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Chiara Cappelletti – Le Stanze
Le opere più recenti di Chiara Cappelletti nascono da un’assenza. Le figure non compaiono mai, eppure tutto parla di loro. Restano i nomi, affidati ai titoli, e restano le stanze: interni silenziosi, raccolti, attraversati da una presenza impalpabile che continua tuttavia ad abitare ogni dettaglio.
Comunicato stampa
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Le opere più recenti di Chiara Cappelletti nascono da un’assenza. Le figure non compaiono mai, eppure tutto parla di loro. Restano i nomi, affidati ai titoli, e restano le stanze: interni silenziosi, raccolti, attraversati da una presenza impalpabile che continua tuttavia ad abitare ogni dettaglio.
Gli oggetti, la luce, le superfici, l’ordine degli elementi non costituiscono semplicemente un ambiente, ma suggeriscono un carattere, un’abitudine, una fragilità. L’identità dei soggetti si è depositata lentamente nelle cose, la sciando nelle stanze una forma di memoria intima e trattenuta. Ogni particolare è osservato con una cura meditativa: i riflessi, i tessuti, le ombre. In questa attenzione al dettaglio si avverte una sensibilità che richiama la tradizione fiamminga, non tanto come riferimento esplicito, quanto nel modo di intendere la pit tura come spazio di osservazione lenta, dove anche l’elemento più minimo può caricarsi di significato. Nulla appare decorativo o casuale; ogni cosa sembra custodire un frammento di presenza. Eppure, nonostante la nitidezza della visione, queste stanze restano profondamente enigmatiche. C’è una sospensione che le attraversa: il tempo sembra fer marsi poco prima o poco dopo un accadimento. Lo spettatore entra così in ambienti che appaiono familiari ma non del tutto accessibili, stranianti, luoghi interiori che resisto no a una definizione precisa. Come nella tradizione letteraria la “stanza” poetica rappresenta uno spazio chiuso e insieme aperto all’eco, alla risonanza, alla possibilità evocativa, ogni dipinto si costruisce come misura intima del pensiero e dell’emozione, un luogo raccolto in cui il silenzio ha un ruolo centrale quanto quello della luce. Più che raccontare delle storie, Chiara Cappelletti sembra interrogare ciò che gli spazi trattengono. Le sue stanze non mostrano mai direttamente una vita; ne restituiscono l’atmosfera, la temperatura emotiva, il passaggio. Ed è forse proprio in questa sottrazione che la pittura trova la sua forma più intensa: nel lasciare che siano le cose, i vuoti e la luce a parlare.
GALLERIA VOLANTE - THE FLYING GALLERY
http://www.flyingallery.com
instagram: flyingallery_galleriavolante
Gli oggetti, la luce, le superfici, l’ordine degli elementi non costituiscono semplicemente un ambiente, ma suggeriscono un carattere, un’abitudine, una fragilità. L’identità dei soggetti si è depositata lentamente nelle cose, la sciando nelle stanze una forma di memoria intima e trattenuta. Ogni particolare è osservato con una cura meditativa: i riflessi, i tessuti, le ombre. In questa attenzione al dettaglio si avverte una sensibilità che richiama la tradizione fiamminga, non tanto come riferimento esplicito, quanto nel modo di intendere la pit tura come spazio di osservazione lenta, dove anche l’elemento più minimo può caricarsi di significato. Nulla appare decorativo o casuale; ogni cosa sembra custodire un frammento di presenza. Eppure, nonostante la nitidezza della visione, queste stanze restano profondamente enigmatiche. C’è una sospensione che le attraversa: il tempo sembra fer marsi poco prima o poco dopo un accadimento. Lo spettatore entra così in ambienti che appaiono familiari ma non del tutto accessibili, stranianti, luoghi interiori che resisto no a una definizione precisa. Come nella tradizione letteraria la “stanza” poetica rappresenta uno spazio chiuso e insieme aperto all’eco, alla risonanza, alla possibilità evocativa, ogni dipinto si costruisce come misura intima del pensiero e dell’emozione, un luogo raccolto in cui il silenzio ha un ruolo centrale quanto quello della luce. Più che raccontare delle storie, Chiara Cappelletti sembra interrogare ciò che gli spazi trattengono. Le sue stanze non mostrano mai direttamente una vita; ne restituiscono l’atmosfera, la temperatura emotiva, il passaggio. Ed è forse proprio in questa sottrazione che la pittura trova la sua forma più intensa: nel lasciare che siano le cose, i vuoti e la luce a parlare.
GALLERIA VOLANTE - THE FLYING GALLERY
http://www.flyingallery.com
instagram: flyingallery_galleriavolante
31
maggio 2026
Chiara Cappelletti – Le Stanze
Dal 31 maggio al 14 giugno 2026
arte contemporanea
Evento online
Link di partecipazione
Orario di apertura
domenica dalle 10:00 alle 18:30
da martedì a sabato dalle 16:00 alle 20:00
lunedì chiuso
per appuntamenti chiamare il 349 4716236
Sito web
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Curatore
Autore testo critico
Produzione organizzazione




