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Lucia Pietroiusti sarà la curatrice di Autostrada Biennale 2027, in Kosovo
Arte contemporanea
di redazione
Sarà Lucia Pietroiusti la curatrice della sesta edizione della Autostrada Biennale, in programma tra luglio e settembre 2027 a Prizren, in Kosovo. Il concept curatoriale, insieme alla lista degli artisti e al programma, sarà reso pubblico nel corso del 2026 ma le prime dichiarazioni delineano già un orizzonte preciso: «Autostrada Biennale ha trasformato la vita culturale del Kosovo», ha affermato Pietroiusti, sottolineando come l’edizione 2027 voglia «Portare tenerezza al tavolo» e riaffermare la capacità dell’arte di generare spazio per la vita, la gioia, la sensualità e l’interconnessione in un tempo segnato dalla paura. Un approccio che riconosce il lavoro fondativo dei curatori che l’hanno preceduta – Manray Hsu nel 2017, Giacinto Di Pietrantonio nel 2019, Joanna Warsza e Övül Ö. Durmuşoğlu per le edizioni 2021 e 2023, e Erzen Shkololli nel 2025 – e che valorizza uno degli aspetti distintivi della Biennale: la sua volontà di costruire infrastrutture culturali durature, al di là della temporalità dell’evento.
Istituita nel 2014, su iniziativa di Leutrim Fishekqiu, Vatra Abrashi e Barış Karamuço, la manifestazione rispondeva alla necessità di creare spazi in cui l’arte contemporanea possa diventare un dispositivo di incontro, apprendimento e scambio. Attiva come biennale dal 2017, Autostrada ha progressivamente costruito un modello ibrido, in cui l’evento espositivo si intreccia a una presenza strutturale sul territorio, per connettere persone, luoghi e idee attraverso un impegno di lungo periodo. Dal 2021, infatti, la Biennale ha una sede permanente a Prizren, nell’Autostrada Hangar – Center for Contemporary Art, ospitato in una ex base militare tedesca della KFOR, oggi parte dell’Innovation and Training Park. Qui Autostrada opera tutto l’anno come centro di produzione, ricerca, educazione, residenze, mostre e programmi pubblici, rappresentando l’unica istituzione dedicata esclusivamente all’arte contemporanea in città.

La sesta edizione della Biennale proseguirà una traiettoria costruita in oltre un decennio di pratica artistica e culturale. I fondatori di Autostrada hanno evidenziato come il lavoro di Pietroiusti, da anni orientato all’intersezione tra arte, ecologia e pensiero sistemico, sia in sintonia con le domande che la Biennale esplora fin dalle origini. La sua esperienza nel muoversi tra istituzioni, discipline e contesti differenti è vista come un’estensione naturale dell’impegno di Autostrada verso l’arte intesa come spazio di connessione, cura e responsabilità condivisa.
Curatrice attiva tra Londra e i Paesi Bassi, Lucia Pietroiusti è oggi Head of Research & Emergence alla Hartwig Art Foundation di Amsterdam, dove lavora per l’apertura del nuovo Hartwig Museum prevista per il 2028. Fino all’agosto 2025 è stata Head of Ecologies alla Serpentine di Londra, dove ha fondato e diretto il progetto General Ecology (2018–2025). La sua pratica curatoriale si distingue per una forte attenzione alle urgenze ambientali, alle relazioni più-che-umane e alle forme di ricerca transdisciplinare.
Il suo progetto performativo per il Padiglione Lituania, Sun & Sea, con le artiste Rugilė Barzdžiukaitė, Vaiva Grainytė e Lina Lapelytė, vinse il Leone d’Oro come migliore partecipazione nazionale alla Biennale di Venezia del 2019 ed è stato presentato in tour internazionale fino al 2025. Pietroiusti ha inoltre curato Bodies of Water, 13ma Biennale di Shanghai, insieme ad Andrés Jaque, Marina Otero Verzier, Filipa Ramos e You Mi, ed è stata co-curatrice di Songs for the Changing Seasons per la Vienna Klima Biennale 2024 e di Persones Persons per l’ottava edizione della Biennale Gherdeïna. È anche autrice e curatrice editoriale di volumi di riferimento sul pensiero ecologico contemporaneo, tra cui More-than-Human e The Shape of a Circle in the Mind of a Fish.












