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Ark8 – Forme diluite
Il Museo d’Arte Diffusa si espande: alle venti mostre allestite in altrettante location della nostra città, si aggiunge “Forme Diluite” del writer ARK8, giovane artista che ha già collaborato con MAD in diverse occasioni.
Comunicato stampa
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“Andrea EFFEQUATTRO, poco più di vent’anni, street-artist con un talento artistico già ampiamente sviluppato e uno stile immediatamente riconoscibile come un tag (firma) grazie ad elementi ricorrenti nelle sue opere, anche piante e uccelli stilizzati, che rivelano una passione per il mondo della natura nata da bambino e sviluppatasi nel tempo. Questo non significa ripetitività, al contrario Andrea (Ark8) si esprime attraverso una ricerca ed una sperimentazione continua: all’inizio del suo percorso utilizza il linguaggio della grafica, dove la linea di contorno prevale sul colore, che è relegato a semplice mezzo di riempimento; successivamente passa a disegnare su legno, per sperimentare nuovi giochi cromatici e riportarli sui suoi lavori attuali. Ed è proprio il colore che caratterizza pienamente la sua opera. Da cromie ricorrenti che rivelano la sua passione per la cultura africana, come il giallo (oro rubato agli indigeni dall’Occidente), il verde (colore che richiama la terra), il rosso (sangue versato dai popoli del continente africano per opera della distruzione e violenza dell’uomo bianco) e il nero (l’uomo), l’artista inserisce altri colori come il grigio, l’arancione, il rosa.
Lo pseudonimo Ark8 rivela il suo amore per i giochi di parole, l’ironia, il gioco, un po’ come i Dada e i Surrealisti, ma in un linguaggio legato alla contemporaneità, alla tecnologia e alla critica della produzione seriale che si esplica nei suoi adesivi disegnati come quadri. In questo modo un oggetto tradizionalmente prodotto secondo le leggi dell’industria viene trasformato in arte, in qualcosa di unico e di irripetibile, dove anche il caso ricopre un ruolo importante: chi sarebbe capace di riprodurre i suoi “schizzi” di colore? Da qui nasce la sua predilezione per materiali d’uso quotidiano come cassetti, residui di mobili, mattonelle, che trova abbandonati e raccoglie per dipingerci sopra, cercando di sottrarli al deterioramento cui sarebbero altrimenti destinati. Una sorta di sfida che mira ad una rinascita, alla creazione di un mondo che non esisteva e che l’artista immagina, sviluppa, arreda, come un bambino con una scatola di costruzioni; gioco sì, ma anche critica costruttiva: nell’utilizzo di materiali trovati per strada, gettati perché considerati non più utili e nel dipingerli con gli accesi toni africani, non è forse ravvisabile una volontà di far rinascere ciò che l’uomo occidentale ha sfruttato, violentato, per poi abbandonarlo al proprio destino?
Passione per la natura abbiamo accennato sopra, e in particolare amore e attaccamento ai paesaggi del territorio pontino, a lui intimamente legati. Le sagome nere e piatte disegnate con lo spray denotano un’universalità che trascende l’oggetto specifico, non siamo cioè davanti alla riproduzione fedele di un paesaggio, ma all’esteriorizzazione di emozioni, alla liberazione del sé.
L’arte come gioco, ma un gioco che nasce dalla consapevolezza delle proprietà dei colori e dei materiali, appresa frequentando il liceo scientifico biologico e la Facoltà di Scienze biologiche e che, attraverso una sperimentazione continua, si unisce alla passione per la creazione dando vita sempre a nuovi risultati, riuscendo a coinvolgerci e a far tornare un po’ bambini anche noi”. (Laura Cianfarani)
Lo pseudonimo Ark8 rivela il suo amore per i giochi di parole, l’ironia, il gioco, un po’ come i Dada e i Surrealisti, ma in un linguaggio legato alla contemporaneità, alla tecnologia e alla critica della produzione seriale che si esplica nei suoi adesivi disegnati come quadri. In questo modo un oggetto tradizionalmente prodotto secondo le leggi dell’industria viene trasformato in arte, in qualcosa di unico e di irripetibile, dove anche il caso ricopre un ruolo importante: chi sarebbe capace di riprodurre i suoi “schizzi” di colore? Da qui nasce la sua predilezione per materiali d’uso quotidiano come cassetti, residui di mobili, mattonelle, che trova abbandonati e raccoglie per dipingerci sopra, cercando di sottrarli al deterioramento cui sarebbero altrimenti destinati. Una sorta di sfida che mira ad una rinascita, alla creazione di un mondo che non esisteva e che l’artista immagina, sviluppa, arreda, come un bambino con una scatola di costruzioni; gioco sì, ma anche critica costruttiva: nell’utilizzo di materiali trovati per strada, gettati perché considerati non più utili e nel dipingerli con gli accesi toni africani, non è forse ravvisabile una volontà di far rinascere ciò che l’uomo occidentale ha sfruttato, violentato, per poi abbandonarlo al proprio destino?
Passione per la natura abbiamo accennato sopra, e in particolare amore e attaccamento ai paesaggi del territorio pontino, a lui intimamente legati. Le sagome nere e piatte disegnate con lo spray denotano un’universalità che trascende l’oggetto specifico, non siamo cioè davanti alla riproduzione fedele di un paesaggio, ma all’esteriorizzazione di emozioni, alla liberazione del sé.
L’arte come gioco, ma un gioco che nasce dalla consapevolezza delle proprietà dei colori e dei materiali, appresa frequentando il liceo scientifico biologico e la Facoltà di Scienze biologiche e che, attraverso una sperimentazione continua, si unisce alla passione per la creazione dando vita sempre a nuovi risultati, riuscendo a coinvolgerci e a far tornare un po’ bambini anche noi”. (Laura Cianfarani)
13
giugno 2014
Ark8 – Forme diluite
Dal 13 al 30 giugno 2014
arte contemporanea
Location
SEDI VARIE – Latina
Latina, -, (Latina)
Latina, -, (Latina)
Orario di apertura
dal martedì al sabato dalle 13,00 alle 20,00
Vernissage
13 Giugno 2014, ore 19,00
Autore
Curatore




