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Antonia Levi – We are the 99 %
Con l’occupazione di Zuccotti Park, Wall Street, New York City, iniziata il 17 settembre 2011, nasce il fenomeno Occupy, destinato a espandersi a livello globale in 82 Paesi
Comunicato stampa
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Con l’occupazione di Zuccotti Park, Wall Street, New York City, iniziata il 17 settembre 2011, nasce il fenomeno Occupy, destinato a espandersi a livello globale in 82 Paesi seminando un inatteso vento di protesta, rinnovamento e speranza di cambiamento nel pieno della crisi economica e sociale che attanaglia gran parte dell’Occidente.
Sorto durante il momento più vivace e politicamente innovativo delle manifestazioni di protesta, Occuprint è un collettivo curatoriale statunitense impegnato a dare visibilità alle produzioni artisticamente più rilevanti prodotte dagli Occupy Movements internazionali.
L’invito da parte dell’Occupy Wall Street Journal a dedicare un numero speciale alla poster art del movimento Occupy, ha dato l’avvio al progetto di Occuprint, divenuto una piattaforma digitale in espansione continua che conserva e promuove le realizzazioni grafiche sorte in seno ai diversi Occupy Movements globali, distribuiti su tutti i continenti.
I poster raccolti da Occuprint si concentrano sui messaggi e proposizioni volti a contrastare il rapporto tra l’1% della popolazione mondiale, accusata di perpetrare politiche a proprio esclusivo vantaggio, e il 99%, che ne subisce le conseguenze. Proprio lo statement di we are the 99% è lo slogan che più ritorna nei materiali in mostra presso l’ar/ge kunst, a testimonianza del carattere collettivista e mondialista del fenomeno Occupy. Resistenza, smantellamento dello status quo dei privilegi e assoluta alterità ad ogni politica verticistica e antidemocratica sono così le istanze chiavi dell’ideologia Occupy.
La caratteristica principale dei manifesti presentati presso l’ar/ge kunst è quella di rappresentare così una vera agenda programmatica, che spazia da proposte di politica internazionale al rinnovamento della modalità di produzione industriale e del lavoro, sino a definire un nuovo modello etico di benessere collettivo, incentrato sui principi di solidarietà e di condivisione dei beni pubblici condivisi. L’idea della democrazia come condivisione di commons è così contrapposta alla voracità delle privatizzazioni dettate dalle politiche neoliberiste di matrice americana che sempre più trovano credito nei governi europei.
La collezione di Occuprint si rivela così fautrice di discorsi politici ed economici molto più complessi di quanto non appaia ad uno sguardo superficiale. Slogan, motti e disegni satirici - che spaziano dagli Indiani d’America al toro di Wall Street sino alle proteste in lingua spagnola dei Paesi sudamericani e a quelle delle diverse città europee, compongono un armamentario semiotico che riassume in rapidi tratti tutti i problemi irrisolti che il mondo occidentale dovrà affrontare negli anni a venire.
Allo spettatore, anche a quello ignaro dei movimenti Occupy, si manifestano così all’istante i nuovi scenari che animano il dibattito politico su scala globale, non quello ufficiale dei parlamenti e dei governi, ma quello più autentico e reattivo che nasce dal basso, come frutto dell’azione dei nuovi cittadini del mondo in tutte le città del mondo contemporaneo.
Sorto durante il momento più vivace e politicamente innovativo delle manifestazioni di protesta, Occuprint è un collettivo curatoriale statunitense impegnato a dare visibilità alle produzioni artisticamente più rilevanti prodotte dagli Occupy Movements internazionali.
L’invito da parte dell’Occupy Wall Street Journal a dedicare un numero speciale alla poster art del movimento Occupy, ha dato l’avvio al progetto di Occuprint, divenuto una piattaforma digitale in espansione continua che conserva e promuove le realizzazioni grafiche sorte in seno ai diversi Occupy Movements globali, distribuiti su tutti i continenti.
I poster raccolti da Occuprint si concentrano sui messaggi e proposizioni volti a contrastare il rapporto tra l’1% della popolazione mondiale, accusata di perpetrare politiche a proprio esclusivo vantaggio, e il 99%, che ne subisce le conseguenze. Proprio lo statement di we are the 99% è lo slogan che più ritorna nei materiali in mostra presso l’ar/ge kunst, a testimonianza del carattere collettivista e mondialista del fenomeno Occupy. Resistenza, smantellamento dello status quo dei privilegi e assoluta alterità ad ogni politica verticistica e antidemocratica sono così le istanze chiavi dell’ideologia Occupy.
La caratteristica principale dei manifesti presentati presso l’ar/ge kunst è quella di rappresentare così una vera agenda programmatica, che spazia da proposte di politica internazionale al rinnovamento della modalità di produzione industriale e del lavoro, sino a definire un nuovo modello etico di benessere collettivo, incentrato sui principi di solidarietà e di condivisione dei beni pubblici condivisi. L’idea della democrazia come condivisione di commons è così contrapposta alla voracità delle privatizzazioni dettate dalle politiche neoliberiste di matrice americana che sempre più trovano credito nei governi europei.
La collezione di Occuprint si rivela così fautrice di discorsi politici ed economici molto più complessi di quanto non appaia ad uno sguardo superficiale. Slogan, motti e disegni satirici - che spaziano dagli Indiani d’America al toro di Wall Street sino alle proteste in lingua spagnola dei Paesi sudamericani e a quelle delle diverse città europee, compongono un armamentario semiotico che riassume in rapidi tratti tutti i problemi irrisolti che il mondo occidentale dovrà affrontare negli anni a venire.
Allo spettatore, anche a quello ignaro dei movimenti Occupy, si manifestano così all’istante i nuovi scenari che animano il dibattito politico su scala globale, non quello ufficiale dei parlamenti e dei governi, ma quello più autentico e reattivo che nasce dal basso, come frutto dell’azione dei nuovi cittadini del mondo in tutte le città del mondo contemporaneo.
14
giugno 2013
Antonia Levi – We are the 99 %
Dal 14 giugno al 03 agosto 2013
arte contemporanea
Location
AR/GE KUNST GALLERIA MUSEO
Bolzano, Via Museo, 29, (Bolzano)
Bolzano, Via Museo, 29, (Bolzano)
Orario di apertura
Ma-Ve 10 – 13, 15 – 19 / Sa 10 – 13
Vernissage
14 Giugno 2013, ore 19 - 21
Autore




