui la fotografia si mescola alla sperimentazione visiva. Collage, stampe ai sali d’argento vintage, fotomontaggi, immagini generate dalla AI, polaroid, eliogravure e videoarte sono le tecniche proposte dalle gallerie nazionali e internazionali. La fiera è sicuramente il luogo preferito dei collezionisti ma allo stesso tempo è un indice delle tendenze, dei gusti e delle scelte del mercato dell’arte contemporanea.

Fabiana Fogagnolo, ThePhair2026, foto Press Tour

The Phair 2026: i temi e gli espositori

The Phair 2026, diretta da Roberto Casiraghi e Paola Rampini, ospita 42 gallerie italiane e internazionali, con la curatela del comitato formato da Umberto Benappi, Emilio Bordoli, Lorenzo Bruni, Ernesto Esposito, Brandei Estes, Benjamin & Steffi Jaeger, Massimo Prelz Oltramonti, Valerio Tazzetti, Carla Testore.

L’edizione di quest’anno è stata guidata da una fotografia di Nanda Lanfranco che ritrae Giuseppe Penone negli spazi del Castello di Rivoli Museo d’arte contemporanea. L’artista è ritratto in movimento, con lo sguardo determinato, si muove verso l’obiettivo fotografico, immerso nell’interno architettonico sabaudo. Sembra sul punto di oltrepassare una soglia immaginaria, con semplicità ed energia, in una dimensione genuina che sa tendere alla sperimentazione. Forse è proprio questa immagine che ha segnato la linea della fiera di quest’anno: un equilibrio tra tecniche tradizionali e interventi artistici come il collage, verso una dimensione più bidimensionale, lasciando in secondo piano le immagini generate con l’intelligenza artificiale, anche se non del tutto escluse.

Nanda Lanfranco, Giuseppe Penone al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, 1991 Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli

La fiera di quest’anno riunisce 42 gallerie italiane e internazionali, confermando una crescente apertura europea: A.More Gallery (Milano), Albumen Gallery (Londra), Galleria Valeria Bella (Milano), Galleria Umberto Benappi (Torino), Biasutti & Biasutti (Torino), C+N Gallery CANEPANERI (Milano), Colombo’s Gallery (Milano), Alberto Damian Gallery (Treviso), Deodato Arte (Milano), Exposed. Torino Photo Festival (Torino), Fabbrica Eos (Milano), Febo e Dafne (Torino), Galleria Forni (Bologna), Gagliardi e Domke (Torino), Hopfulmonster Editore (Torino), Jaeger Art (Berlino), The Lanterns Art (Milano), Galleria Leòn (Bologna), Galerie Ira Leonis (Arles), Lusvardi Art (Milano), Magreen Gallery (Genova), Marcorossi Artecontemporanea (Milano, Pietrasanta, Roma, Torino, Verona), MC2 Gallery (Milano, Tivat), Franco Noero (Torino), Alessia Paladini Gallery (Milano), Giorgio Persano (Torino), Photo & Contemporary, (Torino), Podbielski Contemporary (Milano), Raw Messina (Roma), Red Lab Gallery (Milano), Roccavintage (Torino), Federico Rui Arte Contemporanea (Milano), Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea (Torre Pellice), Seletti (Cicognara), Paola Sosio Contemporary Art (Milano), Fondazione Specchio dei Tempi (Torino), Gian Enzo Sperone (Sent), Tallulah Studio Art (Milano), Unique Contemporary (Torino), VisionQuest 4rosso (Genova), Willas Contemporary (Stoccolma), Zamagni Arte (Rimini).

Un percorso intimo ed eterogeneo

Il percorso espositivo propone un percorso eterogeneo ma sorprendentemente organico, dove fotografia, gesto pittorico, collage e sperimentazione convivono. L’immersione iniziale è affidata alla video-vasca di Stefano Ronci, piedi che avanzano come in una piscina, un attraversamento lento che introduce il tema del corpo immerso nel tempo. Seguono gli scatti di Patrizia Zelano, con la Zamagni Arte: una serie di fotografie di libri fradici su sfondi neri con focus assoluto sui volumi deformati. I tomi diventano sculture armoniche, forme quasi sconosciute dal contenuto segreto simbolizzando in un certo senso il sapere che resiste, si trasforma, si oppone alla smaterializzazione digitale.

Zamagni Arte, Patrizia Zelano, Acqua Alta #53, 2019, Stampa Giclée su carta Hahnemühle Fine Art Baryta 325 montata su Dibond, 120 x 80 cm

Troveremo anche tra gli stand di The Phair, dopo averlo già incontrato e apprezzato alle Gallerie d’Italia, Nick Brand e i suoi ritratti, subacquei e animali, presentati dalla galleria Willas Contemporary di Stoccolma. Stefano Cagol con il lavoro The Ice Monolith, già presentato alla Biennale di Venezia per il Padiglione della Repubblica di Nauru, è in fiera presentato da c+n gallery CANEPANERI. Lo stand di Tucci Russo ospita un nucleo interamente dedicato a Giulio Paolini, una personale che gioca sul consueto concetto di citazione e autoriflessività, attraverso gli iconici collage.

WILLAS contemporary, Nick Brandt, Akessa Looking Down II, Sink Rise, Fiji, 2023

Tra le presenze più raffinate vi è le serie Loto Nero – Voyeurisme Paysager, stampa fine art dedicata a frammenti di natura, con cornici artigianali dipinte a inchiostro di china. Oltre che, Devozione profana, sempre di Costanza Gastaldi. Le opere uniscono paesaggio, memoria e materia attraverso antiche tecniche di stampa come eliogravura, platino-palladio, carbone, ritraendo paesaggi montuosi tra nebbia e roccia. Le sue incisioni sembrano fotografie, delle fotografie che sembrano incisioni.

Tucci Russo, Giulio Paolini, Italia antiqua, 2014-2015, collage su carta nera, 70 x 50 cm. Foto Luca Postini. Courtesy Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino

La storia della sperimentazione italiana è rappresentata da Paolo Gioli, con le serie Autoanatomie (1983) e Luminescenti (2007–2010): polaroid che intrecciano New American Cinema, espressionismo astratto e pop art. Aldo Salucci propone invece architetture storiche rielaborate digitalmente in visioni surreali e spettacolari insieme alla galleria A.More. Mentre le fotografie in bianco e nero di Gabriele Stabile aggiungono una dimensione poetica e nostalgica, al contrario di quelle più immediate e reali di Kri Babusci.

Una delle immagini più iconiche della fiera è Havana di Alex Webb, presentato dalla galleria Alessia Paladini Gallery: uno scatto dalla composizione equilibrata in cui dinamismo, cromatismo, leggerezza e istante perfetto convivono magistralmente in un’unica scena vibrante. Anche le stampe ai sali d’argento vintage di Mario Giacomelli oscillano tra pittura astratta e fotografia: paesaggi dall’alto che diventano pattern, grafie, ritmo. Con questi scatti la fotografia si eleva ad una forma compiutamente artistica. Marco Gualdoni sembra aver trovato il volto della Santa Caterina d’Alessandria di Caravaggio: armonia, naturalismo, parte di una serie di ritratti che vibrano tra passato e presente.

Alessia Paladini Gallery, Alex Webb, Children playing in a playground. Havana, Cuba, 2000, Stampa digitale type-C Crystal Archive, dibond, Cm. 70 x 47 su carta cm. 86 x 63

La galleria Gian Enzo Sperone propone opere audaci e intelligenti: Vik Muniz, Braco Dimitrijević, Giovanni Anselmo con Studio per Infinito, e Luigi Ontani. Proseguendo, David LaChapelle appare con Dear Doctor I Read Your Plays, un’ironia pop che non perde mai la sua teatralità.  Anche la galleria Franco Noero di Torino presenta un nucleo di altissimo livello: Mapplethorpe, Simon Starling, Mario Garcia Torres e Sam Falls. La fotografia si fa opera d’arte tra un arazzo di Starling e le fotografie del maestro contemporaneo Robert Mappheltorpe.

Un “intruso” affascinante è Seletti, che trasporta la fotografia su tappeti da attraversare: il design diventa arte, si ibrida, si calpesta, si vive. Il progetto di Giacomo Giannini x Seletti trasforma l’immagine in superficie abitabile. Infine, i 40 anni di Hopefulmonster, la casa editrice torinese, sono celebrati con uno stand dedicato ai libri d’arte, guidato da Marisa Merz.

Seletti, Giacomo Giannini, Sfasciacarrozze, MID-AIR 1985 – 1992, Italy – Shot captured from helicopter, SELETTI Rug, 280 x 200 cm, limited edition of 30 individually numbered pieces + 1 A.P

La fiera si presenta come un percorso intimo, incastonato nella splendida cornice postindustriale e contemporanea delle OGR. Un itinerario che intreccia artisti più giovani, già affermati e storicizzati, costruendo un racconto capace di oltrepassare i confini della fotografia e restituirne molteplici forme e possibilità.

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