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Entro la fine del 2026, all’interno dell’ADI Design Museum di Milano, aprirà un nuovo museo dedicato a Gio Ponti, una delle figure più complesse e influenti del Novecento italiano. Lo spazio sarà interamente consacrato al maestro milanese che, nella sua ricerca, grazie a una visione unitaria e radicalmente moderna, riunì architettura, design, arti decorative, editoria e teoria del progetto. Il museo nascerà grazie a un accordo di collaborazione tra Regione Lombardia e ADI – Associazione per il Disegno Industriale, configurandosi come un progetto strategico nel panorama culturale cittadino e nazionale.
Il nuovo Museo Gio Ponti, un riconoscimento alla cultura del progetto
L’annuncio è stato dato dall’assessora alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso, in occasione della presentazione di In-play, mostra inserita nel programma dell’Olimpiade culturale di Fondazione Milano Cortina. Secondo Caruso, il nuovo museo si offrirà come punto di riferimento permanente per la comprensione dell’eredità di Gio Ponti, figura che portò alla sua massima espressione il design italiano, aprendone lo stile a una visione internazionale e anticipando temi che ancora oggi informano il dibattito sulla progettualità.
«Come Assessorato alla Cultura, ha dichiarato Caruso, abbiamo ritenuto strategico e fondamentale sostenere, proprio nella città di Milano, la nascita di un museo dedicato a un grande visionario come Gio Ponti. Si tratta di una iniziativa che sarà attuata grazie a un accordo tra Regione e Adi: un modello virtuoso di collaborazione istituzionale al servizio della cultura», ha dichiarato Caruso. «Nei giorni in cui il Paese sarà vetrina per il mondo grazie alle Olimpiadi, poter annunciare un museo dedicato a un grande lombardo assume un significato ancora più forte, perché lega il racconto del nostro patrimonio culturale alla dimensione internazionale che i Giochi portano sul territorio. Per la Lombardia questo progetto ha una grande valenza culturale e identitaria. Basti pensare che Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale, è tra le sue opere più universalmente riconosciute», ha continuato l’Assessora.

Inaugurato nel 2021 come casa del Compasso d’Oro e del design italiano, l’ADI Design Museum diventa così anche luogo di sedimentazione critica e storica di una delle personalità che più hanno contribuito a definire l’idea stessa di “sistema del design” nel Novecento. Il futuro Museo Gio Ponti si inserirà in questo contesto come spazio di studio, divulgazione e ricerca.
Gio Ponti, tra Milano e il mondo
Nato a Milano nel 1891, Gio Ponti è stato architetto, designer, teorico, editore e instancabile animatore culturale. Dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, avviò una carriera che lo avrebbe portato a muoversi con naturalezza tra scala domestica e monumentale, tra arti applicate e architettura civile. Tra le sue opere più note figurano il Grattacielo Pirelli a Milano – ancora oggi uno dei simboli della città e sede del Consiglio regionale lombardo – e oggetti iconici come la sedia Superleggera (1957), sintesi perfetta di leggerezza, eleganza e rigore progettuale.

Fondamentale è stato anche il suo ruolo nell’editoria: nel 1928 fondò Domus, rivista destinata a diventare una piattaforma riconosciuta di riflessione sull’architettura, il design e le arti, contribuendo in modo decisivo alla costruzione di un linguaggio moderno italiano. Ponti ha lavorato in Italia e all’estero, dialogando con contesti culturali diversi e anticipando una visione globale del progetto come pratica capace di tenere insieme industria, artigianato, estetica e vita quotidiana.
















