09 gennaio 2007

fino al 27.I.2007 Gianfranco Baruchello Matera, Fondazione SoutHeritage

 
Azzerare lo spazio e ri-significare tutto. Dilatare i confini dell’arte per poi miniaturizzare il mondo in uno spazio mentale. In scena Baruchello l’audace sperimentatore. Con la benedizione di Duchamp…

di

La Fondazione SoutHeritage continua la sua esplorazione dell’arte contemporanea in rapporto al territorio materano. La città si riconferma laboratorio di forme, in continuo dialogo con le proprie radici. Dopo Joseph Beuys, artista antropologo e contadino, prosegue l’esplorazione del rapporto dialettico uomo-ambiente, interno-esterno con Gianfranco Baruchello (Livorno, 1924), lo sperimentatore amico di Duchamp, il contestatore che ha fatto persino della coltivazione delle patate un fatto estetico di forte valore politico. È ciò che afferma l’artista nel libro How to immagine, in cui parla del rapporto tra agricoltura ed estetica e dell’esperienza di Agricola Cornelia, l’activity fondata nel 1973. L’artista descrive quest’esperimento come un teatro totale il cui primo atto fu l’occupazione di terre incolte con l’intento di sottrarle all’abbandono. Tenendo conto di quanto le occupazioni di terre negli anni ‘50 da parte dei contadini lucani siano state fondamentali per la formazione di una coscienza sociale e politica, s’intuisce come la scelta dei curatori, Angelo Bianco e Carla Subrizi, di far interagire Baruchello con il territorio materano, sia portatrice di stimoli interessanti per l’artista e per l’ambiente. Il risultato di questo scambio sarà infatti un’installazione tra natura e specificità simboliche e sociali che solleciterà nei materani una percezione nuova della città e permetterà all’artista di proseguire su una linea di ricerca, iniziata nei primi anni Sessanta, che si svolge tra memorie personali e collettive, spazio mentale ed esterno, mito e racconto popolare.
La prima parte del progetto Interno sensibile è una mostra che documenta, attraverso dipinti, video, assemblage e libri, l’avventuroso percorso di uno degli artisti italiani più innovativi e sperimentali. Baruchello considera le sue opere simili ad uno spazio psichico, una metafora della mente ridotta al grado zero per trascrivervi cose-idee-immagini-sogni come su un foglio bianco.
Gianfranco Baruchello, Hebdomeros e l
E più l’immaginario si arricchisce di simboli, objects trouvé della psiche (“lo spazio mentale si apre ad un angolo visuale o pensabile da 10 a 180 gradi come la cupola di un osservatorio stellare”), più la superficie del quadro s’ingrandisce e le immagini rimpiccioliscono, come ad abbracciare tutto il mondo immaginifico possibile. Per l’inquieto esploratore dell’incerto la mente è un interno/esterno sensibile, un giardino in cui proliferano, come piante, arbusti o fiori multiformi, le immagini più disparate, secondo un libero e casuale fluire di visioni.
I giardini del dormiveglia I e II e Hebdomeros e l’architetto, teca in plexiglas in cui si avverte la suggestione della machine celibataire duchampiana, nascono da questa indagine paradossale dello spazio, fatto di cavità, cunicoli, grotte scavate, improbabili mura, meandri mentali che ricordano lo spazio dei Sassi materani, costruzioni altrettanto inverosimili create da chi ha dovuto inventarsi uno spazio scavando nei meandri della pietra, frutto della fantasia più che della tecnica. Le scatole-vetrine diventano anch’esse abitazioni del sogno, riempite come sono delle prede visive catturate durante il girovagare nei territori dell’inconscio, con la stessa innocenza giocosa di Klee e profondità di Kandinsky (La bonne soupe; Le moment en était venu). All’insegna della sperimentazione e della riflessione critica sul linguaggio visivo anche la produzione video. In Ballade torna il rapporto tra giardino, terra ed identità, mentre Alati rimanda ad un tema caro all’artista: il volo inteso come scoperta, ricerca, spostamento continuo. Oltre il punto di fuga dello sguardo.

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www.fondazionebaruchello.com

barbara improta
mostra visitata il 28 dicembre 2006


Gianfranco Baruchello – Interno sensibile
Matera, Fondazione SoutHeritage, Via F.sco Paolo Volpe 6
Orario di visita: dal martedì al sabato 16.00 – 19.30
ingresso libero – a cura di Angelo Bianco – Carla Subrizi
per informazioni: tel. +39 0835 240348 fax +39 0835 336425 – www.southeritage.orgsoutheritagepress@southeritage.org


[exibart]

3 Commenti

  1. E’ stata una delle mie prime visite ad una mostra di arte contemporanea…grande!!!
    Ho scoperto duchamp…com’era “fuori” il tipo!

  2. interessantissima mostra…..non conoscevo baruchello ed è stata l’occasione per scoprire non solo un nuovo artista ma anche una realtà nuova per il sud. complimenti per la professionalità e continuate così

  3. Complimenti all’autore dell’articolo. Ho visitato la mostra dopo la lettura di questa segnalazione. Dopo avermi fatto un giro negli splendidi Sassi mi sono ritrovata davanti a questi lavori di un astrattismo estremo ma comprensibilissimo alla luce di una lettura dell’opera come sopra. Grazie.

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