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Angelo Pellegrino – Riza, all’essenza del genius Loci
L’anelito verso il ritorno alle radici identitarie costituisce l’architrave tematico della mostra Riza – – all’essenza del genius loci, di Angelo Pellegrino (Borgagne, Lecce – 1963). L’esposizione, a cura di Cecilia Pavone, sarà inaugurata venerdì 24 aprile, alle 18, al MUST di Lecce.
Comunicato stampa
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L’anelito verso il ritorno alle radici identitarie, simbolo del legame ancestrale - individuale ed universale - con la terra, unito alla riflessione sulla crisi ecologica che attraversa, nell’era dell’Antropocene, anche il territorio salentino, costituisce l’architrave tematico della mostra Riza - all’essenza del genius loci, di Angelo Pellegrino (Borgagne, Lecce – 1963). L’esposizione, a cura di Cecilia Pavone, sarà inaugurata venerdì 24 aprile, alle 18, al MUST - Museo Storico della Città di Lecce, nella sala al piano terra, la Must Off – Gallery. La serata inaugurale sarà aperta da Fernando Bonocuore ed Emanuela Conza, rispettivamente direttore e coordinatrice museale del Must. Intervengono, oltre all’artista Angelo Pellegrino, Cecilia Pavone, storica e critica d’arte e Nicola Strippoli, in arte Tarshito.
Il percorso espositivo di Riza - all’essenza del genius loci, si snoda in 30 opere, tra dipinti e sculture di diverse dimensioni, che narrano l’essenza della poiesis di Pellegrino. In mostra vi sono creazioni pittoriche di matrice poverista, ricollegabili per certi versi alle suggestioni dell’Informale materico e realizzati, per la maggior parte, con cromie ricavate dalle terre salentine, ma anche con creta, legno e argilla raccolta dai campi. Particolarmente evocative risultano le “sculture “naturali”, composte da Pellegrino con pezzi di tronchi o di rami degli ulivi secolari, incendiati e devastati dalla Xylella e raccolti nelle campagne del Salento. L’artista denuncia, infatti, in un afflato di intenso lirismo, la devastazione dovuta all’antropizzazione e alla mancanza di cura da parte dell’essere umano, di diversi microambienti del suo territorio, attualmente minacciato dalla distruzione sistematica dei lecceti che circondano il suo paese natale, Borgagne.
Ma, nel pensiero sacrale immanentista di Pellegrino, ricorre sempre - come accade nel tempo ciclico della natura – il concetto di speranza, scaturita dalla consapevolezza delle proprie radici ed espressa metaforicamente da uova e semi, che l’artista sparge generosamente nelle sue sculture. Come scrive, infatti, Cecilia Pavone nel testo critico: “Attraverso la potenza della materia naturale, Angelo Pellegrino avvia un’intensa ricerca artistica, poetica ed esistenziale, che assume senza dubbio un carattere antropologico, arrivando a toccare l’universalità dell’archetipo, insito nell’inconscio collettivo”.
La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile fino al 3 maggio 2026. Orari: tutti i giorni ore 9-21, tranne il lunedì. Info: tel: 0832.241067; 347.0351625; mail: ufficiomostre@mustlecce.it
Note Biografiche
Angelo Pellegrino (Borgagne – Lecce, 1963) studia, nel 2022, pittura e disegno alla scuola di pittura Maccagnani di Lecce con il maestro Mario Di Donfrancesco. Nel 2023 partecipa al workshop di pittura dell’artista spagnolo Antonio Castellò Avilleira. Dopo aver realizzato diverse mostre fotografiche tenute nel suo paese natale, in occasione del festival culturale “Borgoinfesta”, di cui è stato ideatore e organizzatore, Pellegrino approfondisce la tecnica dei pastelli in disegno, iniziando a sperimentare l’uso delle terre prelevate dal territorio salentino per la creazione di una pittura materica di matrice poverista. Costruisce “sculture naturali” realizzate con tronchi di ulivi secolari incendiati o devastati dalla Xylella nell’ambito di una concezione immanente della natura che lo porta a riflettere sulla crisi ecologica dell’Antropocene. Realizza, nel dicembre del 2024, “Terre”, la sua prima esposizione di pittura negli spazi del Caffè letterario Neritonensis di Nardò (Le).
Il percorso espositivo di Riza - all’essenza del genius loci, si snoda in 30 opere, tra dipinti e sculture di diverse dimensioni, che narrano l’essenza della poiesis di Pellegrino. In mostra vi sono creazioni pittoriche di matrice poverista, ricollegabili per certi versi alle suggestioni dell’Informale materico e realizzati, per la maggior parte, con cromie ricavate dalle terre salentine, ma anche con creta, legno e argilla raccolta dai campi. Particolarmente evocative risultano le “sculture “naturali”, composte da Pellegrino con pezzi di tronchi o di rami degli ulivi secolari, incendiati e devastati dalla Xylella e raccolti nelle campagne del Salento. L’artista denuncia, infatti, in un afflato di intenso lirismo, la devastazione dovuta all’antropizzazione e alla mancanza di cura da parte dell’essere umano, di diversi microambienti del suo territorio, attualmente minacciato dalla distruzione sistematica dei lecceti che circondano il suo paese natale, Borgagne.
Ma, nel pensiero sacrale immanentista di Pellegrino, ricorre sempre - come accade nel tempo ciclico della natura – il concetto di speranza, scaturita dalla consapevolezza delle proprie radici ed espressa metaforicamente da uova e semi, che l’artista sparge generosamente nelle sue sculture. Come scrive, infatti, Cecilia Pavone nel testo critico: “Attraverso la potenza della materia naturale, Angelo Pellegrino avvia un’intensa ricerca artistica, poetica ed esistenziale, che assume senza dubbio un carattere antropologico, arrivando a toccare l’universalità dell’archetipo, insito nell’inconscio collettivo”.
La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile fino al 3 maggio 2026. Orari: tutti i giorni ore 9-21, tranne il lunedì. Info: tel: 0832.241067; 347.0351625; mail: ufficiomostre@mustlecce.it
Note Biografiche
Angelo Pellegrino (Borgagne – Lecce, 1963) studia, nel 2022, pittura e disegno alla scuola di pittura Maccagnani di Lecce con il maestro Mario Di Donfrancesco. Nel 2023 partecipa al workshop di pittura dell’artista spagnolo Antonio Castellò Avilleira. Dopo aver realizzato diverse mostre fotografiche tenute nel suo paese natale, in occasione del festival culturale “Borgoinfesta”, di cui è stato ideatore e organizzatore, Pellegrino approfondisce la tecnica dei pastelli in disegno, iniziando a sperimentare l’uso delle terre prelevate dal territorio salentino per la creazione di una pittura materica di matrice poverista. Costruisce “sculture naturali” realizzate con tronchi di ulivi secolari incendiati o devastati dalla Xylella nell’ambito di una concezione immanente della natura che lo porta a riflettere sulla crisi ecologica dell’Antropocene. Realizza, nel dicembre del 2024, “Terre”, la sua prima esposizione di pittura negli spazi del Caffè letterario Neritonensis di Nardò (Le).
24
aprile 2026
Angelo Pellegrino – Riza, all’essenza del genius Loci
Dal 24 aprile al 03 maggio 2026
arte contemporanea
Location
MUST – MUSEO STORICO CITTA’ DI LECCE
Lecce, Via Degli Ammirati, 11, (Lecce)
Lecce, Via Degli Ammirati, 11, (Lecce)
Orario di apertura
da martedì a domenica ore 9-21
Vernissage
24 Aprile 2026, 18:00
Autore
Curatore
Autore testo critico





