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Ada Bandi – Gli scatti dell’anima.
Ada Bandi indipendentemente dal soggetto presta molta attenzione al taglio di luce e all’inquadratura, cercando di cogliere al massimo e di trasmettere la sensibilità dell’atmosfera come lei l’ha sentita nell’attimo stesso dello scatto.
Comunicato stampa
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Curatore della mostra Vincenzo Pellitta (responsabile dello spazio espositivo) che scrive: la giovanissima studentessa universitaria ha già esposto in diverse collettive. E proprio vedendo delle sue foto in un’esposizione in Cavallerizza “Castello di Vigevano” mi è nata l’idea di invitarla a fare una personale presso il nostro spazio. Lei ha accolto subito con entusiasmo il mio invito e dopo qualche giorno mi ha proposto il titolo “Gli scatti dell’anima”; e questa mostra è veramente l’occasione per conoscere un’artista-fotografa che scatta veramente con il cuore. Ada Bandi indipendentemente dal soggetto presta molta attenzione al taglio di luce e all’inquadratura, cercando di cogliere al massimo e di trasmettere la sensibilità dell’atmosfera come lei l’ha sentita nell’attimo stesso dello scatto. Nelle sue foto, cerca di far convivere, soggetto, forma ed emozione trasmettendoci sentimenti di grande poesia. Ada Bandi ha accettato di farsi intervistare, e quindi le facciamo qualche domanda:
Ci puoi raccontare brevemente come è nata questa tua passione per la fotografia?
Credo di aver avuto 9/10 anni quando i miei genitori, durante una vacanza, mi chiesero di scattare loro una foto. Ovviamente la macchina fotografica era una delle prime macchine digitali, quelle da pochi pixel, quindi la foto scattata non avrebbe di certo avuto la risoluzione delle macchine professionali più moderne. I miei genitori, però, rimasero colpiti dall’inquadratura dello scatto. Così diventai la “reporter” di famiglia fino a quando volli acquistare una macchina semi-professionale e di innalzare il livello dei miei scatti.
Tu sei una studentessa universitaria, come riesci a conciliare lo studio con la passione della fotografia?
Per fare qualche scatto riesco sempre a trovare del tempo libero perché mi è impossibile rinunciare del tutto ad una passione così importante per me come lo è la fotografia.
Sei un’ autodidatta o hai seguito dei corsi, frequentato scuole?
Mai seguito corsi di alcun tipo. Ho imparato da sola e con qualche consiglio di amici con la mia stessa passione.
Ricordi la tua prima foto?
Uno scatto fatto ai miei genitori durante un viaggio in Galles.
Riguardo allo stile, sei ispirata da qualche grande fotografo?
Sì, a Steve McCurry. Per me grande fotografo e linea guida.
Adesso fotografi per diletto, ti piacerebbe farlo per lavoro?
Si, mi piacerebbe diventare una reporter di qualche importante rivista di fotografia, certo se la proposta di lavoro arrivasse da National Geographic non esiterei ad accettare immediatamente. Ma tralasciando i sogni nel cassetto, diventare fotografa per lavoro è una decisione che cambierebbe la mia vita e devo pensarci bene dato che ora devo pensare anche allo studio.
In questa mostra hai deciso di esporre soggetti diversi perché?
Ho deciso di esporre foto molto diverse tra loro perché voglio far vedere cosa sono in grado di fare con la macchina fotografica in diversi contesti ma anche per iniziare a farmi conoscere tra la gente.
“Gli scatti dell’anima” è il titolo della mostra; ci sono delle emozioni particolari che vuoi trasmettere?
Il mio intento è quello di suscitare, in chiunque osservi i miei scatti, le stesse emozioni e la passione che ho avuto io nell’istante in cui ho sentito quell’inconfondibile click e aver “catturato” l’immagine tanto desiderata.
Secondo te è giusto intervenire su una foto per migliorare e per rimuovere elementi di disturbo?
Si ma solo per correggere elementi che potrebbero rovinare la foto. Sono contraria ai foto ritocco: per modificare completamente una foto dall’originale e renderla “finta” allora non servirebbero più i fotografi ma solo computer, demolendo così l’arte della fotografia. Questa è solo l’opinione soggettiva di una ragazza di 19 anni quindi ognuno è libero di pensare ciò che vuole.
In che genere di fotografia ti piacerebbe specializzarti?
Non prediligo un genere in particolare perché adoro fotografare qualsiasi tipo di soggetto: paesaggio, animali, persone ma che sia tutto al naturale. Il mio obiettivo è che il soggetto ritratto non si renda nemmeno conto che io sia lì presente con la macchina fotografica pronta a catturare l’attimo perfetto per la foto.
Ci puoi raccontare l’esperienza più curiosa o più emozionante riguardo a un tuo scatto?
L’anno scorso per un concorso fotografico organizzato dal Rotaract, il tema era “i giovani e la città” per cui ho chiesto aiuto ad alcuni miei amici. Per ottenere la foto che volevo ho impiegato molto tempo perché non riuscivo a trovare la posizione che fosse più realistica possibile. Un mio amico ha anche sacrificato i suoi polmoni fumando più sigarette possibili in poco tempo. Ho deciso anche di esporre la foto in questione alla mostra.
So che hai già avuto le tue soddisfazioni essendo stata premiata in alcuni concorsi fotografici,
ci dici quali e che effetto hanno avuto sul tuo lavoro?
Le vittorie ai concorsi, anche se a titolo cittadino, sono state per me inaspettate perché non credevo che le mie foto potessero attirare l’attenzione dei giudici e addirittura di riuscire ad essere premiate. Sono state soddisfazioni molto importanti che mi hanno spinto a continuare a scattare foto sperando sempre di riuscire a trasmettere emozioni in chiunque le osservi.
Ci puoi raccontare brevemente come è nata questa tua passione per la fotografia?
Credo di aver avuto 9/10 anni quando i miei genitori, durante una vacanza, mi chiesero di scattare loro una foto. Ovviamente la macchina fotografica era una delle prime macchine digitali, quelle da pochi pixel, quindi la foto scattata non avrebbe di certo avuto la risoluzione delle macchine professionali più moderne. I miei genitori, però, rimasero colpiti dall’inquadratura dello scatto. Così diventai la “reporter” di famiglia fino a quando volli acquistare una macchina semi-professionale e di innalzare il livello dei miei scatti.
Tu sei una studentessa universitaria, come riesci a conciliare lo studio con la passione della fotografia?
Per fare qualche scatto riesco sempre a trovare del tempo libero perché mi è impossibile rinunciare del tutto ad una passione così importante per me come lo è la fotografia.
Sei un’ autodidatta o hai seguito dei corsi, frequentato scuole?
Mai seguito corsi di alcun tipo. Ho imparato da sola e con qualche consiglio di amici con la mia stessa passione.
Ricordi la tua prima foto?
Uno scatto fatto ai miei genitori durante un viaggio in Galles.
Riguardo allo stile, sei ispirata da qualche grande fotografo?
Sì, a Steve McCurry. Per me grande fotografo e linea guida.
Adesso fotografi per diletto, ti piacerebbe farlo per lavoro?
Si, mi piacerebbe diventare una reporter di qualche importante rivista di fotografia, certo se la proposta di lavoro arrivasse da National Geographic non esiterei ad accettare immediatamente. Ma tralasciando i sogni nel cassetto, diventare fotografa per lavoro è una decisione che cambierebbe la mia vita e devo pensarci bene dato che ora devo pensare anche allo studio.
In questa mostra hai deciso di esporre soggetti diversi perché?
Ho deciso di esporre foto molto diverse tra loro perché voglio far vedere cosa sono in grado di fare con la macchina fotografica in diversi contesti ma anche per iniziare a farmi conoscere tra la gente.
“Gli scatti dell’anima” è il titolo della mostra; ci sono delle emozioni particolari che vuoi trasmettere?
Il mio intento è quello di suscitare, in chiunque osservi i miei scatti, le stesse emozioni e la passione che ho avuto io nell’istante in cui ho sentito quell’inconfondibile click e aver “catturato” l’immagine tanto desiderata.
Secondo te è giusto intervenire su una foto per migliorare e per rimuovere elementi di disturbo?
Si ma solo per correggere elementi che potrebbero rovinare la foto. Sono contraria ai foto ritocco: per modificare completamente una foto dall’originale e renderla “finta” allora non servirebbero più i fotografi ma solo computer, demolendo così l’arte della fotografia. Questa è solo l’opinione soggettiva di una ragazza di 19 anni quindi ognuno è libero di pensare ciò che vuole.
In che genere di fotografia ti piacerebbe specializzarti?
Non prediligo un genere in particolare perché adoro fotografare qualsiasi tipo di soggetto: paesaggio, animali, persone ma che sia tutto al naturale. Il mio obiettivo è che il soggetto ritratto non si renda nemmeno conto che io sia lì presente con la macchina fotografica pronta a catturare l’attimo perfetto per la foto.
Ci puoi raccontare l’esperienza più curiosa o più emozionante riguardo a un tuo scatto?
L’anno scorso per un concorso fotografico organizzato dal Rotaract, il tema era “i giovani e la città” per cui ho chiesto aiuto ad alcuni miei amici. Per ottenere la foto che volevo ho impiegato molto tempo perché non riuscivo a trovare la posizione che fosse più realistica possibile. Un mio amico ha anche sacrificato i suoi polmoni fumando più sigarette possibili in poco tempo. Ho deciso anche di esporre la foto in questione alla mostra.
So che hai già avuto le tue soddisfazioni essendo stata premiata in alcuni concorsi fotografici,
ci dici quali e che effetto hanno avuto sul tuo lavoro?
Le vittorie ai concorsi, anche se a titolo cittadino, sono state per me inaspettate perché non credevo che le mie foto potessero attirare l’attenzione dei giudici e addirittura di riuscire ad essere premiate. Sono state soddisfazioni molto importanti che mi hanno spinto a continuare a scattare foto sperando sempre di riuscire a trasmettere emozioni in chiunque le osservi.
11
ottobre 2014
Ada Bandi – Gli scatti dell’anima.
Dall'undici al 19 ottobre 2014
fotografia
Location
SPAZIO ROCCO SCOTELLARO
Vigevano, Via Cesarea, 49, (Pavia)
Vigevano, Via Cesarea, 49, (Pavia)
Orario di apertura
mercoledì e venerdì ore 21-23 giovedì sabato e domenica ore 17-19
Vernissage
11 Ottobre 2014, 17,30
Autore
Curatore




