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gianluca
Visualizza Profilo
Base
| Tipo | Persona |
| Name | gianluca |
| Cognome | chiodi |
| Indirizzo | via orti, 16 |
| Città | Milano |
| Provincia | Milano |
| Regione | Lombardia |
| Nazione | Italia |
| CAP | 20122 |
| Sesso | Maschio |
| Sito web | |
| Occupazione | Artista |
| Titolo di studio | 0 |
| Descrizione | vedo che piace molto OPERA AL NERO Mi misi al lavoro decidendo il tipo d’illuminazione e di conseguenza il “mood” che avrei dato alle mie interpretazioni. Fin dal primo set e quindi dal primo scatto, capii il miglior impatto che avrebbero avuto le mie opere se fossero state trasferite su tela pittorica e la necessità di ammorbidire ed attenuare i disegni tatuati su armoniosi corpi umani intervenendo manualmente con il colore nero; attraverso il pigmento si liberavano, infatti, sensuali e dominanti frammenti di corpo umano, per un tema che non sapevo come affrontare, si stava creando un forte impatto… Avevo avuto una grande intuizione, una citazione letteraria, la tecnica del nero, l’assenso del pubblico e della critica, …la testa già piena di nuove idee e nuovi progetti! OPERA AL NERO continuava a rafforzarsi in me. Feci riferimento ad alcuni libri d’arte che possedevo di Rembrant, Ribera, Caravaggio e m’ispirai al loro lavoro nella composizione del set fotografico; nacquero OPERA AL NERO: le Recitate (“Cronaca di una morte annunciata”, “Nel ventre dell’architetto”) ed approdai all’idea di utilizzare, citandoli, titoli d’opere d’altri artisti che si erano occupati di letteratura, di musica, di cinema, operazione che, associata all’ispirazione all’arte seicentesca, conferiva alle mie tele “pittoriche” una miglior “tessitura”. Nel decidere il numero di copie che avrei prodotto, mi rifeci al lavoro delle falegnamerie artigianali dei secoli scorsi ricordando alcune miniature di mobili esattamente identiche agli originali: mi era stato spiegato che questi modelli erano preventivamente realizzati e solo in seguito l’originale in scala 1:1; ecco perché produco solo 2 copie delle mie scene, una piccola (30x40cm) ed una più grande, a volte proprio in scala reale com’é accaduto per “Straziami ma di baci saziami”. Seguirono le commissioni d’alcuni ritratti “Fall’s” i “Racconti del cuscino”, e poi “Straziami ma di baci saziami”, “A 30” dalla fine”, “Il pranzo di Babette”, “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” e, quindi, l’incontro con la gallerista Antonella Mattioli (“Per grazia ricevuta”) e la proposta di una nuova personale. Nel luglio 2003 per la prima personale scrissi che “OPERA AL NERO è un punto di vista che dona il privilegio di riconoscere, immaginare, ricostruire attraverso la memoria, evocazioni, arie già sentite ed emozioni che ci hanno travolto o semplicemente sfiorato” e così ancor oggi sarebbe rimasto. Continuo come allora ad usare il negativo come se fosse lo “scheletro” delle mie composizioni; mi piace pensare alla fotografia come ad un “materiale grezzo” da utilizzare e non come ad uno scopo da raggiungere. Combino elementi tipicamente fotografici in cui ritraggo il mio soggetto insieme con quelli della mia immaginazione, contaminandoli con interventi tipicamente pittorici (la luce, la tela, il nero) e unificandoli nella stessa composizione: i miei lavori “al nero” necessitano, per poter essere interpretati, di un importante contributo emozionale e immaginario poiché le mie opere non ritraggono mai la realtà ma una serie di “metafore del reale”. Più difficile è spiegare perché e cos’è “L’Amore ai tempi del colera”…probabilmente è solamente la mia personale ed ironica rivisitazione dei “classici dell’arte” ma può anche essere l’istrionica ri-lettura di un quotidiano in un giorno qualunque, la realtà mista alla magia, la natura umana svelata senza falsi pudori oppure, e più semplicemente il frutto di un artista “latino” come, Gabriel Garcia Márquez, e che “pertanto e per luogo comune, deve struggersi, languire, grondare passioni e nostalgie esagerate”… Gianluca Chiodi |



