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Nasce il Premio ACEA Contemporanea: identikit del nuovo concorso per artisti emergenti
Premi
Riflettere sull’acqua attraverso l’arte contemporanea, trasformando un tema ambientale in occasione di ricerca creativa e confronto culturale è l’obiettivo del Premio ACEA Contemporanea. Il progetto, promosso da ACEA insieme a Valore Italia, ha annunciato i vincitori della sua prima edizione dedicata agli studenti e ai neodiplomati dell’Accademia di Belle Arti di Roma, di Accademia Italiana e del SAE Institute. Il concorso, inserito nelle Giornate del Made in Italy, ha invitato i giovani partecipanti a confrontarsi con il tema Flussi Finiti, ponendo al centro la domanda di come raccontare oggi, una risorsa indispensabile, ma sempre più vulnerabile come l’acqua. Pittura, fotografia, installazioni, moda, performance e arte digitale hanno dato forma a opere capaci di affrontare questioni legate alla crisi climatica, alla scarsità idrica, all’inquinamento e alle disuguaglianze nell’accesso alle risorse. Il comitato scientifico che si è riunito per assegnare i premi è composto dalle eccellenze nei campi dell’arte della divulgazione e dell’istituzione.

I prestigiosi nomi sono Patrizia Asproni, manager culturale ed esperta di politiche pubbliche e industrie creative in Italia, Cesare Biasini Selvaggi curatore d’arte indipendente, saggista e giornalista, Marco Maria Cerbo funzionario e diplomatico, Angelo Crespi giornalista, critico d’arte, Livia di Nardo professionista a livello internazionale nell’ambito dello sviluppo organizzativo, Michele Ciacciofera artista contemporaneo di rilievo internazionale, Cecilia Casorati storica e critica d’arte direttrice Accademia di Belle Arti, Sabrina Fiorino responsabile iniziative culturali Acea, oltre a Tiziano Guardini fashion designer, Giovanni Lombardi imprenditore e fondatore di CSO, Domenico Sturabotti architetto e paesaggista.

A conquistare il primo premio è stata Rucsanda Cristache, classe 1997, con Flowing. La sua ricerca si sviluppa tra fotografia, video e installazione con un’attenzione ai temi della memoria. Il progetto rielabora i solidi platonici, trasformando l’acqua in simbolo fragile e instabile. La sfera racchiusa in un cubo di plexiglas riflette le vulnerabilità delle risorse idriche e coinvolge lo spettatore in un gioco elicoidale ipnotico verso il racconto di Villa Medici e dell’acquedotto ancora in vita. Il secondo riconoscimento è andato a Silvia Spoti, classe 1993. L’attenzione ruota attorno al concetto di confine, inteso come limite e come spazio di relazione con La misura dell’acqua. L’opera riflette sul legame tra il fluire dell’acqua e quello del tempo, entrambi segnati da una trasformazione continua. Attraverso incisioni del plexiglas ispirate agli alvei dei fiumi, l’opera racconta gli effetti della scarsità idrica e la progressiva scomparsa dell’acqua di cui rimane soltanto un’ombra.

Terzo premio ex aequo per Valerio Pacini, nato nel 2001 e autore di 240 Liters (way of finding) sull’impatto idrico individuale, e per Giorgia Armario nata nel 1997 con Che ne sarà di noi, che ne sarà della neve? Il lavoro di Pacini è un’installazione site-specific che riflette sull’impronta idrica individuale. Una vasca da 240 litri, pari al consumo medio giornaliero di una persona, viene riempita con sfere nere, evocando un futuro segnato dalla scarsità idrica e crisi ambientale. Giorgia Armario presenta un lavoro fotografico dedicato alla scomparsa delle nevicate e alle conseguenze del riscaldamento globale. Due sono le menzioni speciali, la prima è stata assegnata a Lars Lattacher nato nel 2003 con Acea Heritage Box, dal forte valore educativo. La seconda menzione sarà determinata dal giudizio del pubblico che potrà votare visitando gratuitamente la mostra. Le opere selezionate entreranno a far parte della collezione permanente di ACEA Heritage, il nuovo spazio espositivo nato nella storica sede di Piazzale Ostiense, all’interno del salone del pubblico di Acea, dove è stato allestito poco più di un anno fa il museo Acea con l’idea di raccontare la storia identitaria e industriale grazie alle collaborazioni con gli artisti che nel tempo hanno collaborato con l’azienda come Gino Marotta, Piero De Laurentis.

«Vogliamo raccontare il premio attraverso i linguaggi di giovani artisti sostenendoli per poter restituire la nostra dimensione culturale attraverso linguaggi simbolici, empatici di responsabilità» queste le parole di Sabrina Fiorino responsabile iniziative culturali Acea. Più che un semplice concorso, il Premio ACEA Contemporanea si presenta come una piattaforma di incontro tra formazione, impresa e creatività. L’idea è quella di riconoscere all’arte un ruolo attivo nella costruzione di nuove consapevolezze collettive, soprattutto rispetto alle grandi sfide ambientali del presente. In questo contesto, l’impresa assume anche una funzione culturale, diventando luogo di produzione di idee, relazioni e visioni future. Salvatore Amura, amministratore delegato di Valore Italia, ha sottolineato il valore del dialogo tra creatività e mondo produttivo come occasione concreta di crescita per le nuove generazioni. Il progetto nasce infatti dalla convinzione che la creatività possa rendere percepibili temi spesso affrontati solo in termini tecnici o scientifici. L’acqua, elemento primario e simbolico insieme, viene reinterpretata come spazio di tensione tra natura, tecnologia, sviluppo e responsabilità collettiva. In un’epoca segnata da crisi ambientali sempre più evidenti, il Premio ACEA Contemporanea dimostra come l’arte possa ancora offrire strumenti per leggere il presente e immaginare nuovi scenari. Non soluzioni immediate, ma visioni capaci di aprire domande e generare consapevolezza.

















