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Alberto Maggini – Ultra Flat
Tra rituale estetico, parodia del benessere e mitologia contemporanea dell’ego, ULTRA FLAT lascia intravedere l’interrogativo: quanto lavoro, quanta storia e quanta ideologia servono per produrre qualcosa che chiamiamo semplicemente “bellezza”?
Comunicato stampa
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Giovedì 14 maggio 2026 la Fondazione Pastificio Cerere presenta ULTRA FLAT, mostra personale di Alberto Maggini a cura di Gianlorenzo Chiaraluce.
L’esposizione sarà aperta al pubblico da venerdì 15 maggio a venerdì 10 luglio 2026.
La ricerca artistica di Alberto Maggini indaga i processi attraverso cui la mente seleziona, trattiene o disperde informazioni, immagini e significati. Attraverso la messa in scena di rituali di bellezza, l’artista costruisce rappresentazioni ambivalenti in cui i confini tra vero e falso, natura e artificio, prezioso e ordinario, opera d’arte e oggetto comune si assottigliano fino quasi a dissolversi. È in questa soglia, tra desiderabile e indesiderato, tra valore e rifiuto, che prende forma la sua pratica.
ULTRA FLAT è concepita come la simulazione di un centro estetico fittizio. Nata come estensione del precedente progetto editoriale Adore — opera incentrata sull'imitazione parodica e de-strutturata di una rivista di moda — l’esposizione prosegue la medesima dinamica di mimesi decostruttiva.
L’allestimento adotta e distorce l’estetica asettica — ma a tratti kitsch —, rassicurante e performativa di uno spazio dedicato alla cura del corpo e all’ottimizzazione dell’immagine personale: lettini da trattamento, superfici lucide, luci fredde, strumenti tecnici e oggetti quotidiani convivono con sculture di ceramica policroma, video e installazioni, trasformando la cornice espositiva in un ambiente ambiguo e immersivo, a metà tra lo showroom, spa e laboratorio biopolitico.
Fulcro del progetto è il rapporto tra bellezza e potere, tra estetica e norma. Lontana dall’essere un valore naturale o universale, la bellezza si configura qui come un costrutto culturale stratificato, prodotto da impianti simbolici, tecnici ed economici che definiscono standard, modelli e desideri, ben più reconditi rispetto la loro innocua e primigenia piattezza. Il centro estetico è quindi immaginato come un dispositivo narrativo, attraverso cui interrogare i processi che regolano la costruzione dell’immagine del sé, la standardizzazione e i rituali contemporanei a esse connessi.
Il progetto espositivo si sviluppa come un percorso immersivo suddiviso in quattro ambienti; ognuno di essi è immaginato come una stazione rituale, un trattamento simbolico e sensoriale che conduce il visitatore attraverso i diversi stadi di una trasformazione non solo fisica, ma percettiva, storica e sociale. Il centro estetico, da luogo della cura e del miglioramento, si trasforma in portale dove mettere a nudo le logiche profonde che informano la costruzione della bellezza, i suoi standard e le sue derive ideologiche.
Alberto Maggini combina registri visivi apparentemente inconciliabili: iconografie spirituali, sistemi estetico-cosmetici, riferimenti alla storia dell’arte, oggetti kitsch, pubblicità fittizie e immagini autorappresentative, sovrapposte in un ambiente totalizzante, dai toni volutamente camp e paradossali. In questo spazio, sacro e commerciale, artificio e natura, storia e propaganda, mito e marketing, contemplazione e consumo sono immaginati quali elementi intercambiabili e convivono senza gerarchie stabili.
Tra rituale estetico, parodia del benessere e mitologia contemporanea dell’ego, ULTRA FLAT costruisce un’esperienza solo superficialmente ironica, che invita il visitatore a interrogare ciò che solitamente sembra più innocente e desiderabile: la promessa, illusoriamente genuina, di diventare più conformi all’idea che si ha di se stessi. Sotto la patina della cura di sé, la mostra lascia perciò intravedere un interrogativo molto meno rassicurante: quanto lavoro, quanta storia e quanta ideologia servono per produrre qualcosa che chiamiamo semplicemente “bellezza”?
Biografia
Alberto Maggini è un artista multidisciplinare italiano. Dopo una laurea in Biologia e un master in Botanica presso l’Università Sapienza di Roma, prosegue gli studi in campo artistico con un master in Arti Visive al Chelsea College of Arts di Londra. La pratica artistica di Maggini si colloca nella soglia tra desiderabile e indesiderato, tra valore e rifiuto, tra conservazione e oblio: un'interrogazione, solo in apparenza umoristica, dei meccanismi culturali e simbolici con cui decretare cosa debba essere nevroticamente preservato e cosa, invece, possa essere scartato. Il suo lavoro è stato presentato in mostre, performance e progetti espositivi presso istituzioni e spazi internazionali, tra cui Tate Modern, IMT Gallery e Chelsea College of Arts (Londra), SEA Foundation (Tilburg) e Base Milano (Milano). Tra le mostre e i progetti più recenti si segnalano: Adore Summer Edition, Space 52 (Atene, 2024); Adore the Waste of Our Adornments, performance e presentazione dell’artista book, Orto Botanico di Roma (2024); The Origins of Table Manners, Casa Vuota (Roma, 2023); Over we become, SEA Foundation (Tilburg, 2023); They/Them/Their: Naturally Not Binary, IMT Gallery (Londra, 2022).
L’esposizione sarà aperta al pubblico da venerdì 15 maggio a venerdì 10 luglio 2026.
La ricerca artistica di Alberto Maggini indaga i processi attraverso cui la mente seleziona, trattiene o disperde informazioni, immagini e significati. Attraverso la messa in scena di rituali di bellezza, l’artista costruisce rappresentazioni ambivalenti in cui i confini tra vero e falso, natura e artificio, prezioso e ordinario, opera d’arte e oggetto comune si assottigliano fino quasi a dissolversi. È in questa soglia, tra desiderabile e indesiderato, tra valore e rifiuto, che prende forma la sua pratica.
ULTRA FLAT è concepita come la simulazione di un centro estetico fittizio. Nata come estensione del precedente progetto editoriale Adore — opera incentrata sull'imitazione parodica e de-strutturata di una rivista di moda — l’esposizione prosegue la medesima dinamica di mimesi decostruttiva.
L’allestimento adotta e distorce l’estetica asettica — ma a tratti kitsch —, rassicurante e performativa di uno spazio dedicato alla cura del corpo e all’ottimizzazione dell’immagine personale: lettini da trattamento, superfici lucide, luci fredde, strumenti tecnici e oggetti quotidiani convivono con sculture di ceramica policroma, video e installazioni, trasformando la cornice espositiva in un ambiente ambiguo e immersivo, a metà tra lo showroom, spa e laboratorio biopolitico.
Fulcro del progetto è il rapporto tra bellezza e potere, tra estetica e norma. Lontana dall’essere un valore naturale o universale, la bellezza si configura qui come un costrutto culturale stratificato, prodotto da impianti simbolici, tecnici ed economici che definiscono standard, modelli e desideri, ben più reconditi rispetto la loro innocua e primigenia piattezza. Il centro estetico è quindi immaginato come un dispositivo narrativo, attraverso cui interrogare i processi che regolano la costruzione dell’immagine del sé, la standardizzazione e i rituali contemporanei a esse connessi.
Il progetto espositivo si sviluppa come un percorso immersivo suddiviso in quattro ambienti; ognuno di essi è immaginato come una stazione rituale, un trattamento simbolico e sensoriale che conduce il visitatore attraverso i diversi stadi di una trasformazione non solo fisica, ma percettiva, storica e sociale. Il centro estetico, da luogo della cura e del miglioramento, si trasforma in portale dove mettere a nudo le logiche profonde che informano la costruzione della bellezza, i suoi standard e le sue derive ideologiche.
Alberto Maggini combina registri visivi apparentemente inconciliabili: iconografie spirituali, sistemi estetico-cosmetici, riferimenti alla storia dell’arte, oggetti kitsch, pubblicità fittizie e immagini autorappresentative, sovrapposte in un ambiente totalizzante, dai toni volutamente camp e paradossali. In questo spazio, sacro e commerciale, artificio e natura, storia e propaganda, mito e marketing, contemplazione e consumo sono immaginati quali elementi intercambiabili e convivono senza gerarchie stabili.
Tra rituale estetico, parodia del benessere e mitologia contemporanea dell’ego, ULTRA FLAT costruisce un’esperienza solo superficialmente ironica, che invita il visitatore a interrogare ciò che solitamente sembra più innocente e desiderabile: la promessa, illusoriamente genuina, di diventare più conformi all’idea che si ha di se stessi. Sotto la patina della cura di sé, la mostra lascia perciò intravedere un interrogativo molto meno rassicurante: quanto lavoro, quanta storia e quanta ideologia servono per produrre qualcosa che chiamiamo semplicemente “bellezza”?
Biografia
Alberto Maggini è un artista multidisciplinare italiano. Dopo una laurea in Biologia e un master in Botanica presso l’Università Sapienza di Roma, prosegue gli studi in campo artistico con un master in Arti Visive al Chelsea College of Arts di Londra. La pratica artistica di Maggini si colloca nella soglia tra desiderabile e indesiderato, tra valore e rifiuto, tra conservazione e oblio: un'interrogazione, solo in apparenza umoristica, dei meccanismi culturali e simbolici con cui decretare cosa debba essere nevroticamente preservato e cosa, invece, possa essere scartato. Il suo lavoro è stato presentato in mostre, performance e progetti espositivi presso istituzioni e spazi internazionali, tra cui Tate Modern, IMT Gallery e Chelsea College of Arts (Londra), SEA Foundation (Tilburg) e Base Milano (Milano). Tra le mostre e i progetti più recenti si segnalano: Adore Summer Edition, Space 52 (Atene, 2024); Adore the Waste of Our Adornments, performance e presentazione dell’artista book, Orto Botanico di Roma (2024); The Origins of Table Manners, Casa Vuota (Roma, 2023); Over we become, SEA Foundation (Tilburg, 2023); They/Them/Their: Naturally Not Binary, IMT Gallery (Londra, 2022).
14
maggio 2026
Alberto Maggini – Ultra Flat
Dal 14 maggio al 10 luglio 2026
arte contemporanea
Location
FONDAZIONE PASTIFICIO CERERE
Roma, Via Degli Ausoni, 7, (Roma)
Roma, Via Degli Ausoni, 7, (Roma)
Orario di apertura
Da ottobre a maggio: dal martedì al sabato dalle ore 15.00 alle 19.00 e lunedì su appuntamento. Da giugno a settembre: dal lunedì al venerdì dalle 15:00 alle 19:00.
Vernissage
14 Maggio 2026, ore 18.00
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico









