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Arte per Altro. Arte per la solidarietà
Cammina insieme a noi il vernissage della mostra ” Arte per Altro” avrà luogo a Perugia presso la chiesa di S. Anna in viale Roma il 30 novembre alle ore 18, l’asta sarà battuta presso la stessa sede il 7 dicembre alle ore 16.
Comunicato stampa
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L’ARTE È UN COSTANTE ATTO SALVIFICO DI BENEFICENZA
L’artista è una porta aperta su universi paralleli, parla la nostra lingua, si muove allo stesso modo, respira, mangia; vive e muore come tutti. Diversamente da tutti, però, capta l’essenza di ciò che sta oltre la materia vivente.
È un mistero l’arte perché attiene allo spirito, uno slancio improvviso verso l’ignoto sfruttando gli ingredienti forniti dal cosmo. Le stelle crearono gli elementi della vita; le misteriose forze universali le aggregarono formando tutto ciò che esiste, noi compresi. L’uomo è andato oltre, ha preso quegli stessi elementi e li ha ulteriormente uniti: ha formato città e plasmato l’ambiente, forgiando e distruggendo, perché se da un lato produce meraviglie, dall’altro calpesta il proprio habitat.
E la storia si ripete; da millenni.
L’arte è ciò che sta dietro tutto questo; vive di spirito, ma si nutre di terra; è l’istinto primordiale che spinge l’essere umano a prendere un pezzo d’argilla e modellarlo, primo atto, semplice e istintivo che conduce fino a oggi: l’era della “post umanità”.
Dopo l’uomo c’è l’essere creato dall’uomo, l’arte è diventata scienza e ciò che un tempo era pura immaginazione, ora è realtà.
Cosa c’entra tutto questo con la solidarietà! C’entra perché l’atto del donare è la base del processo artistico. Ogni opera d’arte, nel bene o nel male, è un lascito, la reliquia di un pensiero partorito dall’artista, da colui che percependo le strane energie cosmiche le ha tramutate in oggetto utilizzando i materiali a disposizione, idealmente consegnandolo a tutti coloro che arriveranno dopo. L’opera d’arte è come il figlio partorito dalla madre, che prende la propria strada autonomamente e da quel momento è solo nel suo cammino: “misteriose esistenze”, scrive Rainer Maria Rilke, “la cui vita, accanto alla nostra che svanisce, perdura”; e questo lascito è un dono, a volte sofferto, altre no, ma comunque sincero e sempre figlio dell’interiorità.
Oggi viviamo un tempo difficile perché alla fine di una lunga stagione di benessere si torna a parlare di povertà e l’uomo recupera proprio lo spirito del donare. Arte per l’altro diventa quindi un emblema e un monito di speranza. L’altro è chiunque, chi sta male certo, ma comunque ognuno di noi che ha la possibilità attraverso l’arte di migliorare la propria esistenza, rafforzando la consapevolezza di se stessi. L’arte è un dono continuo, un costante atto salvifico di beneficenza, una verità interiore partorita dall’artista e regalata al mondo.
In migliaia ci spostiamo continuamente per andare a visitare musei, mostre, monumenti; ci disperiamo perché crolla un muro di Pompei; piangemmo quando nel 1997 il terremoto fece crollare le vele di Giotto, qualcuno addirittura tralasciando che sotto quel capolavoro perduto morivano realmente due persone. Ci entusiasmiamo per questa cosa che chiamiamo arte, ma quando nel nostro tempo l’abbiamo di fronte spesso la ignoriamo, si ha quasi paura di vederle le mostre, bisogna attendere che la storia faccia sapere a tutti quanto quell’artista o quell’opera siano importanti, allora, e solo allora, partono i pullman e le gite scolastiche.
Ma quando di mezzo c’è una buona causa l’attenzione si accende autonomamente e tutte le fasce sociali si muovono in aiuto. Sarebbe bello se ciò potesse accadere senza dover ogni volta ricorrere al male altrui, e se gli artisti potessero quindi lavorare serenamente in continuità. Ma forse l’arte ha bisogno di tutto questo; dell’indifferenza, della fatica, dei silenzi, dei contrasti. Forse l’artista è come uno scalatore che brama la vetta di una montagna, e sale fin’anche rischiando la morte, e a volte morendo davvero. Ma quale è la spinta, l’istinto che sprona tale essere a fare una cosa così rischiosa?
Ecco, forse l’arte è proprio questo, un brivido continuo, un’eccitazione costante, un estremo bisogno di libertà, perché senza il brivido del rischio, senza la sfida alla morte cosa sarebbe la vita dell’uomo: un piatto continuum temporale, una noia, quella si, davvero mortale.
Andrea Baffoni, Perugia, novembre 2013
L’artista è una porta aperta su universi paralleli, parla la nostra lingua, si muove allo stesso modo, respira, mangia; vive e muore come tutti. Diversamente da tutti, però, capta l’essenza di ciò che sta oltre la materia vivente.
È un mistero l’arte perché attiene allo spirito, uno slancio improvviso verso l’ignoto sfruttando gli ingredienti forniti dal cosmo. Le stelle crearono gli elementi della vita; le misteriose forze universali le aggregarono formando tutto ciò che esiste, noi compresi. L’uomo è andato oltre, ha preso quegli stessi elementi e li ha ulteriormente uniti: ha formato città e plasmato l’ambiente, forgiando e distruggendo, perché se da un lato produce meraviglie, dall’altro calpesta il proprio habitat.
E la storia si ripete; da millenni.
L’arte è ciò che sta dietro tutto questo; vive di spirito, ma si nutre di terra; è l’istinto primordiale che spinge l’essere umano a prendere un pezzo d’argilla e modellarlo, primo atto, semplice e istintivo che conduce fino a oggi: l’era della “post umanità”.
Dopo l’uomo c’è l’essere creato dall’uomo, l’arte è diventata scienza e ciò che un tempo era pura immaginazione, ora è realtà.
Cosa c’entra tutto questo con la solidarietà! C’entra perché l’atto del donare è la base del processo artistico. Ogni opera d’arte, nel bene o nel male, è un lascito, la reliquia di un pensiero partorito dall’artista, da colui che percependo le strane energie cosmiche le ha tramutate in oggetto utilizzando i materiali a disposizione, idealmente consegnandolo a tutti coloro che arriveranno dopo. L’opera d’arte è come il figlio partorito dalla madre, che prende la propria strada autonomamente e da quel momento è solo nel suo cammino: “misteriose esistenze”, scrive Rainer Maria Rilke, “la cui vita, accanto alla nostra che svanisce, perdura”; e questo lascito è un dono, a volte sofferto, altre no, ma comunque sincero e sempre figlio dell’interiorità.
Oggi viviamo un tempo difficile perché alla fine di una lunga stagione di benessere si torna a parlare di povertà e l’uomo recupera proprio lo spirito del donare. Arte per l’altro diventa quindi un emblema e un monito di speranza. L’altro è chiunque, chi sta male certo, ma comunque ognuno di noi che ha la possibilità attraverso l’arte di migliorare la propria esistenza, rafforzando la consapevolezza di se stessi. L’arte è un dono continuo, un costante atto salvifico di beneficenza, una verità interiore partorita dall’artista e regalata al mondo.
In migliaia ci spostiamo continuamente per andare a visitare musei, mostre, monumenti; ci disperiamo perché crolla un muro di Pompei; piangemmo quando nel 1997 il terremoto fece crollare le vele di Giotto, qualcuno addirittura tralasciando che sotto quel capolavoro perduto morivano realmente due persone. Ci entusiasmiamo per questa cosa che chiamiamo arte, ma quando nel nostro tempo l’abbiamo di fronte spesso la ignoriamo, si ha quasi paura di vederle le mostre, bisogna attendere che la storia faccia sapere a tutti quanto quell’artista o quell’opera siano importanti, allora, e solo allora, partono i pullman e le gite scolastiche.
Ma quando di mezzo c’è una buona causa l’attenzione si accende autonomamente e tutte le fasce sociali si muovono in aiuto. Sarebbe bello se ciò potesse accadere senza dover ogni volta ricorrere al male altrui, e se gli artisti potessero quindi lavorare serenamente in continuità. Ma forse l’arte ha bisogno di tutto questo; dell’indifferenza, della fatica, dei silenzi, dei contrasti. Forse l’artista è come uno scalatore che brama la vetta di una montagna, e sale fin’anche rischiando la morte, e a volte morendo davvero. Ma quale è la spinta, l’istinto che sprona tale essere a fare una cosa così rischiosa?
Ecco, forse l’arte è proprio questo, un brivido continuo, un’eccitazione costante, un estremo bisogno di libertà, perché senza il brivido del rischio, senza la sfida alla morte cosa sarebbe la vita dell’uomo: un piatto continuum temporale, una noia, quella si, davvero mortale.
Andrea Baffoni, Perugia, novembre 2013
30
novembre 2013
Arte per Altro. Arte per la solidarietà
Dal 30 novembre al 07 dicembre 2013
arte moderna e contemporanea
Location
SPAZIO 121
Perugia, Via Armando Fedeli, 121, (Perugia)
Perugia, Via Armando Fedeli, 121, (Perugia)
Orario di apertura
Da Sabato 30 Novembre a Sabato 7 Dicembre
dalle ore 10,30 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30
Vernissage
30 Novembre 2013, ore 16,00
Curatore




