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Ibrahim Mahama è stato aggredito in Ghana: istituzioni e comunità artistica chiedono chiarezza
Attualità
di redazione
Come riportato da diverse fonti internazionali, l’artista ghanese Ibrahim Mahama (al primo posto nella classifica di ArtReview 2025 come personaggio più influente nel mondo dell’arte) è stato vittima di una violenta aggressione da parte della polizia di Tamale, in Ghana. Il fatto sarebbe accaduto sabato 21 marzo, mentre l’artista si trovava nel proprio veicolo assieme ad alcuni componenti della sua famiglia. Secondo le ricostruzioni gli agenti, non riuscendo a farsi strada nel traffico intenso dell’orario di punta, avrebbero cominciato a usare la forza, innescando in un litigio arrivato al sequestro del telefono dell’artista e poi all’aggressione fisica.
Nonostante le dinamiche dell’episodio restino ancora poco chiare, il brutale intervento è culminato con il ricovero in ospedale di Mahama e la notizia ha rapidamente suscitato reazioni da parte di istituzioni e operatori del mondo dell’arte.

La presa di posizione delle istituzioni culturali: da Milano a Tamale
Diverse realtà istituzionali e culturali si sono schierate contro l’accaduto, chiedendo chiarimenti e un’indagine approfondita sulle responsabilità. «Molti cittadini sono regolarmente soggetti a varie forme di brutalità della polizia in Ghana. Abusi come questi costituiscono gravi violazioni dei diritti dei cittadini. Chiediamo al Ghana Police Service di trattare questa vicenda con la massima serietà e urgenza. La responsabilità non deve solo essere perseguita, ma deve essere visibile», si legge in una lettera aperta. E ancora: «Il popolo del Ghana merita un servizio di polizia che protegga i cittadini, non che li brutalizzi; un servizio che difenda la legge, invece di violarla». Tra i firmatari della nota c’è il Savannah Centre for Contemporary Art (SCCA) di Tamale, oltre a Red Clay Studio e Nkrumah Volini, centri artistici dedicati a mostre, educazione e residenze artistiche, fondati dallo stesso Mahama nella città di Tamale come atto di valorizzazione del sistema culturale del proprio paese.
A ricordare la vicenda è stata anche anche l’amministrazione comunale di Milano nella persona di Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, che ha aperto il suo intervento alla presentazione della Milano Art Week esprimendo pubblicamente solidarietà all’artista e comunicando la sua assenza alla manifestazione a causa delle sue condizioni di salute, al contrario di quanto previsto: «Siamo vicini a Ibrahim Mahama, brutalmente aggredito».

Ibrahim Mahama: la poetica e i progetti
Ibrahim Mahama (classe 1987) è noto in tutto il mondo per una pratica che intreccia la riflessione sulla storia coloniale a quella sull’economia di larga scala, spesso attraverso installazioni di larga scala realizzate con materiali di recupero, in particolare i sacchi di juta utilizzati nelle reti del commercio globale. Il suo lavoro affronta temi legati al lavoro, alla circolazione di merci e persone e alle eredità coloniali che ancora modellano la nostra contemporaneità.
Negli ultimi anni, Mahama ha consolidato una presenza internazionale significativa, partecipando alla Biennale di Venezia del 2019 con il padiglione del Ghana e realizzando interventi in numerose istituzioni e spazi pubblici. Parallelamente, ha sviluppato in Ghana una rete di centri culturali indipendenti, tra cui proprio il Savannah Centre for Contemporary Art, impegnati nella conservazione e nella valorizzazione delle pratiche artistiche contemporanee nel continente africano.











