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Agnès Doneau
L’Obiettivo è di conciliare la storia formale dell’arte, i balletti contemporanei (Carlson, Cherkaoui, Jalet) e il cinema.Le immagini sono montate come delle sequenze, dei piani per ricreare un insieme dinamico come un balletto intemporale trasferito nel campo pittorico.
Comunicato stampa
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Dopo il diploma nazionale di arti plastiche conseguito presso l'Accademia di Belle Arti a Parigi e la Laurea magistrale in storia dell’arte conseguita presso l' Università François-Rabelais a Tours, Agnès Doneau inizia la sua ricerca artistica attraversando il mondo musicale, letterario, filosofico, cinematografico, soprattutto il cinema espressionista di registi come Kurosawa, Dreyer, Erice, Gus Van Sant, Kiarostami, Fellini, P.P. Pasolini, ed i fratelli Taviani. I disegni di Signorelli, di Pontormo,di Michelangelo, i ritratti di Rembrandt, le sculture di Louis-Ernest Barrias sono tra le altre cose fonte d'ispirazione per la sua opera. La scelta dei soggetti generalmente proviene da uno shock emotivo. Il balletto è la forma artistica dalla quale l’artista trae spunto per la posizione plastica dei suoi soggetti, non c’è un disegno preparatorio sulla tela ma pura istintualità gestuale.
La pennellata è precisa e veloce, estemporanea, proprio come avviene nel balletto contemporaneo. I suoi corpi mostrano una contrazione muscolare e sono come pietrificati, spesso hanno gli occhi chiusi quasi come se volessero sottolineare un trapasso tra la vita terrena e quella eterna, una sorta di resurrezione che viene raggiunta attraverso l’energia rilasciata dal corpo dopo quest’ultimo slancio.
L’osservazione di questi corpi come ci dice l’artista stessa è avvenuta da uno studio dal vero in Italia, l’indagine quasi scientifica ha portato negli anni l’artista a cercare di cogliere “l’aura” dei personaggi che descrive. Che cos’è, propriamente, l’aura? Un singolare intreccio di spazio e di tempo: l’apparizione unica di una lontananza, per quanto questa possa essere vicina. Seguire placidamente, in un pomeriggio d’estate, una catena di monti all’orizzonte oppure un ramo che getta la sua ombra su colui che si riposa, ciò significa respirare l’aura di quelle montagne, di quel ramo. Sulla base di questa descrizione è facile comprendere il condizionamento sociale dell’attuale decadenza dell’aura. Essa si fonda su due circostanze,
entrambe connesse con la crescente importanza delle masse e la crescente intensità dei loro movimenti”. Cit. Walter Benijamin “Aura e choc”. C’era una volta l’Aura, l’unicità e l’incanto. Adesso c’è invece lo Choc, l’urto, l’impressione. E sembra questo uno dei motivi per cui Agnès Doneau elimina il colore. Le sue opere sembrano quasi delle radiografie attraverso le quali il dolore e la sofferenza sono palpabili.
Roberta Mottola
La pennellata è precisa e veloce, estemporanea, proprio come avviene nel balletto contemporaneo. I suoi corpi mostrano una contrazione muscolare e sono come pietrificati, spesso hanno gli occhi chiusi quasi come se volessero sottolineare un trapasso tra la vita terrena e quella eterna, una sorta di resurrezione che viene raggiunta attraverso l’energia rilasciata dal corpo dopo quest’ultimo slancio.
L’osservazione di questi corpi come ci dice l’artista stessa è avvenuta da uno studio dal vero in Italia, l’indagine quasi scientifica ha portato negli anni l’artista a cercare di cogliere “l’aura” dei personaggi che descrive. Che cos’è, propriamente, l’aura? Un singolare intreccio di spazio e di tempo: l’apparizione unica di una lontananza, per quanto questa possa essere vicina. Seguire placidamente, in un pomeriggio d’estate, una catena di monti all’orizzonte oppure un ramo che getta la sua ombra su colui che si riposa, ciò significa respirare l’aura di quelle montagne, di quel ramo. Sulla base di questa descrizione è facile comprendere il condizionamento sociale dell’attuale decadenza dell’aura. Essa si fonda su due circostanze,
entrambe connesse con la crescente importanza delle masse e la crescente intensità dei loro movimenti”. Cit. Walter Benijamin “Aura e choc”. C’era una volta l’Aura, l’unicità e l’incanto. Adesso c’è invece lo Choc, l’urto, l’impressione. E sembra questo uno dei motivi per cui Agnès Doneau elimina il colore. Le sue opere sembrano quasi delle radiografie attraverso le quali il dolore e la sofferenza sono palpabili.
Roberta Mottola
11
ottobre 2013
Agnès Doneau
Dall'undici ottobre al 06 novembre 2013
arte moderna e contemporanea
arte contemporanea
serata - evento
arte moderna
arte contemporanea
serata - evento
arte moderna
Location
GALLERIA 360
Firenze, Il Prato, 11r, (Firenze)
Firenze, Il Prato, 11r, (Firenze)
Orario di apertura
da martedì a domenica 10-19
Vernissage
11 Ottobre 2013, ore 19:00
Autore
Curatore



