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Carlo Mazzi – Astrazione
Questa mostra rende omaggio alla straordinaria inventiva di Carlo Mazzi, che fu uno tra i primissimi artisti ticinesi a percorrere la via della modernità.
Comunicato stampa
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COMUNICATO STAMPA
La Fondazione Rolf Gérard presenta la mostra
CARLO MAZZI (1911–1988)
ASTRAZIONE
La Fondazione Rolf Gérard dedica una mostra a Carlo Mazzi (1911–1988), ripercorrendo una fase cruciale della sua produzione artistica: quella in cui la pittura astratta diventa il punto di sintesi di un percorso complesso, ricco di esperienze e sperimentazioni.
A partire dagli anni Cinquanta, Mazzi intraprende un progressivo distacco dalla figurazione, orientandosi verso un linguaggio astratto in cui materia, gesto e superficie assumono un ruolo centrale. È proprio questo primo periodo di astrazione che la mostra intende approfondire: un corpus di opere raramente esposte, alcune delle quali presentate qui per la prima volta.
Accanto ai dipinti, saranno in esposizione anche alcune sculture in ceramica e ferro, anch’esse di carattere astratto e appartenenti allo stesso periodo. Opere che testimoniano la coerenza e la continuità della ricerca materica e formale di Mazzi.
Mazzi inizia a dipingere negli anni Trenta, parallelamente alla sua attività di ceramista. La pittura di questo periodo è figurativa, ma già lascia intravedere elementi di sintesi formale e accenni geometrici. Nel corso dei suoi numerosi viaggi di studio – tra Parigi, Roma e il Sud della Francia – l’artista sviluppa un linguaggio personale e approfondisce la conoscenza dei materiali.
Nel 1950 apprende la tecnica del restauro degli affreschi, competenza che si rivelerà fondamentale nel suo percorso.
Nel 1954 abbandona la figurazione per abbracciare l’astrattismo. Inizia così un periodo complesso, segnato da dubbi e riflessioni, che durerà fino al 1973. Pur attraversando momenti di incertezza, Mazzi continua a lavorare con costanza, alternando pittura, restauro e ceramica — discipline che si influenzano reciprocamente, fondendosi nella sua ricerca estetica.
Nelle opere astratte di Mazzi riaffiorano le competenze acquisite nel tempo: l’attenzione per la materia, la sensibilità alle superfici e alle stratificazioni, la consapevolezza del tempo dell’opera. Tutti elementi che derivano tanto dalla pratica ceramica quanto dall’esperienza nel restauro.
Il risultato è una pittura essenziale ma intensa, in cui la tecnica non è mai un fine in sé, ma uno strumento di espressione rigorosa e profondamente personale.
La mostra restituisce al pubblico la complessità di un artista che ha saputo trasformare il proprio linguaggio, facendo dell’astrazione un approdo consapevole e maturo.
La Fondazione Rolf Gérard presenta la mostra
CARLO MAZZI (1911–1988)
ASTRAZIONE
La Fondazione Rolf Gérard dedica una mostra a Carlo Mazzi (1911–1988), ripercorrendo una fase cruciale della sua produzione artistica: quella in cui la pittura astratta diventa il punto di sintesi di un percorso complesso, ricco di esperienze e sperimentazioni.
A partire dagli anni Cinquanta, Mazzi intraprende un progressivo distacco dalla figurazione, orientandosi verso un linguaggio astratto in cui materia, gesto e superficie assumono un ruolo centrale. È proprio questo primo periodo di astrazione che la mostra intende approfondire: un corpus di opere raramente esposte, alcune delle quali presentate qui per la prima volta.
Accanto ai dipinti, saranno in esposizione anche alcune sculture in ceramica e ferro, anch’esse di carattere astratto e appartenenti allo stesso periodo. Opere che testimoniano la coerenza e la continuità della ricerca materica e formale di Mazzi.
Mazzi inizia a dipingere negli anni Trenta, parallelamente alla sua attività di ceramista. La pittura di questo periodo è figurativa, ma già lascia intravedere elementi di sintesi formale e accenni geometrici. Nel corso dei suoi numerosi viaggi di studio – tra Parigi, Roma e il Sud della Francia – l’artista sviluppa un linguaggio personale e approfondisce la conoscenza dei materiali.
Nel 1950 apprende la tecnica del restauro degli affreschi, competenza che si rivelerà fondamentale nel suo percorso.
Nel 1954 abbandona la figurazione per abbracciare l’astrattismo. Inizia così un periodo complesso, segnato da dubbi e riflessioni, che durerà fino al 1973. Pur attraversando momenti di incertezza, Mazzi continua a lavorare con costanza, alternando pittura, restauro e ceramica — discipline che si influenzano reciprocamente, fondendosi nella sua ricerca estetica.
Nelle opere astratte di Mazzi riaffiorano le competenze acquisite nel tempo: l’attenzione per la materia, la sensibilità alle superfici e alle stratificazioni, la consapevolezza del tempo dell’opera. Tutti elementi che derivano tanto dalla pratica ceramica quanto dall’esperienza nel restauro.
Il risultato è una pittura essenziale ma intensa, in cui la tecnica non è mai un fine in sé, ma uno strumento di espressione rigorosa e profondamente personale.
La mostra restituisce al pubblico la complessità di un artista che ha saputo trasformare il proprio linguaggio, facendo dell’astrazione un approdo consapevole e maturo.
17
maggio 2026
Carlo Mazzi – Astrazione
Dal 17 maggio al 27 giugno 2026
arte contemporanea
Location
Fondazione Rolf Gérard
Ascona, Carrà dei Nasi, 1, (Locarno)
Ascona, Carrà dei Nasi, 1, (Locarno)
Orario di apertura
da mercoledì a sabato 14-17
Sito web
Autore
Autore testo critico
Patrocini




