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Alex Pinna – Non c’è niente da spiegare
I suoi Eroi asessuati si muovono sulla scena del mondo e della vita! combattono una guerra con l’ironia del fumetto e la tragicità della scarnificazione della figura che tira dritta all’essenza interiore. I suoi omini sono gli eroi di un tempo e paradossalmente parlano la medesima lingua
Comunicato stampa
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Ritorna a Napoli dopo 7 anni Alex Pinna e la sua variegata umanità di personaggi giocosi, silenti e meditabondi.
Con la metafora del gioco Pinna ci pone di fronte ai grandi interrogativi irrisolti; ma non importa! perché c’è sempre l’ironia, il gioco, l’innocenza infantile ad aiutarci nel cammino.
I suoi Eroi asessuati si muovono sulla scena del mondo e della vita con la pesantezza della leggerezza anzi dell’evanescenza! combattono una guerra con l’ironia del fumetto e la tragicità della scarnificazione della figura che tira dritta all’essenza interiore. Sembra di essere innanzi ad un Eroe della mitologia greca, un nuovo Ercole dalle innumerevoli fatiche. A ben vedere in realtà i fumetti sono la nostra nuova mitologia: Pinna ricrea la metafora mitologica con una parola attuale: i suoi omini non sono altro che gli eroi di un tempo e paradossalmente parlano la medesima lingua, soffrono le medesime pene e godono delle medesime gioie. L’artista coglie, descrive e tramuta la condizione esistenziale in gioco, anzi adopera la metafora del gioco per dichiarare la tragicità di una condizione. Un “disegnatore” di fumetti che oscilla tra ironia e dramma. Paradossi e opposti si unificano nell’arte del “racconto”, dell’affabulazione . Nascono così “i Teatrini”, le nuove opere di Pinna, che accentuano la metafora attraverso l’uso di un mezzo inedito: una moleskine aperta a libro che contiene i personaggi e un intero mondo. In queste ultime opere il mezzo usato è un oggetto adoperato per decenni come “registratore” di esperienze di viaggio: la Moleskine appunto; un diario dove appuntare sensazioni, eventi, incontri, relazioni, notizie : una sorta di “giornale” personale e universale al tempo stesso; un diario in cui l’umanità si riconosce per intero e che, una volta aperto, racconta “storie”: TEATRI appunto.
La “moleskine” perciò diventa al contempo “teatro” e libro; nella forma di un libro si schiude un teatro, un pezzo di vita, un istante o un’eternità del vivere. Una sorta di scenografia teatrale del vivere collettivo e individuale.
E così l’arte di Pinna si dipana e si completa in un unico, grande racconto,una lunga affabulazione, una sottile narrazione fatta da figure silenti. La parola “muta” vale molto più di tanto, inutile parlare. I suoi silenzi comunicano molto di più di tanto “chiacchiericcio” urlato; il fumetto, il mito, la conversazione, il teatro, il disegno: tutto è racconto e tutto serve per raccontare, per parlare di noi, di TUTTI noi, per porci domande, per porci interrogativi che rimarranno invariabilmente senza risposta, ma che ci serviranno sempre, sostanzialmente, per continuare a vivere.
Con la metafora del gioco Pinna ci pone di fronte ai grandi interrogativi irrisolti; ma non importa! perché c’è sempre l’ironia, il gioco, l’innocenza infantile ad aiutarci nel cammino.
I suoi Eroi asessuati si muovono sulla scena del mondo e della vita con la pesantezza della leggerezza anzi dell’evanescenza! combattono una guerra con l’ironia del fumetto e la tragicità della scarnificazione della figura che tira dritta all’essenza interiore. Sembra di essere innanzi ad un Eroe della mitologia greca, un nuovo Ercole dalle innumerevoli fatiche. A ben vedere in realtà i fumetti sono la nostra nuova mitologia: Pinna ricrea la metafora mitologica con una parola attuale: i suoi omini non sono altro che gli eroi di un tempo e paradossalmente parlano la medesima lingua, soffrono le medesime pene e godono delle medesime gioie. L’artista coglie, descrive e tramuta la condizione esistenziale in gioco, anzi adopera la metafora del gioco per dichiarare la tragicità di una condizione. Un “disegnatore” di fumetti che oscilla tra ironia e dramma. Paradossi e opposti si unificano nell’arte del “racconto”, dell’affabulazione . Nascono così “i Teatrini”, le nuove opere di Pinna, che accentuano la metafora attraverso l’uso di un mezzo inedito: una moleskine aperta a libro che contiene i personaggi e un intero mondo. In queste ultime opere il mezzo usato è un oggetto adoperato per decenni come “registratore” di esperienze di viaggio: la Moleskine appunto; un diario dove appuntare sensazioni, eventi, incontri, relazioni, notizie : una sorta di “giornale” personale e universale al tempo stesso; un diario in cui l’umanità si riconosce per intero e che, una volta aperto, racconta “storie”: TEATRI appunto.
La “moleskine” perciò diventa al contempo “teatro” e libro; nella forma di un libro si schiude un teatro, un pezzo di vita, un istante o un’eternità del vivere. Una sorta di scenografia teatrale del vivere collettivo e individuale.
E così l’arte di Pinna si dipana e si completa in un unico, grande racconto,una lunga affabulazione, una sottile narrazione fatta da figure silenti. La parola “muta” vale molto più di tanto, inutile parlare. I suoi silenzi comunicano molto di più di tanto “chiacchiericcio” urlato; il fumetto, il mito, la conversazione, il teatro, il disegno: tutto è racconto e tutto serve per raccontare, per parlare di noi, di TUTTI noi, per porci domande, per porci interrogativi che rimarranno invariabilmente senza risposta, ma che ci serviranno sempre, sostanzialmente, per continuare a vivere.
10
maggio 2012
Alex Pinna – Non c’è niente da spiegare
Dal 10 maggio al 10 giugno 2012
arte moderna e contemporanea
Location
ART1307 – VILLA DI DONATO
Napoli, Piazza Sant'eframo Vecchio, (Napoli)
Napoli, Piazza Sant'eframo Vecchio, (Napoli)
Orario di apertura
tutti i giorni su appuntamento
Vernissage
10 Maggio 2012, dalle 19 alle 23
Autore
Curatore




