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Carlo D’Orta / Danilo Susi – Astrattismi Paralleli
L’Astrattismo Parallelo “ritorna” a Milano dopo l’esposizione all’Oberdan dello scorso anno curata da Valerio Dehò.
Comunicato stampa
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Astrattismi Paralleli
A cura di Virgilio Patarini
Fotografie di Carlo D’Orta e Danilo Susi.
L’Astrattismo Parallelo "ritorna" a Milano dopo l'esposizione all'Oberdan dello scorso anno curata da Valerio Dehò.
“Per l’artista l’arte è una scoperta continua e progressiva, il vero punto di partenza è lo stupore del mondo. Nello stesso tempo si definisce anche il suo rapporto con il paesaggio che non è mai semplice memoria o traccia visiva di un’emozione vitale. Come in altre situazioni, Carlo D’Orta pone in essere una propria visionarietà dello sguardo che è un elemento di sintesi non solo di esperienze personali, ma anche artistiche. Si fonde ancora di più e ancora meglio l’ intreccio tra memoria dell’arte e memoria della vita. Così il risultato non è mai appiattito su di un’unica dimensione, ma assume contorni sempre diversi.
E’ il nostro Io che si specchia nella realtà: l’immagine che ritorna indietro si modifica in questo rapporto e sancisce l’unione definitiva tra quello che abbiamo dentro e ciò che amiamo fuori di noi. In questi lavori scompare completamente la linea d’orizzonte, che darebbe allo spettatore un senso di riferimento e invece si tramuta quasi in una perdita della distanza.
Sembra di capire che l’artista prediliga rappresentare il senso di uno sguardo che si annulla nello spazio colorato di una Natura/Architettura vasta e sconfinata, sempre nuova perché mutevole. Spesso in D’Orta la fotografia ha un andamento avvolgente, come se ci fosse un movimento che cerca di far entrare nel quadro chi lo guarda. Anche in questo caso si tratta di paesaggi pieni di colori e di forme in movimento, si tratta di orizzonti mediterranei suggeriti dai soggiorni italiani o spagnoli, ma non hanno nessuna riconoscibilità precisa: non vogliono essere delle cartoline, degli strumenti della memoria, ausili di mnemotecnica, ma note di viaggio tra l’uomo la natura.”
“L’artista rivela e si rivela progressivamente attraverso il ruolo della fotografia; la sua capacità non solo di rappresentare l’armonia e la serenità dell’esistente, ma anche di cogliere la Bellezza nel semplice e nell’abituale, lo colloca tra i ricercatori dei costituenti dell’arte. Questi certamente rappresentano al meglio non soltanto la Vita ma anche la capacità della Natura di essere Poesia e di diffondere colori e sentimenti. L’artista è un testimone interessato, anzi si può dire che sia il catalizzatore di un processo, senza di lui non ci sarebbero testimoni di quel determinato accadimento, della normalità che si sublima e diventa altro.
Questo tema del particolare che si fa totalità, della sineddoche, ha costituito se non un genere pittorico nella storia dell’arte, sicuramente un aspetto creativo imprescindibile. Danilo Susi con la fotografia lo ha trattato in vari modi e sempre diversi, anche se estremamente coerenti. Dalla pura rappresentazione ha saputo astrarre un processo quintessenziale, che cercava di cogliere le sfumature di colore più intime alla realtà, evitando forzature e stravolgimenti.”
Valerio Dehò
A cura di Virgilio Patarini
Fotografie di Carlo D’Orta e Danilo Susi.
L’Astrattismo Parallelo "ritorna" a Milano dopo l'esposizione all'Oberdan dello scorso anno curata da Valerio Dehò.
“Per l’artista l’arte è una scoperta continua e progressiva, il vero punto di partenza è lo stupore del mondo. Nello stesso tempo si definisce anche il suo rapporto con il paesaggio che non è mai semplice memoria o traccia visiva di un’emozione vitale. Come in altre situazioni, Carlo D’Orta pone in essere una propria visionarietà dello sguardo che è un elemento di sintesi non solo di esperienze personali, ma anche artistiche. Si fonde ancora di più e ancora meglio l’ intreccio tra memoria dell’arte e memoria della vita. Così il risultato non è mai appiattito su di un’unica dimensione, ma assume contorni sempre diversi.
E’ il nostro Io che si specchia nella realtà: l’immagine che ritorna indietro si modifica in questo rapporto e sancisce l’unione definitiva tra quello che abbiamo dentro e ciò che amiamo fuori di noi. In questi lavori scompare completamente la linea d’orizzonte, che darebbe allo spettatore un senso di riferimento e invece si tramuta quasi in una perdita della distanza.
Sembra di capire che l’artista prediliga rappresentare il senso di uno sguardo che si annulla nello spazio colorato di una Natura/Architettura vasta e sconfinata, sempre nuova perché mutevole. Spesso in D’Orta la fotografia ha un andamento avvolgente, come se ci fosse un movimento che cerca di far entrare nel quadro chi lo guarda. Anche in questo caso si tratta di paesaggi pieni di colori e di forme in movimento, si tratta di orizzonti mediterranei suggeriti dai soggiorni italiani o spagnoli, ma non hanno nessuna riconoscibilità precisa: non vogliono essere delle cartoline, degli strumenti della memoria, ausili di mnemotecnica, ma note di viaggio tra l’uomo la natura.”
“L’artista rivela e si rivela progressivamente attraverso il ruolo della fotografia; la sua capacità non solo di rappresentare l’armonia e la serenità dell’esistente, ma anche di cogliere la Bellezza nel semplice e nell’abituale, lo colloca tra i ricercatori dei costituenti dell’arte. Questi certamente rappresentano al meglio non soltanto la Vita ma anche la capacità della Natura di essere Poesia e di diffondere colori e sentimenti. L’artista è un testimone interessato, anzi si può dire che sia il catalizzatore di un processo, senza di lui non ci sarebbero testimoni di quel determinato accadimento, della normalità che si sublima e diventa altro.
Questo tema del particolare che si fa totalità, della sineddoche, ha costituito se non un genere pittorico nella storia dell’arte, sicuramente un aspetto creativo imprescindibile. Danilo Susi con la fotografia lo ha trattato in vari modi e sempre diversi, anche se estremamente coerenti. Dalla pura rappresentazione ha saputo astrarre un processo quintessenziale, che cercava di cogliere le sfumature di colore più intime alla realtà, evitando forzature e stravolgimenti.”
Valerio Dehò
12
dicembre 2012
Carlo D’Orta / Danilo Susi – Astrattismi Paralleli
Dal 12 al 23 dicembre 2012
fotografia
arte contemporanea
arte contemporanea
Location
ZAMENHOF
Milano, Via Ludovico Lazzaro Zamenhof, 11, (Milano)
Milano, Via Ludovico Lazzaro Zamenhof, 11, (Milano)
Orario di apertura
da mercoledi alla domenica, ore 15-19
Vernissage
12 Dicembre 2012, ore 18.30
Autore
Curatore



