02 agosto 2023

Venezia, Patrimonio dell’Umanità in pericolo: il parere dell’Unesco

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A settembre, l’Unesco voterà per inserire Venezia nella lista del Patrimonio dell’Umanità in pericolo, a causa degli effetti del turismo di massa e del climate change, oltre che dell'incuria politica

Venice. Italy. 1989. © Martin Parr / Magnum Photos

L’UNESCO ha annunciato che raccomanderà l’inserimento di Venezia nella lista del Patrimonio dell’Umanità in pericolo. L’Agenzia delle Nazioni Unite che sovrintende alle politiche relative ai siti culturali considera la città lagunare, che rappresenta un unicum nella lunga storia delle relazioni tra uomo e ambiente e che entrò a far parte della lista del Patrimonio dell’Umanità nel 1987, a forte rischio su più fronti, dagli effetti del cambiamento climatico a quelli del turismo di massa e dello sviluppo urbano.

In un documento pubblicato lunedì, il World Heritage Centre, l’organo dell’Agenzia che si occupa delle designazioni dei Siti del Patrimonio, ha affermato che il governo italiano non ha compiuto progressi sufficienti nell’attuazione di misure di protezione per la città antica. E visto che tutti i Governi degli ultimi anni hanno sempre rivendicato con orgoglio la forte presenza dell’Italia nella lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità – è il Paese con il maggior numero di siti, 58 – questa dichiarazione potrebbe sembrare paradossale. In realtà non lo è affatto, visto che, più che della rilevanza culturale, storica e anche ambientale di Venezia, si è sempre parlato, in maniera più o meno velata ma sempre latente, di capacità attrattiva e di valore “estrattivo”. E questo vale non solo per Venezia ma anche per altri siti.

Proprio pochi giorni fa, il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, si è recato in visita al Ghetto di Venezia, accompagnato dal governatore del Veneto, Luca Zaia, per fare il punto sui lavori di restauro delle sinagoghe della comunità ebraica. Al termine del giro all’interno dei cantieri, il Ministro ha assicurato che il Governo si impegnerà con un finanziamento di 2,5 milioni di euro, necessari per portare a termine il progetto.

L’elenco dei siti in pericolo ha lo scopo di diffondere la consapevolezza in merito alle minacce al patrimonio culturale e di incoraggiare adeguate contromisure conservative. I siti inclusi possono essere sia attualmente sotto minaccia ma anche essere considerati potenzialmente a rischio in futuro. Il maggior numero di siti a rischio si trova nei Paesi arabi, con 21 siti, di cui 6 in Siria e 5 in Libia. Seguono Africa, con 15, di cui 5 nella Repubblica Democratica del Congo, America latina e Caraibi, Asia e Pacifico ed Europa e Nordamerica.

Già nel 2021 l’UNESCO aveva invitato il governo italiano a profondere ulteriori sforzi per salvaguardare la città e prima ancora, nel 2019, l’Agenzia aveva lanciato l’allarme sui problemi associati al passaggio delle navi da crociera nella laguna, che minacciava la stabilità delle infrastrutture sottomarine. Nell’agosto 2021, il governo italiano vietò alle grandi navi di entrare nei canali San Marco e della Giudecca dell’isola. Ma secondo il World Heritage Centre, le misure assunte finora per lottare contro l’aggravarsi della situazione sono insufficienti.

Come dettagliato nel documento, si tratta di problemi «Annosi ma urgenti», la cui soluzione viene «Ostacolata dall’assenza di una visione strategica comune» e da una «Scarsa efficacia e coordinamento» tra le autorità locali e nazionali dell’Italia. L’inserimento di Venezia nella Lista del Patrimonio in pericolo sarà votato a settembre, quando i 21 Stati membri del Comitato del Patrimonio Mondiale si incontreranno in un vertice a Riyadh, in Arabia Saudita.

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