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Nelle foto di Francesca Magnani passa il teatro umano della metropolitana
Fotografia
di Redazione
Fino al 17 maggio 2026, alle uscite 18 e 19 della metro Karasuma Shijo a Kyoto, i frettolosi pendolari, le famiglie in transito, i turisti spaesati si sono confrontati a una mostra fotografica molto particolare: da un mese infatti le stampe di grande formato si stanno sovrapponendo alle silhouette della variegata fauna sotterranea metropolitana. L’iniziativa Fotozofio – la rassegna aperta solo a fotografi di una certa età e dedicata proprio per questo alla memoria – è ideata dalla vulcanica produttrice artistica Sae Shimai e presenta quest’anno i progetti di 11 fotografi: Tran Viet Van, Mineko Wakayama, Ogino Yutaka, Stuart Lawson, Wayne Richards, Madeleine Waller, Ayumi Hayashi, Michiko Chiyoda, Rosie Barnes, Bénédicte Roscot, Francesca Magnani.
La fotografa italiana ha presentato la sua serie newyorkese Io era tra color che son sospesi. Magnani si è già occupata in modo esteso di luoghi di attraversamento metropolitano – noi ne abbiamo parlato l’anno scorso qui – e di questa serie dice: «Ho sempre sentito che la strada a New York mi mette davanti persone, immagini e colori che risuonano con ciò che sto vivendo, emotivamente o psicologicamente. Allo stesso tempo, a livello geografico, poiché cammino per lo più da sola, il clic della macchina fotografica e l’immagine finale finiscono anche per segnare un punto sulla mappa dei miei passi». «Non vado alla ricerca di una fotografia: è ciò che mi viene incontro, ciò che appare sul mio percorso, o sulla scena dei miei teatri», ha continuato la fotografa che, in questi giorni, si trova in Giappone per essere vicina alle sue foto.
Ecco una gallery che ha compilato per i lettori di exibart.




























