20 febbraio 2023

Portfolio alla Quadriennale di Roma: la natura ibrida di Andreas Zampella

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Portfolio, il programma della Quadriennale di Roma, prosegue la ricognizione degli artisti under 35: in esposizione a Palazzo Braschi, un’opera di Andreas Zampella dalla doppia natura

Andreas Zampella, Passaggio al Buio, 2022

A Palazzo Braschi, il programma espositivo “Quotidiana”, ideato e prodotto dalla Quadriennale di Roma, presieduta da Umberto Croppi e diretta da Ilaria Della Torre, promosso da Roma Culture e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, intende celebrare i 95 anni dell’Istituzione, col contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di missione anniversari nazionali.

Il progetto è strutturato secondo due cicli espositivi distinti: “PAESAGGIO” nel cui ambito saranno presentati, ogni due mesi, artisti storicizzati attraverso la riflessione critica di sei curatori e che, fino al 12 marzo, è dedicato alla Net Art di Eva e Franco Mattes (Brescia, 1976) in questo caso concepita da Nadim Samman, curatore del KW Institute for Contemporary Art di Berlino; “PORTFOLIO”, a cura di Gaia Bobò, che propone ogni mese autori under 35, «Con lo scopo di presentare una generazione di artisti emergenti, portando in mostra un singolo lavoro e sviluppando un portfolio critico per raccontare la loro ricerca», citando le parole della curatrice.

Divisa in queste due sezioni, “Quotidiana” rivolge lo sguardo all’arte contemporanea italiana attraverso un continuum di mostre che si susseguono come immagini in corsa. Prima quelle spaesanti della memoria, con la scultura Tana (2020), poi quelle demistificate dei social media, con la video-installazione The Bots (2020) del duo artistico Eva e Franco Mattes, incentrata sull’interferenza tra dimensione on line e off line per un’autoplasmazione identitaria, fino a quelle storicamente radicate della pittura, approfondite con la sesta esposizione della sezione PORTFOLIO.

Protagonista, questa volta, è il dipinto Passaggio al buio (2022) di Andreas Zampella (Salerno, 1989) presentato il 16 febbraio nella Sala 1 del Museo di Roma. «La pittura è scenografia delle azioni e delle non azioni, metafora di chi osserva», ci ha raccontato Zampella, riguardo al tentativo di plasmare messe in scena di soggetti e ossessioni. «Come soglie o usci semiaperti, le mie opere oscillano in condizioni al limite nel pieno paradosso del reale», ha proseguito l’artista, analizzando le vedute stranianti provenienti dalla sua ricerca.

«Questa estate ho partecipato in Puglia al “Simposio di pittura”, organizzato da Luigi Presicce, che ha radunato vari artisti. Ognuno si trovava un posto in cui lavorare e io mi sono andato a sistemare in una grotta sotterranea per 15 giorni. Ero immerso nella penombra, non si vedeva bene nemmeno per dipingere perché non c’erano luci; soltanto il passaggio del sole tutte le mattine conferiva luce a questa oscurità. È stata una vera e propria chiusura con l’esterno, in un certo senso ricreata oggi in questa sala del Palazzo. Al centro della tela vi è una presa d’aria attraverso la quale fuoriesce una natura “infuocata”. Il raggio di sole dipinto sembrerebbe avere natura permanente e fugace», ci ha raccontato Zampella.

Quotidiana, Portfolio, installation view of Andreas Zampella, Passaggio al buio (2022), Museo di Roma, Palazzo Braschi, 17 February – 12 March 2023, photo Carlo Romano

La composizione dell’opera è percorsa da fasci luminosi di prese d’aria che inscenano, con la loro traccia diafana e violenta, la veduta di un caliginoso ambiente sotterraneo. Dalla fessura si spandono le radici di una vegetazione spontanea, forse più simile a un ibrido che riguarda la natura: un corallo, un tentacolo, un arrampicante, insieme all’incognita della propria involuzione.

L’elemento luminoso, oggetto di scena ricorrente nella produzione di Zampella, possiede esigenze sceniche e atmosferiche rivelatorie nel loro svolgersi, manifestate in questo caso con il raggio solare. Esso consiste nell’unica forma di comunicazione con l’esterno ed è raffigurato attraverso una duplice forma: pittorica, legata alla rappresentazione, e installativa, per attivare l’esperienza attraverso una proiezione reale che, come una linea di fuga, parte dal quadro e prosegue per metà della sala. I processi performativi della materia innescati dall’artista comprendono il materiale stesso della realizzazione, di olio e argilla serrati a pigmenti e polveri.

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