01 agosto 2022

La forma della bellezza – Chiesa monumentale di San Francesco

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A Gualdo Tadino "La forma della bellezza", una mostra dove la pittura si riafferma come il linguaggio più antico al mondo, e in grado di sopravvivere alle mode

La forma della bellezza, La grande pittura di figurazione italiana The Bank Contemporary Art Collection, Chiesa monumentale di San Francesco

Una mostra per continuare a leggere e rileggere le novità e, in parte, la tenuta della pittura contemporanea italiana, la sua immanenza (in particolare di quella figurativa) attraverso quella sorta di ricorsività evolutiva e costante che ha rotto l’assunto che per scrivere il futuro si possa solo guardare avanti. Questo è l’obiettivo, esplicito, con cui viene proposta la mostra di Gualdo Tadino (Perugia): “La forma della bellezza”, a cura di Cesare Biasini Selvaggi.

La forma della bellezza, La grande pittura di figurazione italiana The Bank Contemporary Art Collection, Chiesa monumentale di San Francesco

Per una vera e propria “mostra-evento” che propone una straordinaria selezione di capolavori provenienti dalla “The Bank Contemporary Art Collection”, la più importante collezione di pittura figurativa italiana contemporanea sugli ultimi 25 anni di produzione, sia per la qualità delle opere scelte sia per l’ampiezza del panorama artistico che è in grado di documentare con gli oltre 130 artisti che è in grado di raccogliere.
Allestita nella monumentale chiesa di San Francesco, l’esposizione di Gualdo si propone anche come un percorso per ricostruire “una storia del collezionismo dei nostri tempi, scritta come in un rapporto di buon vicinato, tra un pittore e l’altro” in cui si raccontano due generazioni d’artisti: quella dei nati tra il 1960 e i primi anni settanta e quella seguente. “È la pittura che squaderna, recupera, rielabora e parla dell’umanità attraverso la sua cultura visiva, costituita da elementi estetici ma, soprattutto, nutrita quotidianamente dal confronto con l’Io, il pensiero, i legami sociali, con il luogo del pittore, con il suo fare poetico d’individuo”, spiega il curatore.

La forma della bellezza, La grande pittura di figurazione italiana The Bank Contemporary Art Collection, Chiesa monumentale di San Francesco

Ma è anche un’occasione imperdibile per ammirare una serie di capolavori di The Bank, dove la pittura si riafferma come il linguaggio più antico al mondo in grado di sopravvivere alle mode. In quello che viene ritenuto un importante osservatorio nazionale sui talenti italiani della pittura del nostro tempo, nonché un centro di mecenatismo che sostiene gli artisti ritenuti meritevoli sia attraverso l’acquisizione di opere sia promuovendoli presso musei, fondazioni, istituzioni culturali in Italia e all’estero. Ancora una volta, pertanto, la trama del racconto nella Chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino corre tra le pagine o, meglio, tra le sale di una collezione dei nostri giorni, dopo le precedenti incursioni di Vittorio Sgarbi.
Lungo il percorso della mostra di oggi, si ricostruisce una storia del collezionismo dei nostri tempi, scritta come in un rapporto di buon vicinato, tra un pittore e l’altro; una storia dei meccanismi di produzione e di acquisizione delle opere d’arte. Ma, soprattutto, s’impone la storia della pittura di figura italiana negli ultimi 25 anni, con qualche artista che si già si allena a resistere al giudizio inesorabile del tempo. In mostra si raccontano così due generazioni d’artisti: quella dei nati tra il 1960 e i primi anni Settanta e quella seguente. Il contesto di riferimento di partenza è quello degli anni Novanta, quelli del grunge, delle camicie di flanella, dei Nirvana, di American Psyco (1991), Natural Born Killers (1994), Pulp Fiction (1994), di Uma Thurman e del cinema tarantiniano. Di Gioventù cannibale, antologia di racconti horror italiani tra i primi titoli di Stile Libero, la collana Einaudi inaugurata nel 1995 che ha cambiato il modo di leggere del nostro Bel Paese.

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