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Antonella Sassanelli
personale
Comunicato stampa
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Iron&Rust
Quando ci accostiamo alla fotografia siamo portati a considerare tale prodotto artistico un artificio attraverso il quale veniamo a conoscenza di fatti, paesaggi, figure che in qualche misura ci informano della realtà.
Paul Klee aveva detto che “l’arte è deformazione” intendendo con questa asserzione che la realtà, spesso esplicita nell’immagine, deve subire alcuni processi di mutamento che ci conducono in un mondo surreale, fantastico o geometrico in cui i parametri estetici cambiano insieme alla materia originale da cui derivano.
Antonella Sassanelli, nell’estrinsecazione delle sue figurazioni estetiche, parte proprio dalla fotografia elaborandola con mezzi fisici e chimici (ruggine, acidi, diluenti ecc.) fino ad ottenere immagini complete o parziali in cui le radici fotografiche vanno dissolvendosi e trasformandosi creando un che di primordiale materico che diventa simbolico o evocativo di altri mondi.
La trasformazione della materia pervade i volti che l’artista ci presenta in fase quasi liquefattiva: è come un magma corrosivo che progressivamente si impadronisce dell’immagine antropomorfa fino a deturparne i volti e conferendo all’immagine finale un che di tragico mescolato ad una bellezza intrinseca che si oppone, impassibile, a questa metamorfosi.
Vediamo così facce piene di crepe come di legno vecchio logorato dal tempo, altre come se si stessero sciogliendo.
A volte siamo di fronte al dubbio se lo spazio stia corrompendo le immagini o se queste stiano formandosi emergendo dal nulla.
I toni cromatici sono molto contenuti, quasi non volessero mostrare segni di emozioni particolari, ne risulta un’interiorizzazione che dai volti si espande nell’ambiente circostante. Questi volti spesso assumono un aspetto enigmatico che ci costringe ad analizzarli cercando di approfondire i perché di queste figure e a cercare i moti sottesi a questi sguardi così belli, così emblematici.
È un mondo psicologico sommerso che la Sassanelli cerca di suggerirci attraverso modulazioni continue e ritmi diversi che rendono molto articolata e complessa la sua ricerca sulla metamorfosi della materia.
Silvano Battistotti
Quando ci accostiamo alla fotografia siamo portati a considerare tale prodotto artistico un artificio attraverso il quale veniamo a conoscenza di fatti, paesaggi, figure che in qualche misura ci informano della realtà.
Paul Klee aveva detto che “l’arte è deformazione” intendendo con questa asserzione che la realtà, spesso esplicita nell’immagine, deve subire alcuni processi di mutamento che ci conducono in un mondo surreale, fantastico o geometrico in cui i parametri estetici cambiano insieme alla materia originale da cui derivano.
Antonella Sassanelli, nell’estrinsecazione delle sue figurazioni estetiche, parte proprio dalla fotografia elaborandola con mezzi fisici e chimici (ruggine, acidi, diluenti ecc.) fino ad ottenere immagini complete o parziali in cui le radici fotografiche vanno dissolvendosi e trasformandosi creando un che di primordiale materico che diventa simbolico o evocativo di altri mondi.
La trasformazione della materia pervade i volti che l’artista ci presenta in fase quasi liquefattiva: è come un magma corrosivo che progressivamente si impadronisce dell’immagine antropomorfa fino a deturparne i volti e conferendo all’immagine finale un che di tragico mescolato ad una bellezza intrinseca che si oppone, impassibile, a questa metamorfosi.
Vediamo così facce piene di crepe come di legno vecchio logorato dal tempo, altre come se si stessero sciogliendo.
A volte siamo di fronte al dubbio se lo spazio stia corrompendo le immagini o se queste stiano formandosi emergendo dal nulla.
I toni cromatici sono molto contenuti, quasi non volessero mostrare segni di emozioni particolari, ne risulta un’interiorizzazione che dai volti si espande nell’ambiente circostante. Questi volti spesso assumono un aspetto enigmatico che ci costringe ad analizzarli cercando di approfondire i perché di queste figure e a cercare i moti sottesi a questi sguardi così belli, così emblematici.
È un mondo psicologico sommerso che la Sassanelli cerca di suggerirci attraverso modulazioni continue e ritmi diversi che rendono molto articolata e complessa la sua ricerca sulla metamorfosi della materia.
Silvano Battistotti
08
aprile 2014
Antonella Sassanelli
Dall'otto aprile al 10 maggio 2014
arte contemporanea
Location
ARTEGIOIA107
Milano, Via Melchiorre Gioia, 107, (Milano)
Milano, Via Melchiorre Gioia, 107, (Milano)
Orario di apertura
Da martedì a sabato dalle 16.00 alle 19.00
In altri orari e giorni su appuntamento
Vernissage
8 Aprile 2014, h 19
Autore




