02 febbraio 2022

Il latte dei sogni: cosa vedremo alla mostra della Biennale di Venezia 2022

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Cecilia Alemani presenta sezioni, artisti e opere della sua mostra alla Biennale d'Arte di Venezia 2022: tra Giardini e Arsenale, un percorso denso e complesso, tra capsule del tempo e postumano

213 artiste e artisti provenienti da 58 nazioni, di cui 26 italiani, per 1433 tra opere e oggetti e 80 nuove produzioni. Questi i numeri de “Il latte dei sogni”, mostra della 59ma Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea della Biennale di Venezia che, curata da Cecilia Alemani, aprirà le porte del Padiglione Centrale ai Giardini e delle Corderie dell’Arsenale, dal 23 aprile al 27 novembre 2022, con vernice il 20, 21 e 22 aprile. Una mostra ampia e complessa, il cui lavoro si è svolto necessariamente a distanza, con tutte le difficoltà e le potenzialità del caso, come ha spiegato Alemani, intervenuta questa mattina per la presentazione, trasmessa anche in streaming, dalla Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian.

I padiglioni e il College

Ad affiancare l’esposizione, i progetti presentati dalle 80 Partecipazioni Nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Sono cinque i Paesi presenti per la prima volta alla Biennale Arte: Repubblica del Camerun, Namibia, Nepal, Sultanato dell’Oman e Uganda. Le Repubbliche del Kazakhstan, del Kirghizistan e dell’Uzbekistan, inoltre, partecipano per la prima volta ognuna con un proprio padiglione.

«Dopo due anni di lavoro, Cecilia Alemani ha portato a Venezia una mostra “monstre”, ricchissima di proposte e con una formula peculiare, che mi è piaciuta molto», ha introdotto Roberto Cicutto, da gennaio 2020 Presidente della Fondazione la Biennale di Venezia. «Ma a parte la mostra, si deve ad Alemani la realizzazione di un sogno: dotare anche la Sezione Arte del suo College», ha continuato Cicutto, riferendosi al bando di partecipazione per il quale quattro giovani artisti – Simnikiwe Buhlungu, Ambra Castagnetti, Andro Eradze e Kudzanai-Violet Hwami – potranno presentare, fuori concorso ma come parte de “Il latte dei sogni” le loro opere, realizzate grazie a un contributo di 25mila euro.

Il latte dei sogni: la mostra della Biennale d’Arte di Venezia 2022

Come già spiegato, “Il latte dei sogni” prende spunto dal titolo del libro per bambini di Leonora Carrington, scrittrice e artista vicina al Surrealismo – fa anche la compagna di Max Ernst – e che trascorse gran parte della sua vita in Messico. «Le sue sono storie di esseri ibridi e mutanti, in un mondo fantastico in cui tutto possono trasformarsi e divenire altro», ha spiegato Alemani. D’altra parte, aver costruito questa mostra a distanza, almeno in buona parte, è giù di per sé una trasformazione, una metamorfosi del corpo ma anche dei linguaggi, delle definizioni di ciò che è umano, meccanico o vegetale, animato o inanimato.

E, quindi, qual è la differenza che separa questi ambiti? Quali sono le responsabilità nei confronti dei nostri simili, delle altre forme di vita e del pianeta che abitiamo? Come sarebbe la vita senza di noi? Sono queste alcune delle domande che attraversano la mostra, le cui radici si rintracciano nel pensiero postumano e nella messa in discussione della figura dell’uomo bianco occidentale come misura di tutte le cose. A questa immagine monolitica, si sostituiscono le visioni multiple della permeabilità, dell’ibridazione. Nella speranza che questo passaggio non accada solo in una dimensione fantastica o chiusa in se stessa.

Le opere presentate in mostra sembrano annunciare il contrario, qualcosa sta effettivamente cambiando anche se i processi sono attivi da tempo. Per sottolineare questa continuità storica, il percorso espositivo sarà scandito da “capsule del tempo”, progettate dallo studio di design Formafantasma, di Andrea Trimarchi e Simone Farresin, che raggrupperanno opere e oggetti storici, in gran parte del ‘900, ispiratori delle nuove idee e delle attuali ricerche. «Questo dialogo tra opere storiche e contemporanee creerà diverse temporalità, per interrogare e includere la centralità di alcune storie minori», ha spiegato Alemani.

Così, partendo dal Padiglione ai Giardini, la prima capsula del tempo che incontreremo sarà “La culla della strega”, dal titolo di un’opera di Maya Deren, con una serie di lavori incentrati sul dominio del meraviglioso e del fantastico. In questa sezione troveranno sede le storie legate ai corpi disobbedienti, riconducibili ai movimenti delle Avanguardie del primo ‘900, non solo Surrealismo, Futurismo e Bauhaus ma anche Negritude e Harlem Renaissance, tra opere storiche di Remedios Varo, Leonor Fini, Carol Rama, Dorothea Tanning, Ovartaci (Louis Marcussen). Sara Enrico presenterà una nuova serie di sculture di cemento, mentre la veneziana Chiara Enzo una serie di piccolissimi quadri di frammenti di corpi ed epidermidi.

Ci sarà poi la capsula dedicata al rapporto tra corpo e tecnologia, che tra l’altro presenterà un gruppo di artiste italiane degli anni ’60 vicine all’arte programmata e cinetica, come Grazia Varisco, Nanda Vigo, Dadamaino, Marina Apollonio e Lucia Di Luciano, oltre a opere di Ulla Wiggen, Agnes Denes, Lillian Schwartz, Leonora de Barros. A “Materializzazione del linguaggio”, mostra curata da Mirella Bentivoglio alla Biennale di Venezia del 1978, sarà quindi dedicata idealmente la terza capsula, con opere di Tomaso Binga e fotografie delle medium Eusapia Palladino e Linda Gazzero. Una intera stanza sarà dedicata a Paula Rego, mentre Cecilia Vicuña realizzerà una grande installazione dedicata al fragile ecosistema della Laguna Veneziana. Nel Giardino Scarpa troverà sede una serie di opere di Simone Fattal, mentre una installazione performativa di Alexandra Pirici sarà sempre attivata da sei performer.

«All’Arsenale, l’atmosfera sarà molto diversa», ha anticipato Alemani. Qui i temi delle sezioni ruoteranno intorno al rapporto tra gli individui e la terra, con opere, tra gli altri, di Belkis Ayón, Portia Zvavahera, Gabriel Chaile, Zheng Bo, Eglė Budvytytė. Avremo poi modo di scoprire gli arazzi dell’artista sami Britta Marakatt-Labba. Ma una Capsula sarà dedicata anche alle nuove combinazioni tra umano e artificiale, a partire dal ‘900 fino ai giorni nostri. Saranno presentate le composizioni di Kiki Kogelnik, artista austriaca spesso accostata alla Pop Art, e i disegni di Aleksandra Exter, autrice degli schizzi per i costumi di Aėlita, un film di fantascienza di Jakov Protazanov, considerato il primo kolossal del genere.

«Quindi, nel percorso della mostra, vedremo la figura umana scomparire, tra i fiori di Tetsumi Kudo e le macchine di Mire Lee», ha continuato Alemani, oppure nascondersi, dietro alle maschere artificiali che Diego Marcon usa per i suoi film. Troveremo quindi una installazione site specific di Barbara Kruger e, all’esterno, opere di Giulia Cenci.

«L’augurio per questa 59ma Esposizione Internazionale d’Arte è che con essa ci si possa immergere nel “re-incantesimo del mondo” evocato da Cecilia nella sua introduzione. Forse un sogno, che è un altro degli elementi costitutivi della Mostra», ha concluso Cicutto.

Tutti gli artisti della 59ma Biennale d’Arte di Venezia

1. Noor Abuarafeh
1986, Gerusalemme. Vive a Gerusalemme e Maastricht, Paesi Bassi
2. Carla Accardi
1924, Trapani, Italia – 2014, Roma, Italia
3. Igshaan Adams
1982, Città del Capo. Vive a Città del Capo, Sudafrica
4. Eileen Agar
1899, Buenos Aires, Argentina – 1991, Londra, UK
5. Monira Al Qadiri
1983, Dakar, Senegal. Vive a Berlino, Germania
6. Sophia Al-Maria*
1983, Tacoma, USA. Vive a Londra, UK
Padiglione delle Arti Applicate
7. Özlem Altın
1977, Goch, Germania. Vive a Berlino, Germania
8. Marina Apollonio
1940, Trieste, Italia. Vive a Padova, Italia
9. Gertrud Arndt
1903, Ratibor (Racibórz), Impero Tedesco (attuale Polonia) – 2000, Darmstadt, Germania
10. Ruth Asawa
1926, Norwalk, USA – 2013, San Francisco, USA
11. Shuvinai Ashoona
1961, Kinngait. Vive a Kinngait, Nunavut
12. Belkis Ayón
1967 – 1999, L’Avana, Cuba
13. Firelei Báez
1981, Santiago de los Caballeros, Repubblica Dominicana. Vive a New York City, USA
14. Felipe Baeza
1987, Guanajuato, Messico. Vive a New York City, USA
15. Josephine Baker
1906, Saint Louis, USA – 1975, Parigi, Francia
16. Djuna Barnes
1892 – 1982, New York City, USA
17. Mária Bartuszová
1936, Praga, Cecoslovacchia (attuale Repubblica Ceca) – 1996, Košice, Slovacchia
18. Benedetta
1897, Roma, Italia – 1977, Venezia, Italia
19. Mirella Bentivoglio
1922, Klagenfurt, Austria – 2017, Roma, Italia
In collaborazione con Annalisa Alloatti
1926 – 2000, Torino, Italia
20. Merikokeb Berhanu
1977, Addis Abeba, Etiopia. Vive a Silver Spring, USA
21. Tomaso Binga
1931, Salerno, Italia. Vive a Roma, Italia
22. Cosima von Bonin
1962, Mombasa, Kenya. Vive a Colonia, Germania
23. Louise Bonnet
1970, Ginevra, Svizzera. Vive a Los Angeles, USA
24. Marianne Brandt
1893, Chemnitz, Germania – 1983, Kirchberg, Germania
25. Kerstin Brätsch
1979, Amburgo, Germania. Vive a New York City, USA e Berlino, Germania
26. Dora Budor
1984, Zagabria, Croazia. Vive a New York City, USA
27. Eglė Budvytytė
1981, Kaunas, Lituania. Vive a Vilnius, Lituania e Amsterdam, Paesi Bassi
In collaborazione con Marija Olšauskaitė e Julija Steponaitytė
1989, Vilnius. Vive a Vilnius, Lituania e New York City, USA
1992, Vilnius. Vive a Vilnius, Lituania e Amsterdam, Paesi Bassi
28. Liv Bugge
1974, Oslo. Vive a Oslo, Norvegia
29. Simnikiwe Buhlungu*
1995, Johannesburg. Vive a Johannesburg, Sudafrica e Amsterdam, Paesi Bassi
Biennale College Arte
30. Miriam Cahn
1949, Basilea, Svizzera. Vive a Stampa, Svizzera
31. Claude Cahun
1894, Nantes, Francia – 1954, Saint Helier, Jersey, UK
32. Elaine Cameron-Weir
1985, Red Deer, Canada. Vive a New York City, USA
33. Milly Canavero
1920 – 2010, Genova, Italia
34. Leonora Carrington
1917, Clayton-le-Woods, UK – 2011, Città del Messico, Messico
35. Regina Cassolo Bracchi
1894, Mede, Italia – 1974, Milano, Italia
36. Ambra Castagnetti*
1993, Genova, Italia. Vive a Milano, Italia
Biennale College Arte
37. Giulia Cenci
1988, Cortona. Vive a Cortona, Italia e Amsterdam, Paesi Bassi
38. Giannina Censi
1913, Milano, Italia – 1995, Voghera, Italia
39. Gabriel Chaile
1985, San Miguel de Tucumán, Argentina. Vive a Buenos Aires, Argentina e Lisbona, Portogallo
40. Ali Cherri
1976, Beirut, Libano. Vive a Parigi, Francia
41. Anna Coleman Ladd
1878, Bryn Mawr, USA – 1939, Santa Barbara, USA
42. Ithell Colquhoun
1906, Shillong, India – 1988, Lamorna, UK
43. Myrlande Constant
1968, Port-au-Prince. Vive a Port-au-Prince, Haiti
44. June Crespo
1982, Pamplona, Spagna. Vive a Bilbao, Spagna
45. Dadamaino
1930 – 2004, Milano, Italia
46. Noah Davis
1983, Seattle, USA – 2015, Ojai, USA
47. Lenora de Barros
1953, San Paolo. Vive a San Paolo, Brasile
48. Valentine de Saint-Point
1875, Lione, Francia – 1953, Il Cairo, Egitto
49. Lise Deharme
1898, Parigi, Francia – 1980, Neuilly-sur-Seine, Francia
50. Sonia Delaunay
1885, Odessa, Impero Russo (attuale Ucraina) – 1979, Parigi, Francia
51. Agnes Denes
1931, Budapest, Ungheria. Vive a New York City, USA
52. Maya Deren
1917, Kiev, Ucraina – 1961, New York City, USA
53. Lucia Di Luciano
1933, Siracusa, Italia. Vive a Formello, Italia
54. Ibrahim El-Salahi
1930, Omdurman, Sudan. Vive a Oxford, UK
55. Sara Enrico
1979, Biella, Italia. Vive a Torino, Italia
56. Chiara Enzo
1989, Venezia. Vive a Venezia, Italia
57. Andro Eradze*
1993, Tbilisi. Vive a Tbilisi, Georgia
Biennale College Arte
58. Jaider Esbell
1979, Normandia, Brasile – 2021, São Sebastião, Brasile
59. Jana Euler
1982, Friedberg, Germania. Vive a Francoforte, Germania e Bruxelles, Belgio
60. Minnie Evans
1892, Long Creek, USA – 1987, Wilmington, USA
61. Alexandra Exter
1882, Białystok, Impero Russo (attuale Polonia) – 1949, Fontenay-aux-Roses, Francia
62. Jadé Fadojutimi
1993, Londra. Vive a Londra, UK
63. Jes Fan
1990, Scarborough, Canada. Vive a New York City, USA e Hong Kong
64. Safia Farhat
1924 – 2004, Radès, Tunisia
65. Simone Fattal
1942, Damasco, Siria. Vive a Parigi ed Erquy, Francia
66. Célestin Faustin
1948, Lafond, Haiti – 1981, Pétion-Ville, Haiti
67. Leonor Fini
1907, Buenos Aires, Argentina – 1996, Parigi, Francia
68. Elsa von Freytag-Loringhoven
1874, Swinemünde (Świnoujście), Impero Tedesco (attuale Polonia) – 1927, Parigi, Francia
69. Katharina Fritsch
1956, Essen, Germania. Vive a Wuppertal e Düsseldorf, Germania
70. Ilse Garnier
1927, Kaiserslautern, Germania – 2020, Saisseval, Francia
71. Aage Gaup
1943, Børselv, Sápmi/Norvegia Settentrionale – 2021, Karasjok, Sápmi/Norvegia Settentrionale
72. Linda Gazzera
1890, Roma, Italia – 1942, San Paolo, Brasile
73. Ficre Ghebreyesus
1962, Asmara, Eritrea – 2012, New Haven, USA
74. Elisa Giardina Papa
1979, Medicina, Italia. Vive a New York City, USA e Palermo, Italia
75. Roberto Gil de Montes
1950, Guadalajara, Messico. Vive a La Peñita de Jaltemba, Messico
76. Nan Goldin
1953, Washington, D.C., USA. Vive a New York City, USA
77. Jane Graverol
1905, Ixelles, Belgio – 1984, Fontainebleau, Francia
78. Laura Grisi
1939, Rodi, Grecia – 2017, Roma, Italia
79. Karla Grosch
1904, Weimar, Germania – 1933, Tel Aviv, Palestina Mandataria (attuale Israele)
80. Robert Grosvenor
1937, New York City, USA. Vive a East Patchogue, USA
81. Aneta Grzeszykowska
1974, Varsavia. Vive a Varsavia, Polonia
82. Sheroanawe Hakihiiwe
1971, Sheroana, Venezuela. Vive a Mahekototeri e Caracas, Venezuela
83. Florence Henri
1893, New York City, USA – 1982, Compiègne, Francia
84. Lynn Hershman Leeson
1941, Cleveland, USA. Vive a San Francisco, USA
85. Charline von Heyl
1960, Magonza, Germania. Vive a New York City e Marfa, USA
86. Hannah Höch
1889, Gotha, Germania – 1978, Berlino, Germania
87. Jessie Homer French
1940, New York City, USA. Vive a Mountain Center, USA
88. Rebecca Horn
1944, Michelstadt, Germania. Vive a Odenwald, Germania
89. Georgiana Houghton
1814, Las Palmas, Isole Canarie, Spagna – 1884, Londra, UK
90. Sheree Hovsepian
1974, Esfahan, Iran. Vive a New York City, USA
91. Tishan Hsu
1951, Boston, USA. Vive a New York City, USA
92. Marguerite Humeau
1986, Cholet, Francia. Vive a Londra, UK
93. Jacqueline Humphries
1960, New Orleans, USA. Vive a New York City, USA
94. Kudzanai-Violet Hwami*
1993, Gutu, Zimbabwe. Vive a Londra, UK
Biennale College Arte
95. Tatsuo Ikeda
1928, Saga, Giappone – 2020, Tokyo, Giappone
96. Saodat Ismailova
1981, Tashkent. Vive a Tashkent, Uzbekistan e Parigi, Francia
97. Aletta Jacobs
1854, Sappemeer, Paesi Bassi – 1929, Baarn, Paesi Bassi
98. Geumhyung Jeong
1980, Seul. Vive a Seul, Corea del Sud
99. Charlotte Johannesson
1943, Malmö, Svezia. Vive a Skanör, Svezia
100. Loïs Mailou Jones
1905, Boston, USA – 1998, Washington, D.C., USA
101. Jamian Juliano-Villani
1987, Newark, USA. Vive a New York City, USA
102. Birgit Jürgenssen
1949 – 2003, Vienna, Austria
103. Ida Kar
1908, Tambov, Russia – 1974, Londra, UK
104. Allison Katz
1980, Montréal, Canada. Vive a Londra, UK
105. Bronwyn Katz
1993, Kimberley, Sudafrica. Vive a Johannesburg, Sudafrica
106. Kapwani Kiwanga
1978, Hamilton, Canada. Vive a Parigi, Francia
107. Kiki Kogelnik
1935, Graz, Austria – 1997, Vienna, Austria
108. Barbara Kruger
1945, Newark, USA. Vive a Los Angeles, USA
109. Tetsumi Kudo
1935, Osaka, Giappone – 1990, Tokyo, Giappone
110. Gabrielle L’Hirondelle Hill
1979, Comox, Canada. Vive nei territori non ceduti delle Prime Nazioni Musqueam, Squamish e
Tsleil-Waututh
111. Louise Lawler
1947, Bronxville, USA. Vive a New York City, USA
112. Carolyn Lazard
1987, Upland, USA. Vive a New York City e Filadelfia, USA
113. Mire Lee
1988, Seul, Corea del Sud. Vive ad Amsterdam, Paesi Bassi
114. Simone Leigh
1967, Chicago, USA. Vive a New York City, USA
115. Hannah Levy
1991, New York City. Vive a New York City, USA
116. Tau Lewis
1993, Toronto, Canada. Vive a New York City, USA
117. Shuang Li
1990, Monti Wuyi, Cina. Vive a Berlino, Germania e Ginevra, Svizzera
118. Liliane Lijn
1939, New York City, USA. Vive a Londra, UK
119. Candice Lin
1979, Concord, USA. Vive a Los Angeles, USA
120. Mina Loy
1882, Londra, UK – 1966, Aspen, USA
121. Antoinette Lubaki
1895, Bukama, Stato Libero del Congo (attuale Repubblica Democratica del Congo) – ?
122. LuYang
1984, Shanghai. Vive a Shanghai, Cina
123. Zhenya Machneva
1988, Leningrado (attuale San Pietroburgo), Russia. Vive a San Pietroburgo, Russia
124. Baya Mahieddine
1931, Fort de l’Eau (attuale Bordj El Kiffan), Algeria – 1998, Blida, Algeria
125. Maruja Mallo
1902, Viveiro, Spagna – 1995, Madrid, Spagna
126. Joyce Mansour
1928, Bowden, UK – 1986, Parigi, Francia
127. Britta Marakatt-Labba
1951, Idivuoma, Sápmi/Svezia Settentrionale. Vive a Övre Soppero, Sápmi/Svezia Settentrionale
128. Diego Marcon
1985, Busto Arsizio, Italia. Vive a Milano, Italia
129. Sidsel Meineche Hansen
1981, Ry, Danimarca. Vive a Londra, UK
130. Maria Sibylla Merian
1647, Francoforte sul Meno, Libera Città Imperiale del Sacro Romano Impero (attuale Germania) –
1717, Amsterdam, Repubblica Olandese (attuali Paesi Bassi)
131. Vera Molnár
1924, Budapest, Ungheria. Vive a Parigi, Francia
132. Delcy Morelos
1967, Tierralta, Colombia. Vive a Bogotà, Colombia
133. Sister Gertrude Morgan
1900, LaFayette, USA – 1980, New Orleans, USA
134. Sandra Mujinga
1989, Goma, Repubblica Democratica del Congo. Vive a Oslo, Norvegia e Berlino, Germania
135. Mrinalini Mukherjee
1949, Bombay (attuale Mumbai), India – 2015, Nuova Delhi, India
136. Nadja
1902, Saint-André-lez-Lille, Francia – 1941, Bailleul, Francia
137. Louise Nevelson
1899, Perejaslav, Governatorato di Poltava dell’Impero Russo (attuale Ucraina) – 1988, New York
City, USA
138. Amy Nimr
1898, Il Cairo, Egitto – 1974, Parigi, Francia
139. Magdalene Odundo
1950, Nairobi, Kenya. Vive a Farnham, UK
140. Precious Okoyomon
1993, Londra, UK. Vive a New York City, USA
141. Meret Oppenheim
1913, Berlino, Germania – 1985, Basilea, Svizzera
142. Ovartaci
1894, Ebeltoft, Danimarca – 1985, Risskov, Danimarca
143. Virginia Overton
1971, Nashville, USA. Vive a New York City, USA
144. Akosua Adoma Owusu
1984, Alexandria, USA. Vive a New York City e Cambridge, USA
145. Prabhakar Pachpute
1986, Sasti, India. Vive a Pune, India
146. Eusapia Palladino
1854, Minervino Murge, Regno delle Due Sicilie (attuale Italia) – 1918, Napoli, Italia
147. Violeta Parra
1917, San Fabián de Alico, Cile – 1967, Santiago, Cile
148. Rosana Paulino
1967, San Paolo. Vive a San Paolo, Brasile
149. Valentine Penrose
1898, Mont-de-Marsan, Francia – 1978, Chiddingly, UK
150. Elle Pérez
1989, New York City. Vive a New York City, USA
151. Sondra Perry
1986, Perth Amboy, USA. Vive a Newark, USA
152. Solange Pessoa
1961, Ferros, Brasile. Vive a Belo Horizonte, Brasile
153. Thao Nguyen Phan
1987, Ho Chi Minh. Vive a Ho Chi Minh, Vietnam
154. Julia Phillips
1985, Amburgo, Germania. Vive a Chicago, USA e Berlino, Germania
155. Joanna Piotrowska
1985, Varsavia. Vive a Varsavia, Polonia e Londra, UK
156. Alexandra Pirici
1982, Bucarest. Vive a Bucarest, Romania
157. Anu Põder
1947, Kanepi, Estonia – 2013, Tallinn, Estonia
158. Gisèle Prassinos
1920, Costantinopoli (attuale Istanbul), Impero Ottomano (attuale Turchia) – 2015, Parigi, Francia
159. Christina Quarles
1985, Chicago, USA. Vive a Los Angeles, USA
160. Rachilde
1860, Cros, Francia – 1953, Parigi, Francia
161. Janis Rafa
1984, Atene. Vive ad Atene, Grecia e Amsterdam, Paesi Bassi
162. Alice Rahon
1904, Chenecey-Buillon, Francia – 1987, Città del Messico, Messico
163. Carol Rama
1918 – 2015, Torino, Italia
164. Paula Rego
1935, Lisbona, Portogallo. Vive a Londra, UK
165. Edith Rimmington
1902, Leicester, UK – 1986, Bexhill-on-Sea, UK
166. Enif Robert
1886, Prato, Italia – 1974, Bologna, Italia
167. Luiz Roque
1979, Cachoeira do Sul, Brasile. Vive a San Paolo, Brasile
168. Rosa Rosà
1884, Vienna, Austria – 1978, Roma, Italia
169. Niki de Saint Phalle
1930, Neuilly-sur-Seine, Francia – 2002, La Jolla, USA
170. Giovanna Sandri
1923 – 2002, Roma, Italia
171. Pinaree Sanpitak
1961, Bangkok. Vive a Bangkok, Tailandia
172. Aki Sasamoto
1980, Kanagawa, Giappone. Vive a New York City, USA
173. Augusta Savage
1892, Green Cove Springs, USA – 1962, New York City, USA
174. Lavinia Schulz e Walter Holdt
1896, Lübben (Spreewald), Germania – 1924, Amburgo, Germania
1899 – 1924, Amburgo, Germania
175. Lillian Schwartz
1927, Cincinnati, USA. Vive a New York City, USA
176. Amy Sillman
1955, Detroit, USA. Vive a New York City, USA
177. Elias Sime
1968, Addis Abeba. Vive ad Addis Abeba, Etiopia
178. Marianna Simnett
1986, Londra, UK. Vive a Berlino, Germania
179. Hélène Smith
1861, Martigny, Svizzera – 1929, Ginevra, Svizzera
180. Sable Elyse Smith
1986, Los Angeles, USA. Vive a New York City, USA
181. Teresa Solar
1985, Madrid. Vive a Madrid, Spagna
182. Mary Ellen Solt
1920, Gilmore City, USA – 2007, Santa Clarita, USA
183. P. Staff
1987, Bognor Regis, UK. Vive a Londra, UK e Los Angeles, USA
184. Sophie Taeuber-Arp
1889, Davos, Svizzera – 1943, Zurigo, Svizzera
185. Toshiko Takaezu
1922, Pepeekeo, USA – 2011, Honolulu, USA
186. Emma Talbot
1969, Stourbridge, UK. Vive a Londra, UK
187. Dorothea Tanning
1910, Galesburg, USA – 2012, New York City, USA
188. Bridget Tichenor
1917, Parigi, Francia – 1990, Città del Messico, Messico
189. Tecla Tofano
1927, Napoli, Italia – 1995, Caracas, Venezuela
190. Josefa Tolrà
1880 – 1959, Cabrils, Spagna
191. Tourmaline
1983, Boston, USA. Vive a New York City, USA
192. Toyen
1902, Praga, Impero Austro-Ungarico (attuale Repubblica Ceca) – 1980, Parigi, Francia
193. Rosemarie Trockel
1952, Schwerte, Germania. Vive a Berlino, Germania
194. Wu Tsang
1982, Worcester, USA. Vive a Zurigo, Svizzera
195. Kaari Upson
1970, San Bernardino, USA – 2021, New York City, USA
196. Andra Ursuţa
1979, Salonta, Romania. Vive a New York City, USA
197. Grazia Varisco
1937, Milano. Vive a Milano, Italia
198. Remedios Varo
1908, Anglès, Spagna – 1963, Città del Messico, Messico
199. Sandra Vásquez de la Horra
1967, Viña del Mar, Cile. Vive a Berlino, Germania
200. Marie Vassilieff
1884, Smolensk, Russia – 1957, Nogent-sur-Marne, Francia
201. Cecilia Vicuña
1948, Santiago, Cile. Vive a New York City, USA
202. Nanda Vigo
1936 – 2020, Milano, Italia
203. Marianne Vitale
1973, East Rockaway, USA. Vive a New York City, USA
204. Raphaela Vogel
1988, Norimberga, Germania. Vive a Berlino, Germania
205. Meta Vaux Warrick Fuller
1877, Filadelfia, USA – 1968, Framingham, USA
206. Laura Wheeler Waring
1887, Hartford, USA – 1948, Filadelfia, USA
207. Ulla Wiggen
1942, Stoccolma. Vive a Stoccolma, Svezia
208. Mary Wigman
1886, Hannover, Germania – 1973, Berlino, Germania
209. Müge Yilmaz
1985, Istanbul, Turchia. Vive ad Amsterdam, Paesi Bassi
210. Frantz Zéphirin
1968, Cap-Haïtien, Haiti. Vive a Port-au-Prince, Haiti
211. Zheng Bo
1974, Pechino, Cina. Vive sull’isola di Lantau, Hong Kong
212. Unica Zürn
1916, Berlino, Germania – 1970, Parigi, Francia
213. Portia Zvavahera
1985, Harare. Vive ad Harare, Zimbabwe

* Fuori concorso

1 commento

  1. Cara Cecilia Alemani posso criticare?
    Lettera aperta di Sandro Bongiani alla “curator” Cecilia Alemani direttrice della 59 Biennale Internazionale d’arte di Venezia e curatrice del Padiglione 2022

    “VERSO L’ARTE DEI SOGNI”

    Come nella politica italiana, anche nel sistema ufficiale dell’arte gli interessi di parte dominano le scelte, restituendoci, spesso, uno spaccato non del tutto veritiero delle ricerche svolte. Dall’improvviso incarico attribuitole da Paolo Baratta come direttrice del settore arti visive alle scelte discutibili svolte in questa 59 Biennale di Venezia”. “Il latte dei sogni” una rassegna pensata e posticipata di un anno per la pandemia con la presenza di ben 213 artisti nata con lo scopo ambizioso di indagare il tema della mutazione dell’umanità, la virtualità e la postumanità, soggetto assai caro all’americano Jeffrey Deitch. Il titolo preso in prestito da un piccolo libro per bambini di Leonora Carrington rimane un fragile escamotage per mettere assieme una numerosa flotta di artisti di diversa tendenza che vengono presentati per l’occasione a cercare invano un cortocircuito già negato in partenza da una indagine di parte ricondotta a un semplice schematismo.

    Cara Cecilia Alemani, se il fine era quello di voler dare – come lei stessa dichiarava in conferenza stampa – voce alle artiste e artisti per realizzare progetti unici in cui l’ibrido e il fantastico, poteva far riflettere sulla condizione di un tempo post-umano segnato dalla relazione tra corpo e tecnologia, doveva esserci una selezione ben più rigorosa delle presenze da scegliere.

    “Il latte dei sogni” – secondo noi – è rimasto purtroppo nascosto nel cassetto dei sogni e divenuto provvisoriamente pretesto per poter riunire assieme sotto un unico tetto diverse anime segnate da differenti percorsi di ricerca che si ritrovano ora, magicamente, a convivere in una sorta di occasionale e forzata condivisione collettiva. Anche l’altro evento “Storia della notte e destino delle comete”, evento curato da Eugenio Viola, con un solo e unico artista italiano non brilla di luce propria visto che si trova relegato e ghettizzato in quarantena all’Arsenale. Eppure, non sono bastati i diversi inviti prima di questa sua 59 Biennale, del critico bolognese Renato Barilli a dirigere giustamente l’attenzione all’arte italiana prospettando una rassegna di ampio respiro di presenze da proporre con orgoglio negli spazi dei Giardini presso il Padiglione Italia piuttosto che all’Arsenale, con significative presenze anche della nuova generazione. Tutte le raccomandazioni rivolte a lei dal critico bolognese rimangono convincenti e assai condivisibili. Una soluzione ragionevole poteva essere cercare di sostenere le ricerche degli artisti italiani, non limitandosi a presentare “deus ex machina” uno dei soliti artisti come Gian Maria Tosatti, che in questi due confusi anni di pandemia si ritrova, “è un caso unico in Italia”, con doppia nomina a essere Direttore Artistico della Quadriennale di Roma e contemporaneamente, non era mai successo, anche unico artista invitato per il Padiglione Italia, come se gli artisti italiani fossero ad un tratto scomparsi dalla faccia della terra. All’esagerata e inutile “ammucchiata” proposta nel 2011 da Vittorio Sgarbi alla 54* Biennale di Venezia con i padiglioni regionali corrisponde ora una desolante scelta di un solo artista al Padiglione Italia che alimenta le contraddizioni del suo attuale operare.

    Del resto, Barilli le aveva già lesinato opportune critiche al suo indirizzo, segnalando “un tema generale un po’ troppo arrischiato e sofistico, quello dei collezionismi praticati a vario titolo dagli innamorati dell’arte”, aggiungendo di aver creato “una bellissima mongolfiera, che però aveva staccato gli ormeggi dal suolo dell’attualità per librarsi lassù nell’etere”. Per “Il latte dei sogni” il nostro rammarico è di aver notato presenze alquanto discutibili come la nostalgica Leonora Carrington, arenata da tempo nelle secche aride e inattuali di una visione surrealista per niente attuale e di contro aver dimenticato, forse per distrazione, oppure volutamente, personaggi originali come per esempio la giapponese Yayoi Kusama, la poetica e geniale Giulia Napoleone, oppure, la dimenticata Clemen Parrocchetti, Lucia Pescador, Gabriella Benedini e diverse altre artiste ancora. Che dire poi della longeva ottantaquattrenne americana “SuperSkyWoman” Coco Gordon, altra artista da lei volutamente non considerata, nota per essere stata dal 1982 in poi parte integrante del movimento Fluxus e per oltre un ventennio in contatto assiduo con l’americano Ray Johnson. Un’artista votata ancora oggi alla sperimentazione è dedita soprattutto alla produzione di originali e fantasiosi libri d’artista tagliati e esposti in diverse parti del mondo. Questa è la cupa delusione che si prova per le sue parziali scelte e soprattutto, di ciò che poteva essere svolto con serietà e che purtroppo è stato celato opportunamente “nel cassetto privato dei sogni” e mai completamente svelato.
    Sandro Bongiani, 16 marzo 2022.

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