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Giuseppe Stampone – Ritratti. Bic Data Blue
la mostra presenta un corpus di cento ritratti inediti realizzati dall’artista con la penna Bic.
Comunicato stampa
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Dal 5 giugno al 27 luglio 2014 la GAMeC – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
presenta la mostra Ritratti – Bic Data Blue, personale di Giuseppe Stampone (1974; vive e lavora a
Teramo e a Roma).
Parte della serie espositiva che il museo dedica da anni agli artisti emergenti più interessanti sulla scena
internazionale - invitati a presentare un progetto site-specific commissionato per l'occasione - la mostra
presenta un corpus di cento lavori inediti dell’artista realizzati con la penna Bic, una tecnica che
accomuna diversi lavori della ricerca artistica di Giuseppe Stampone, dagli ‘abbecedari’ al progetto Global
Education.
I cento ritratti raffigurano i più importanti e influenti artisti della contemporaneità (da Ai Weiwei a
William Kentridge; da Marina Abramović a Shirin Neshat, a Luigi Ontani; da Jannis Kounellis a
Maurizio Cattelan, a Enzo Cucchi, solo per citarne alcuni) e rivelano, al contempo, la volontà dell’artista di
lavorare come ‘pittore di corte’, identificando con questa definizione il più ampio e complesso sistema
dell’arte.
In questo modo si contestualizza ampiamente l’incipit originario del fare artistico che sottende la messa in
opera della mostra stessa, ovvero l’interesse personale dell’artista verso un genere, quello del ritratto di
corte, che ha segnato in modo significativo la storia dell’arte, a partire dalla classicità, e che ha visto
all’opera artisti come Tiziano, Velázquez, Bronzino, van Dyck, Hilliard e Lotto, solo per citarne alcuni.
Insieme al ‘chi’, questi disegni integrano nel loro significato il ‘come’ e il ‘perché’ un personaggio venga
ritratto, indagando altresì sulle giustificazioni retoriche e sul dibattito critico sviluppatisi nella “corte”
contemporanea. La mostra articola quindi una riflessione sul significato del realizzare un ritratto
oggi, sulla presenza e assenza del soggetto e sul valore del ritratto stesso, al fine di restituire non
solo la personalità, ma anche il contesto all’interno del quale un soggetto opera.
La tecnica della ritrattistica viene riabilitata e reinterpretata, dopo che la fotografia e le ricerche pittoriche
della contemporaneità l’hanno - se non trascurata e dismessa - quantomeno manipolata.
I cento protagonisti sono ritratti a mezzo busto, tutti nella medesima posizione frontale; i disegni sono
stati realizzati prendendo a modello immagini trovate in internet, o completati dall’immaginazione
dell’artista che intende così contrapporsi a quella che è stata una delle caratteristiche tipiche del
ritratto, ossia la ripresa dal vero del soggetto.
Nella serie creata appositamente per la mostra alla GAMeC, Stampone ha scelto di ritrarre personalità
che hanno raccontato, interpretato e mediato la trasformazione del mondo, mettendo in atto una
sorta di ‘archiviazione del sapere’ e proponendo al pubblico una reinterpretazione di stampo
enciclopedico che muove una riflessione sul significato dell’essere artista.
Stampone è infatti fermamente convinto che sia giunto il momento, per gli artisti, di recuperare la propria
etica piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul concetto di estetica e, attraverso queste opere, egli
intende affermare l’importanza del recupero del ruolo dell’artista, una sorta di ‘ritorno alle origini’.
La scelta di utilizzare immagini trovate in rete quali modelli per i suoi ritratti, inoltre, invita a riflettere sulla
sovrapproduzione di immagini tipica della società contemporanea e sulla conseguente perdita di unicità
dell’immagine.
In un’epoca in cui la percezione del mondo viene mediata attraverso l’onnipresenza delle immagini, nella
vita reale e in quella virtuale, e nella quale ciascuno di noi può divenire autore di ritratti o di autoritratti (si
pensi alla diffusa moda dei selfie postati sui social network), Stampone conferma la propria abilità
artistica mettendo in atto il recupero di una tecnica pittorica tradizionale, reinterpretata tramite
l’uso della penna Bic – composta da numerosi passaggi, livelli e velature – al fine di sottrarre
l’immagine al proprio universo mediatico, per riportarla alla dimensione autoriale dell’artista.
Accompagna la mostra, divenendo parte integrante e chiave di lettura della stessa, un’opera video inedita
dell’artista: L’ABC dell’Arte, questo il titolo, mostrerà un primo approccio all’Arte per alcuni bambini di una
scuola elementare. Un lavoro che, ancora una volta, intende dimostrare quanto sia importante per
Stampone il recupero dell’ingenuità, di quella purezza creatrice che i bambini naturalmente possiedono e
che gli artisti contemporanei dovrebbero riacquistare.
Fondamentale, infatti, per l’artista è ‘poter giocare con l’arte, per tornare a essere bambini’.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo monografico bilingue – Maretti Editore – che includerà testi
di Peter Benson Miller (Andrew Heiskell Arts Director – Accademia Americana di Roma), Giacinto Di
Pietrantonio (Direttore GAMeC), Jorge Fernandez Torres (Direttore della Biennale de L’Avana 2012),
Sara Fumagalli e Stefano Raimondi (Curatori GAMeC), Alia Swastika (Co-Direttore artistico della
Biennale di Gwangju 2012).
La mostra è parte di una serie in onore di Arturo Toffetti.
presenta la mostra Ritratti – Bic Data Blue, personale di Giuseppe Stampone (1974; vive e lavora a
Teramo e a Roma).
Parte della serie espositiva che il museo dedica da anni agli artisti emergenti più interessanti sulla scena
internazionale - invitati a presentare un progetto site-specific commissionato per l'occasione - la mostra
presenta un corpus di cento lavori inediti dell’artista realizzati con la penna Bic, una tecnica che
accomuna diversi lavori della ricerca artistica di Giuseppe Stampone, dagli ‘abbecedari’ al progetto Global
Education.
I cento ritratti raffigurano i più importanti e influenti artisti della contemporaneità (da Ai Weiwei a
William Kentridge; da Marina Abramović a Shirin Neshat, a Luigi Ontani; da Jannis Kounellis a
Maurizio Cattelan, a Enzo Cucchi, solo per citarne alcuni) e rivelano, al contempo, la volontà dell’artista di
lavorare come ‘pittore di corte’, identificando con questa definizione il più ampio e complesso sistema
dell’arte.
In questo modo si contestualizza ampiamente l’incipit originario del fare artistico che sottende la messa in
opera della mostra stessa, ovvero l’interesse personale dell’artista verso un genere, quello del ritratto di
corte, che ha segnato in modo significativo la storia dell’arte, a partire dalla classicità, e che ha visto
all’opera artisti come Tiziano, Velázquez, Bronzino, van Dyck, Hilliard e Lotto, solo per citarne alcuni.
Insieme al ‘chi’, questi disegni integrano nel loro significato il ‘come’ e il ‘perché’ un personaggio venga
ritratto, indagando altresì sulle giustificazioni retoriche e sul dibattito critico sviluppatisi nella “corte”
contemporanea. La mostra articola quindi una riflessione sul significato del realizzare un ritratto
oggi, sulla presenza e assenza del soggetto e sul valore del ritratto stesso, al fine di restituire non
solo la personalità, ma anche il contesto all’interno del quale un soggetto opera.
La tecnica della ritrattistica viene riabilitata e reinterpretata, dopo che la fotografia e le ricerche pittoriche
della contemporaneità l’hanno - se non trascurata e dismessa - quantomeno manipolata.
I cento protagonisti sono ritratti a mezzo busto, tutti nella medesima posizione frontale; i disegni sono
stati realizzati prendendo a modello immagini trovate in internet, o completati dall’immaginazione
dell’artista che intende così contrapporsi a quella che è stata una delle caratteristiche tipiche del
ritratto, ossia la ripresa dal vero del soggetto.
Nella serie creata appositamente per la mostra alla GAMeC, Stampone ha scelto di ritrarre personalità
che hanno raccontato, interpretato e mediato la trasformazione del mondo, mettendo in atto una
sorta di ‘archiviazione del sapere’ e proponendo al pubblico una reinterpretazione di stampo
enciclopedico che muove una riflessione sul significato dell’essere artista.
Stampone è infatti fermamente convinto che sia giunto il momento, per gli artisti, di recuperare la propria
etica piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul concetto di estetica e, attraverso queste opere, egli
intende affermare l’importanza del recupero del ruolo dell’artista, una sorta di ‘ritorno alle origini’.
La scelta di utilizzare immagini trovate in rete quali modelli per i suoi ritratti, inoltre, invita a riflettere sulla
sovrapproduzione di immagini tipica della società contemporanea e sulla conseguente perdita di unicità
dell’immagine.
In un’epoca in cui la percezione del mondo viene mediata attraverso l’onnipresenza delle immagini, nella
vita reale e in quella virtuale, e nella quale ciascuno di noi può divenire autore di ritratti o di autoritratti (si
pensi alla diffusa moda dei selfie postati sui social network), Stampone conferma la propria abilità
artistica mettendo in atto il recupero di una tecnica pittorica tradizionale, reinterpretata tramite
l’uso della penna Bic – composta da numerosi passaggi, livelli e velature – al fine di sottrarre
l’immagine al proprio universo mediatico, per riportarla alla dimensione autoriale dell’artista.
Accompagna la mostra, divenendo parte integrante e chiave di lettura della stessa, un’opera video inedita
dell’artista: L’ABC dell’Arte, questo il titolo, mostrerà un primo approccio all’Arte per alcuni bambini di una
scuola elementare. Un lavoro che, ancora una volta, intende dimostrare quanto sia importante per
Stampone il recupero dell’ingenuità, di quella purezza creatrice che i bambini naturalmente possiedono e
che gli artisti contemporanei dovrebbero riacquistare.
Fondamentale, infatti, per l’artista è ‘poter giocare con l’arte, per tornare a essere bambini’.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo monografico bilingue – Maretti Editore – che includerà testi
di Peter Benson Miller (Andrew Heiskell Arts Director – Accademia Americana di Roma), Giacinto Di
Pietrantonio (Direttore GAMeC), Jorge Fernandez Torres (Direttore della Biennale de L’Avana 2012),
Sara Fumagalli e Stefano Raimondi (Curatori GAMeC), Alia Swastika (Co-Direttore artistico della
Biennale di Gwangju 2012).
La mostra è parte di una serie in onore di Arturo Toffetti.
04
giugno 2014
Giuseppe Stampone – Ritratti. Bic Data Blue
Dal 04 giugno al 27 luglio 2014
arte contemporanea
Location
GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Bergamo, Via San Tomaso, 53, (Bergamo)
Bergamo, Via San Tomaso, 53, (Bergamo)
Biglietti
intero € 5,00; ridotto € 4,00
cumulativo con mostra 'Riscoprire la Carrara': € 6,00
Orario di apertura
da martedì a domenica, ore 10:00 - 19:00
giovedì ore 10:00 - 22:00
lunedì chiuso
Vernissage
4 Giugno 2014, ore 18:30
Autore
Curatore




