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Ciò che ancora non siamo in grado di vedere
La ricerca di Fabrizio Simone si manifesta come un’indagine silenziosa ma potente sulla soglia che separa il visibile dall’invisibile. Nella proposta espositiva l’artista ci conduce in un territorio dove la materia non è mai un dato statico, ma un organismo vivo, colto in un momento di tensione.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Il secondo appuntamento della sezione exhibition di START again, dispositivo di co-gestione pensato per Spazio URANO da Ivan D’Alberto e Francesco Campese, vedrà come protagonista l’artista Fabrizio Simone con la mostra Ciò che ancora non siamo in grado di vedere.
Il vernissage è previsto per venerdì 5 giugno, dalle 18.30 in poi, mentre l’esposizione sarà visibile fino al 30 giugno, solo su appuntamento.
La curatela della mostra è stata affidata a Michela Becchis, curatrice e storica dell’arte, la quale si è occupata anche del testo critico.
La ricerca artistica di Fabrizio Simone si manifesta come un’indagine silenziosa ma potente sulla soglia che separa il visibile dall’invisibile. Nella proposta espositiva l’artista ci conduce in un territorio dove la materia non è mai un dato statico, ma un organismo vivo, colto in un momento di tensione, trasformazione o segreta resistenza. Nato a Ortona nel 1979 e attivo a Roma, Simone ha saputo costruire un linguaggio plastico che rifugge la superficie per scavare nelle profondità del senso, trasformando l’atto creativo in un vero e proprio “campo di rivelazione”.
Il titolo della mostra funge da manifesto poetico: le opere non si offrono a uno sguardo distratto, ma richiedono una partecipazione attiva, quasi una forma di ascolto visivo. Centrale in questa serie è l’uso della terraglia bianca, una materia pura che l’artista costringe, avvolge e struttura attraverso l’uso dello spago. Questo elemento non è un semplice legaccio, ma una metafora del limite e della protezione; lo spago comprime la materia, ne traccia il perimetro, suggerendo l’esistenza di un contenuto prezioso o di una verità latente che attende il momento della propria manifestazione. È una dialettica tra fragilità e forza, tra ciò che è esposto e ciò che resta velato, quasi a ricordarci che la realtà più autentica è spesso quella che sfugge alla percezione immediata.
Il vernissage è previsto per venerdì 5 giugno, dalle 18.30 in poi, mentre l’esposizione sarà visibile fino al 30 giugno, solo su appuntamento.
La curatela della mostra è stata affidata a Michela Becchis, curatrice e storica dell’arte, la quale si è occupata anche del testo critico.
La ricerca artistica di Fabrizio Simone si manifesta come un’indagine silenziosa ma potente sulla soglia che separa il visibile dall’invisibile. Nella proposta espositiva l’artista ci conduce in un territorio dove la materia non è mai un dato statico, ma un organismo vivo, colto in un momento di tensione, trasformazione o segreta resistenza. Nato a Ortona nel 1979 e attivo a Roma, Simone ha saputo costruire un linguaggio plastico che rifugge la superficie per scavare nelle profondità del senso, trasformando l’atto creativo in un vero e proprio “campo di rivelazione”.
Il titolo della mostra funge da manifesto poetico: le opere non si offrono a uno sguardo distratto, ma richiedono una partecipazione attiva, quasi una forma di ascolto visivo. Centrale in questa serie è l’uso della terraglia bianca, una materia pura che l’artista costringe, avvolge e struttura attraverso l’uso dello spago. Questo elemento non è un semplice legaccio, ma una metafora del limite e della protezione; lo spago comprime la materia, ne traccia il perimetro, suggerendo l’esistenza di un contenuto prezioso o di una verità latente che attende il momento della propria manifestazione. È una dialettica tra fragilità e forza, tra ciò che è esposto e ciò che resta velato, quasi a ricordarci che la realtà più autentica è spesso quella che sfugge alla percezione immediata.
05
giugno 2026
Ciò che ancora non siamo in grado di vedere
Dal 05 al 30 giugno 2026
arte contemporanea
Location
SPAZIO URANO
Roma, via Sampiero da Bastelica, 12, (Roma)
Roma, via Sampiero da Bastelica, 12, (Roma)
Orario di apertura
dal 6 al 30 giugno 2026 | visite solo su appuntamento
info@spaziourano.com
Vernissage
5 Giugno 2026, H. 18.30
Sito web
Ufficio stampa
Art Agency
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Produzione organizzazione







