14 novembre 2007

fino al 3.I.2008 The Third Mind Paris, Palais de Tokyo

 
Un’opera d’arte + un’altra opera d’arte = una terza opera. Questo il messaggio che emerge dalla mostra che Ugo Rondinone ha curato per il “sito della creazione contemporanea” parigino...

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L’idea avuta dal Palais de Tokyo è stata quella di invitare un artista di fama internazionale a concepire un progetto espositivo, ponendolo al centro dell’attività curatoriale dell’istituzione. Dando carta bianca a un artista si ha non solo la possibilità di avere una mappa mentale delle sue influenze, ma anche di conoscere più approfonditamente il suo personale processo creativo e il modo in cui percepisce il lavoro degli artisti a lui contemporanei.
Il primo invitato a occupare, con il proprio personale universo visuale, l’intero spazio espositivo per la durata di tre mesi è lo svizzero Ugo Rondinone (Brunnen, 1964). Essendo la prima sala dedicata al libro The Third Mind, nato nel 1965 dalla collaborazione fra lo scrittore cult della beat generation William Burroughs e l’artista Brion Gysin, il significato del titolo dato all’esposizione è subito chiaro. Colpiti dall’idea del filosofo Napoleon Hill, secondo il quale l’incontro di due menti crea una terza invisibile e intangibile forza, Burroughs e Gysin hanno sviluppato una metodologia per cui, ritagliando e riassemblando frammenti di frasi e immagini, si trovano nel lavoro altrui nuovi e inaspettati significati. In omaggio a questo “cut-up”, Rondinone ha cercato in ogni sorta di media e ha creato un sistema di corrispondenze, fondendo completamente il lavoro di trentuno artisti dagli anni ‘60 a oggi.
Martin Boyce - photo Marc Domage
Ogni stanza è concepita e percepita come la creazione di una terza persona, una terza mente appunto, che invisibile sta dietro l’esposizione. Una delle stanze in cui sembra che artisti scelti e media utilizzati dialoghino meglio è quella con la video-installazione di Andy Warhol (Screen Tests, 1964-1966) e i fotogrammi di Bruce Conner (Angels, 1973-75). Questi ultimi, appesi al muro, circondano un gruppo di televisori che, disposti sul pavimento, trasmettono i film di alcuni celebri visitatori della Factory mentre tentano di restare immobili. La sala più grande ospita le monumentali sculture di Ronald Bladen. Three Elements (1965) e The Cathedral Evening (1969) dominano lo spazio, ma soprattutto quest’ultima -con la sua apertura a triangolo- sembra aggredire il visitatore. Rondinone le ha poste in relazione con le figure su alluminio di Cady Noland (Oozewald, 1989) e con le inquietanti maschere in cuoio nero di Nancy Grossmann, esposte in lunghe file su due pareti della sala.
Ronald Bladen - photo Marc Domage
Anche se talora pare che l’accostamento fra le opere esposte nella stessa stanza funzioni meno, si riesce ad apprezzare singolarmente i lavori. È il caso della gigantesca scultura realizzata con il neon da Martin Boyce, When Now is Night (web) (1999). The Third Mind è anche questo: un viaggio attraverso le preferenze, le influenze e spesso le ossessioni di un artista visionario.

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antonella guarracino
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dal 28 settembre 2007 al 3 gennaio 2008
The Third Mind. Carte blanche à Ugo Rondinone
Palais de Tokyo – Site de création contemporaine
13, Avenue du Président Wilson – 75116 Paris
Orario: da martedì a domenica ore 12-24
Ingresso: intero € 6; ridotto € 4,50
Info: tel. +33 147235401; fax + 33 147201531; www.palaisdetokyo.com

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