Fotografo, dunque sono
E sono io e non io. Di chi parliamo? Di Cindy Sherman, naturalmente. I cui Early Works sono esposti al museo Gucci di Firenze e a Merano Arte, dove la mostra si intitola proprio "That's me - That's not me". Perché questa artistar americana ha sempre giocato sullo slittamento dell'identità. Ma non solo. Interpretando i volti e i corpi di uno smisurato campionario femminile, sembra dirci che la storia siamo tutte noi. Cioè lei
Antonio Biasiucci, quando il nero abbaglia
Il fotografo campano sta avendo un forte riconoscimento del suo lavoro. Dopo essere stata alla Calcografia di Roma, la sua mostra "Tre terzi" si sposta a Napoli e poi a Parigi. Perché? Semplice: è una mostra bellissima, dove immagini rituali, che siano di vita o di morte, sono trattate con forza lirica e rigore allestitivo. E dove a illuminarle è l'uso sapiente del nero. Che conferisce loro drammaticità e qualcosa che sfida tempo e convenzioni
E se domani Genova cambiasse?
Che succede se due gruppi di architetti e una galleria si mettono a discutere di trasformazione urbana? È quanto accade alla Pinksummer, dove gli A12 e i Baukuh inducono a riflettere con concretezza sul futuro della città. Che oggi si presenta vincente, ma fatica anche a relazionarsi con chi la vive o ci passa di sfuggita. Il tutto, con un po' di ironia. E guardando a Villa Croce
Uno, dieci, cento Richter!
«Mi piace tutto ciò che non ha stile: dizionari, fotografie, natura, io e miei quadri. (Perché lo stile è violento, e io non sono violento)». Nel "non stile" che nega l'unicità auratica, rientrano le edizioni. Pratica irrinunciabile per sperimentare. Tornare su se stesso. In una parola: inventare. Ora questo affascinante percorso di Richter è presentato alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Non una mostra di serie b, ma una rassegna imperdibile
Ciao Gabriele
È una di quelle cose che ricacci indietro, anche se sai che c’è poco da fare. Tali erano la vitalità e la grinta, la lucida passione e la presenza umana di Gabriele Basilico, che, sebbene si sapesse della sua malattia, diagnosticata poco più di un anno fa, veniva difficile credere sul serio che se ne potesse andare. E invece Basilico è scomparso ieri, nella sua Milano, all’età di 69 anni
A nuoto da Varsavia. Sulle tracce di Chopin
È quanto fa nel suo ultimo video l'artista olandese Guido Van der Werve per riportare simbolicamente a Parigi il cuore di Chopin, sepolto dalla sorella nella capitale polacca. Così racconta la leggenda sulla morte del celebre pianista. E Van der Werve, anche lui pianista di formazione, intervalla le sue immagini con momenti musicali. Il risultato è un'affascinante partitura visiva. Di scena alla Fondazione Giuliani a Roma
La natura politicamente scorretta
Sette noti artisti internazionali, ospiti nel frequentatissimo spazio multimediale Le Centquatre di Parigi, mettono in scena una natura che non è né Grande Madre né matrigna, ma spesso imprevedibile. E quindi creativa. Ma l'idillio dura poco perché nell'occhio del ciclone c'è la società moderna. Come alter ego della natura, sua implacabile simulatrice e più spesso sua devastatrice
Innescare realtà
È questo il titolo della mostra al Pecci di Prato, dove cinque artisti e sei architetti olandesi si compenetrano attraverso confronti diretti e ambigui. L'idea di partenza è che, nell'attuale crisi economica che mette in discussione il modello capitalista, l'esperienza estetica può far scattare rapporti fino ad oggi inconsueti. Privilegiando il pensare speculativo e ricucendo la distanza tra architettura, arte e società civile
Il sublime, tra melanconia e sparizione
A Bologna c'è una mostra da non perdere: "Bas Jan Ader. Tra Due Mondi". È l'occasione per vedere in Italia questo artista anomalo, scomparso nel nulla dell'Oceano, per il quale si è evocata l'estetica del sublime (qualche anno fa, alla Galleria Civica di Modena). Ma il suo lavoro, che riattualizza la melanconia di Dürer, molto si incentra sul tema dell'annullamento. Perché forse questo, se radicalizzato, schiude al sublime












