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Alessio Larocchi – Simulation painting
Simulation Painting è l’approdo della ricerca di Alessio Larocchi sullo statuto dell’arte e dell’artista, anzi di una sua riformulazione per deviazioni, per assenze, per negazioni e sguardi di sbieco. Il simulare produce un deragliamento delle regole della pittura, con valenza eversiva antiestetica e antiartistica fino a rendersi autonoma e a diventare altro da sé. La più radicale forma di decostruzione è del resto l’esatta riduzione della pittura a ciò da cui è costituita, mettendo tra parentesi con lo stile, la presenza, lo sguardo dell’artista
Comunicato stampa
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Alessio Larocchi
Simulation painting
Inaugurazione della mostra: martedì 15 novembre 2011 – ore 18,30
Simulation Painting è l’approdo della ricerca di Alessio Larocchi sullo statuto dell’arte e
dell’artista, anzi di una sua riformulazione per deviazioni, per assenze, per negazioni e sguardi di
sbieco. Il simulare produce un deragliamento delle regole della pittura, con valenza eversiva
antiestetica e antiartistica fino a rendersi autonoma e a diventare altro da sé. La più radicale forma
di decostruzione è del resto l’esatta riduzione della pittura a ciò da cui è costituita, mettendo tra
parentesi con lo stile, la presenza, lo sguardo dell’artista. Per questo Alessio Larocchi si pone al
confine e sulla soglia, nel chiasmo in cui non c’è più né il soggetto né l’oggetto, ma un puro errare,
cercando le esperienze percettive e l’imprevisto di un’immagine-simulacro che vive di sé, non
evoca e non rappresenta. Così i “Paesaggi poco romantici”, che sono in prima istanza algide
visioni, paesaggi spaesati, sono solo indici ironici e discreti di Grazie Ricevute che assimilano i
paesaggi al genere exvoto. Altri mimano le asettiche scritture o registrazioni del battito del cuore o
le partiture musicali. E nelle “Tavole a scomparsa”, la scelta di procedere per sbianchettature e
cancellazioni, alla ricerca di anomia nell’uso e accostamento dei colori, fa emergere uno spazio
concettuale che diventa la superficie di ciò che non ha immagine.
Larocchi non dipinge mai il mondo semmai lo guarda per dimenticarlo e ora sospende lo
sguardo per dimenticarsi di sé e dell’arte. Con la stereotipizzazione, concentrandosi sulle tecniche
e sugli strumenti del dipingere, mette in campo una riduzione linguistica e un superamento di ogni
espressiva materia e segno che vogliano essere materia e segno. Crea opere costituite da
superfici bipartite, incentrate sull’abbandono, che definisce “non-quadri”, ma prove di pittura e di
disegno da collocare in uno spazio “s-definito”. Sono immagini estenuate, inefficaci, atlanti dello
stereotipo. Gli accertamenti visivi a bassa definizione, le campiture in disequilibrio coloristico, la
stereotipizzazione grafica degli elementi visivi indicano infatti una scarnificazione dello stato
sensibile dell’artista per portare lo sguardo fuori dalla fascinazione e dal facile erotismo
dell’apparire o della visione. Può allora accadere che ciò che rimane delle forme dopo essere state
sbianchettate, o l’anomalia delle campiture di colore, distogliendoci da una fruizione incantata e
iperspettacolare ci costringa a soffermarci e interrogarci in un’anticonvenzionale lettura per
“stazioni”. (Eleonora Fiorani)
Durante la mostra sarà possibile consultare e acquistare il volume A_meno amanuense, Shin
Production, Brescia 2011 con testi di E. Fiorani e dell’artista
La mostra si chiuderà il 27 novembre 2011
Orario di apertura: da lunedì a venerdì – ore 15.00 / 19.30 – chiuso sabato e festivi
ALESSIO LAROCCHI via Dante 9 20900 Monza MB c.340 0734729 alessio.larocchi@libero.it
Simulation painting
Inaugurazione della mostra: martedì 15 novembre 2011 – ore 18,30
Simulation Painting è l’approdo della ricerca di Alessio Larocchi sullo statuto dell’arte e
dell’artista, anzi di una sua riformulazione per deviazioni, per assenze, per negazioni e sguardi di
sbieco. Il simulare produce un deragliamento delle regole della pittura, con valenza eversiva
antiestetica e antiartistica fino a rendersi autonoma e a diventare altro da sé. La più radicale forma
di decostruzione è del resto l’esatta riduzione della pittura a ciò da cui è costituita, mettendo tra
parentesi con lo stile, la presenza, lo sguardo dell’artista. Per questo Alessio Larocchi si pone al
confine e sulla soglia, nel chiasmo in cui non c’è più né il soggetto né l’oggetto, ma un puro errare,
cercando le esperienze percettive e l’imprevisto di un’immagine-simulacro che vive di sé, non
evoca e non rappresenta. Così i “Paesaggi poco romantici”, che sono in prima istanza algide
visioni, paesaggi spaesati, sono solo indici ironici e discreti di Grazie Ricevute che assimilano i
paesaggi al genere exvoto. Altri mimano le asettiche scritture o registrazioni del battito del cuore o
le partiture musicali. E nelle “Tavole a scomparsa”, la scelta di procedere per sbianchettature e
cancellazioni, alla ricerca di anomia nell’uso e accostamento dei colori, fa emergere uno spazio
concettuale che diventa la superficie di ciò che non ha immagine.
Larocchi non dipinge mai il mondo semmai lo guarda per dimenticarlo e ora sospende lo
sguardo per dimenticarsi di sé e dell’arte. Con la stereotipizzazione, concentrandosi sulle tecniche
e sugli strumenti del dipingere, mette in campo una riduzione linguistica e un superamento di ogni
espressiva materia e segno che vogliano essere materia e segno. Crea opere costituite da
superfici bipartite, incentrate sull’abbandono, che definisce “non-quadri”, ma prove di pittura e di
disegno da collocare in uno spazio “s-definito”. Sono immagini estenuate, inefficaci, atlanti dello
stereotipo. Gli accertamenti visivi a bassa definizione, le campiture in disequilibrio coloristico, la
stereotipizzazione grafica degli elementi visivi indicano infatti una scarnificazione dello stato
sensibile dell’artista per portare lo sguardo fuori dalla fascinazione e dal facile erotismo
dell’apparire o della visione. Può allora accadere che ciò che rimane delle forme dopo essere state
sbianchettate, o l’anomalia delle campiture di colore, distogliendoci da una fruizione incantata e
iperspettacolare ci costringa a soffermarci e interrogarci in un’anticonvenzionale lettura per
“stazioni”. (Eleonora Fiorani)
Durante la mostra sarà possibile consultare e acquistare il volume A_meno amanuense, Shin
Production, Brescia 2011 con testi di E. Fiorani e dell’artista
La mostra si chiuderà il 27 novembre 2011
Orario di apertura: da lunedì a venerdì – ore 15.00 / 19.30 – chiuso sabato e festivi
ALESSIO LAROCCHI via Dante 9 20900 Monza MB c.340 0734729 alessio.larocchi@libero.it
15
novembre 2011
Alessio Larocchi – Simulation painting
Dal 15 al 27 novembre 2011
arte contemporanea
Location
FONDAZIONE MUDIMA
Milano, Via Alessandro Tadino, 26, (Milano)
Milano, Via Alessandro Tadino, 26, (Milano)
Orario di apertura
da lunedì a venerdì – ore 15.00 / 19.30 – chiuso sabato e festivi
Vernissage
15 Novembre 2011, ore 18.30
Autore




