Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Cover Art…Il Viaggio
In mostra cinquant’anni di storia del rock attraverso le copertine di grandi artisti
Comunicato stampa
Condividi l'evento
La storia del rock è segnata da album capolavoro diventati celebri non solo per la qualità della musica, ma in molti casi anche dal valore artistico rappresentato dalle loro copertine.
Provocatorie, scioccanti, irreverenti, le cover degli album, soprattutto ai tempi degli Lp, hanno rappresentato il biglietto da visita di molti artisti. A partire dagl’anni ’60 le copertine cartonate offrirono a graphic designer, fotografi ed artisti l'occasione di comunicare con un pubblico sempre più vasto nel momento in cui la rivoluzione pop abbatteva ogni confine tra cultura alta e bassa.
Piccole opere d’arte realizzate ad hoc come fossero veri e propri quadri che ognuno poteva custodire accanto al proprio giradischi.
Ed ecco allora che questo connubio tra arte e musica diviene emblematico grazie all’intervento della creatività di grandi geni.
Andy Warhol, il profeta della pop art, ne disegnò più di sessanta tra cui spicca quella con la celebre “banana” per “The Velvet Underground & Nico” e “Sticky Fingers” dei Rolling Stones (1971). Dall'altra parte dell'oceano il maestro pop inglese Peter Blake realizzava il suo “collage” umano pensato per “Sgt. Peppers Lonely Heart” dei Beatles e l’italiano Mario Schifano decorava con le «Stelle» il progetto
psichedelico «Dedicato a…».
Celebri gli scatti di Herb Ritts o di Robert Mapplethorpe a Patti Smith per “Horses” (1975), mentre i coloratissimi graffiti di Keith Haring e Jean-Michel Basquiat introducevano nel panorama musicale tutta l’energia dell’arte di strada.
Fumettistiche e sensuali invece le cover di Guido Crepax e Milo Manara. Oltre 500 Cover per una mostra concepita come un “viaggio” nel tempo e negli stili, che trova all’interno di questo nuovo club, luogo di musica e di aggregazione sociale, una location ideale per testimoniare il legame tra arte e musica e l’impegno di quanti si cimentarono nell’affascinante ma arduo compito di disegnarla.
Bar code ArtLive - Uscita Tangenziale via Campana - Complesso Madras - Pozzuoli (Napoli)- www.barcodepozzuoli.it
Andy Warhol
The Velvet Underground di The Velvet Underground (1967)
All’inizio il nome della band non era presente sulla copertina. C’era solo il nome di Warhol che la band stava utilizzando per farsi notare – era il loro primo album e nessuno aveva mai sentito parlare di loro. Lou Reed non era contento di
questo perché gli sembrava che il nome di Warhol creasse un mito sui Velvets: “Tutti pensavano che Andy Warhol fosse il chitarrista”. Le edizioni successive avevano il nome della band stampato sulla copertina. Il nome di Warhol appariva
come l’autore dell’immagine e comportava l’idea che la musica stessa fosse qualche tipo di “arte”, e non solo musica pop. La copertina originale aveva una banana che si poteva staccare, per rivelare una banana sbucciata color carne-rosa fluorescente: un palese riferimento sessuale. Questa illustrazione fu addirittura mostrata in un’esibizione d’arte erotica! Comunque, dopo la prima stampa, la banana staccabile fu abolita per aumentare il margine di profitto: far applicare l’adesivo a mano su ogni album era troppo costoso. Gli originali “sbucciabili” sono ormai diventati oggetti rari da collezione.
Andy Warhol
Live you live di The Rolling Stones (1977)
A partire da Sticky Fingers del 1971, Warhol aveva usato quasi sempre sia il fronte che il retro dell’album. Per la prima volta, qui esaurì tutto lo spazio consentito dalla copertina pieghevole, cosa che avrebbe ripetuto cinque anni dopo per Silk Electric di Diana Ross. Il disegno si basò su 24 fotografie Polaroid degli Stones che cercano di divorarsi a vicenda.
Usando queste foto, Warhol creò le illustrazioni per il fronte e il retro, aggiungendo linee e
colori intensi. Non gli piacque la scrittura vistosa sulla copertina, come commenta nel suo diario: “…Mick aveva rovinato la copertina di Love You Live che avevo fatto per loro scrivendoci sopra – è la sua calligrafia e le lettere erano così grandi. I ragazzi che comprano l’album avrebbero una buona opera d’arte, se lui non l’avesse rovinata.”
Andy Warhol
Silk electric di Diana Ross (1982)
Warhol selezionò una foto polaroid di Diana Ross, ne ritagliò un primo piano e fece eliminare tutte le sfumature, lasciando solo i contrasti. Poi colorò il ritratto e il sottofondo, chiedendosi “che colore dovevo usare per lei – mi
chiedo se vuole essere nera o bianca” come scrisse sul suo diario. In fine la rese pallida enfatizzando però il rosso delle sue labbra. La copertina pieghevole di questo disco offriva un’unica modalità espressiva, ma allo stesso tempo
massimizzava lo spazio a disposizione per l’illustrazione. Con variazioni di colore, il famoso ritratto della Ross appare su tutti i quattro lati della copertina: un mezzo primo piano che mostra la spalla della cantante sulla copertina, poi un primo piano sulla copertina interiore e sul retro: un altro esempio eccellente di quell’arte seriale a cui Warhol era affezionato.
ROY LICHTENSTEIN
I cry for you di Bobby "O" (1983)
Per l’immagine del suo album I Cry For You del 1983 Bobby Orlando, uno dei padri fondatori della pop dance music, sceglie un maestro altrettanto pop come Roy Lichtenstein, che all’inizio degli anni ‘60 aveva scioccato il sistema dell’arte
con la sua pittura basata sull’estetica e l’iconografia di fumetti e pubblicità: campiture di colore piatto o uniforme e un segno grafico netto e spesso a delimitare i contorni e i dettagli. Il soggetto è mutuato dal ciclo più noto di Lichtenstein, quello storico delle Crying Girl dove, con uno stile ironico e al tempo stesso impersonale, aveva rappresentato figure
sommesse e offese, inquiete e affrante: paladine di un’identità in piena trasformazione.
Mario Schifano
Dedicato a... di Le Stelle di Mario Schifano (1967)
Vicino alla cultura pop newyorkese e sensibile all’ambiente musicale beat, dopo un viaggio nella Swinging London dei Beatles e dei Rolling Stones, Schifano decide di costituire un gruppo rock. Sulla falsariga di Andy Warhol, che aveva
scoperto e prodotto i Velvet Underground, nascono Le stelle di Mario Schifano e nel 1967 un album, Dedicato a…, dissoluto e dissonante: caratterizzato da un rock progressive assolutamente off nella scena musicale italiana. La copertina “stellare” disegnata da Schifano condensa in sé aspirazioni e molteplici riferimenti: le stelle della bandiera americana dipinte da Jasper John nel ciclo Flag; le stelle della Hollywood Walk of Fame da poco inaugurata e quelle che compongono il personale star-system dell’artista, alle quali l’album è dedicato.
Robert Mapplethorpe
Horses di Patti Smith (1975)
Prima del 1975 le fotografie di Robert Mapplethorpe non erano mai state pubblicate a livello nazionale prima, ma quando uscì Horses nel novembre del 1975, le sue foto di Patti Smith erano in tutte le riviste importanti. Mapplethorpe
era lontano dall’essere un fotografo professionale, ed era intimidito all’attrezzatura tecnica. Faceva sviluppare i suoi negativi in un laboratorio fotografico locale e non usava mai le luci artificiali, per cui era sempre alla ricerca di effetti luminosi naturali, come il triangolo di luce sulla copertina di Horses che sembra quasi l’ala d’un angelo. La casa discografica non apprezzava questa foto così ambigua e insolita, visto che era una regola non scritta del business che le “cantanti ragazze” dovessero apparire carine e femminili. Smith si oppose a quella regola indossando vestiti da uomo e rifiutandosi di usare trucco e acconciatura. Non accettò neppure che la foto fosse ritoccata con l’airbrush, spiegando che sarebbe stato “come avere chirurgia plastica o qualcosa del genere”.
FRANCESCO CLEMENTE
Primitive cool di Mick Jagger (1987)
Per l’immagine di copertina del suo secondo album da solista Mick Jagger chiama Francesco Clemente, artista teso a superare il carattere concettuale e minimalista della ricerca artistica degli anni ’60-’70 restituendo, attraverso la pittura, al processo creativo la vitalità dell’inconscio e l’erotismo del suo immaginario. Trasferitosi a New York nel 1981, Clemente collabora con Andy Warhol, inserendosi presto nell’ambiente underground della Factory. Dipinto bianco su nero a imitazione di una lavagna, il personaggio dalle grandi labbra e con le orecchie d’asino, che tiene in mano un diamante, rimanda allo stesso Jagger: novello Asino d’oro (dal romanzo latino di Apuleio) intento a realizzare una propria diversa, irrazionale, identità.
Julian Schnabel
By the way di Red Hot Chili Peppers (2002)
È l’artista statunitense di fama internazionale Julian Schnabel a firmare nel 2002 la copertina dell’album dei Red Hot Chili Peppers By the Way, che nel 2003 consacra il gruppo nella storia della musica pop. La sua pittura spessa, espressionista nel segno e fauve nel colore comunica l’idea di una naturale conoscenza attraverso il sentire del corpo. Idea sottolineata dal nudo femminile blu – che è il colore dell’introspezione e dell’infinito - e dalla striscia gialla che impedisce la vista. Capace di attraversare ricerche diverse della storia dell’arte senza assomigliare a nessuna, l’arte di Schnabel ben rappresenta la capacità della band di mescolare con successo più generi musicali: dal funk al punk, dal rap alla ballata, dall’alternative al pop rock.
Damien Hirst
See The Light di The Hours (2009)
Esponente di punta dello spirito indipendente e dissacratorio degli Young British Artists, Damien Hirst collabora con The Hours sin dall’uscita del loro primo album, Narcissus Road, nel 2007 e per loro realizza anche video-clip. In perfetta sintonia con la musica della band, che coniuga sapientemente rabbia e intelletto, invettiva polemica e disprezzo per la società costituita, per See the Light Hirst concepisce uno psichedelico teschio umano, in cui effetto teatrale e humour nero danno vita a un’inedita immagine di memento mori stroboscopica e seducente, tanto quanto la pulsione al consumismo e al benessere della società di massa.
PROGRAM EVENT PARTY
• Sabato 15 ottobre
Inaugurazione mostra ore 22:30
Ambient Music rock&Lounge+ video
THE BROTHERS_ Electric Violin Gigi Tufano + Painter Vocalist Asà Silvestrino + DJ Tony
Fort
A seguire: Deep House and Revival Selection.
• Sabato 22 ottobre
Atmosphere Music_ lounge&Acid Jazz+ video
ONDA NUEVE STRING_ LIVE CONCERT (Acoustic Music Rivisitation)
A seguire: Deep House and Revival Selection.
• Sabato 29 ottobre
Ambient Music_ Chillout + video
LADS WHO LUNCH _ LIVE CONCERT (Electro Rock)
A seguire: Deep House and Revival Selection.
TO ENTRY
FREE ENTRY (esclusivamente in lista)
INFO Lista & Tavoli: 3924448969/3389140634 TO ENTRY
• Free Entry (ESCLUSIVAMENTE IN LISTA)
• Door selector TO ENTRY
• Free Entry (ESCLUSIVAMENTE IN LISTA)
• Door selector TO ENTRY
• Free Entry (ESCLUSIVAMENTE IN LISTA)
• Door selector TO ENTRY
• Free Entry (ESCLUSIVAMENTE IN LISTA)
• Door selector
BAR CODE -Art Live- inaugura la sua struttura avviando la propria programmazione di: PERFORMING ART
Serate evento che rappresenteranno un viaggio a tappe tra musica ed arte performativa statica (esposizioni
d’arte) e dinamica (happening).
ARTLAB
All’interno del nuovo club, ampio spazio è riservato ad una art gallery destinata ad ospitare mostre temporanee sia di giovani creativi che di affermati artisti del panorama nazionale ed internazionale.
I progetti espositivi ARTLAB saranno accompagnati dalla costante partnership di professionisti del settore (critici, curatori, galleristi, magazine, associazioni e sedi istituzionali) e coadiuvati da importanti brand che in qualità di sponsor sosterranno specifiche campagne di marketing e comunicazione.
Ogni evento espositivo sarà inoltre sinergico a specifiche performances tematiche quali: estemporary painting,video art, live music, dj set sperimentali, dance theatre performer.
Il progetto ha dunque l’obiettivo di Introdurre nel panorama partenopeo un nuovo club di livello concettuale d’avanguardia, un laboratorio dove l’arte e la performance diventino un metodo di comunicazione culturale visivo, auditivo e cinestetico attraverso l’interazione continua con il pubblico.
Art exhibitions
Costituisce la programmazione espositiva di ARTLAB a cui sono invitati a partecipare tutti gli Artisti italiani e stranieri previa valutazione. Alle selezioni possono partecipare artisti di qualsiasi nazionalità e religione, senza limiti di età, operanti nei seguenti campi artistici: Pittura, Scultura, Fotografia, Arte Digitale e Video Arte.
Le tematiche da sviluppare, eccetto specifiche indicazioni, sono libere. Per partecipare è necessario inviare la propria richiesta al seguente indirizzo e-mail: arcodeartlab@gmail.com, allegando CV e foto in formato jpg delle opere che si intendono esporre.
La scelta avverrà attraverso il vaglio di tutte le immagini inviate. L’esito delle selezioni sarà comunicato agli artisti direttamente dalla direzione di ARTLAB.
ARTLAB exhibitions_infocall: +39 392.44.48.969
Bar code ArtLive - Uscita Tangenziale via Campana - Complesso Madras - Pozzuoli (Napoli)- nfo: +39
338.91.40.634_www.barcodepozzuoli.it
Provocatorie, scioccanti, irreverenti, le cover degli album, soprattutto ai tempi degli Lp, hanno rappresentato il biglietto da visita di molti artisti. A partire dagl’anni ’60 le copertine cartonate offrirono a graphic designer, fotografi ed artisti l'occasione di comunicare con un pubblico sempre più vasto nel momento in cui la rivoluzione pop abbatteva ogni confine tra cultura alta e bassa.
Piccole opere d’arte realizzate ad hoc come fossero veri e propri quadri che ognuno poteva custodire accanto al proprio giradischi.
Ed ecco allora che questo connubio tra arte e musica diviene emblematico grazie all’intervento della creatività di grandi geni.
Andy Warhol, il profeta della pop art, ne disegnò più di sessanta tra cui spicca quella con la celebre “banana” per “The Velvet Underground & Nico” e “Sticky Fingers” dei Rolling Stones (1971). Dall'altra parte dell'oceano il maestro pop inglese Peter Blake realizzava il suo “collage” umano pensato per “Sgt. Peppers Lonely Heart” dei Beatles e l’italiano Mario Schifano decorava con le «Stelle» il progetto
psichedelico «Dedicato a…».
Celebri gli scatti di Herb Ritts o di Robert Mapplethorpe a Patti Smith per “Horses” (1975), mentre i coloratissimi graffiti di Keith Haring e Jean-Michel Basquiat introducevano nel panorama musicale tutta l’energia dell’arte di strada.
Fumettistiche e sensuali invece le cover di Guido Crepax e Milo Manara. Oltre 500 Cover per una mostra concepita come un “viaggio” nel tempo e negli stili, che trova all’interno di questo nuovo club, luogo di musica e di aggregazione sociale, una location ideale per testimoniare il legame tra arte e musica e l’impegno di quanti si cimentarono nell’affascinante ma arduo compito di disegnarla.
Bar code ArtLive - Uscita Tangenziale via Campana - Complesso Madras - Pozzuoli (Napoli)- www.barcodepozzuoli.it
Andy Warhol
The Velvet Underground di The Velvet Underground (1967)
All’inizio il nome della band non era presente sulla copertina. C’era solo il nome di Warhol che la band stava utilizzando per farsi notare – era il loro primo album e nessuno aveva mai sentito parlare di loro. Lou Reed non era contento di
questo perché gli sembrava che il nome di Warhol creasse un mito sui Velvets: “Tutti pensavano che Andy Warhol fosse il chitarrista”. Le edizioni successive avevano il nome della band stampato sulla copertina. Il nome di Warhol appariva
come l’autore dell’immagine e comportava l’idea che la musica stessa fosse qualche tipo di “arte”, e non solo musica pop. La copertina originale aveva una banana che si poteva staccare, per rivelare una banana sbucciata color carne-rosa fluorescente: un palese riferimento sessuale. Questa illustrazione fu addirittura mostrata in un’esibizione d’arte erotica! Comunque, dopo la prima stampa, la banana staccabile fu abolita per aumentare il margine di profitto: far applicare l’adesivo a mano su ogni album era troppo costoso. Gli originali “sbucciabili” sono ormai diventati oggetti rari da collezione.
Andy Warhol
Live you live di The Rolling Stones (1977)
A partire da Sticky Fingers del 1971, Warhol aveva usato quasi sempre sia il fronte che il retro dell’album. Per la prima volta, qui esaurì tutto lo spazio consentito dalla copertina pieghevole, cosa che avrebbe ripetuto cinque anni dopo per Silk Electric di Diana Ross. Il disegno si basò su 24 fotografie Polaroid degli Stones che cercano di divorarsi a vicenda.
Usando queste foto, Warhol creò le illustrazioni per il fronte e il retro, aggiungendo linee e
colori intensi. Non gli piacque la scrittura vistosa sulla copertina, come commenta nel suo diario: “…Mick aveva rovinato la copertina di Love You Live che avevo fatto per loro scrivendoci sopra – è la sua calligrafia e le lettere erano così grandi. I ragazzi che comprano l’album avrebbero una buona opera d’arte, se lui non l’avesse rovinata.”
Andy Warhol
Silk electric di Diana Ross (1982)
Warhol selezionò una foto polaroid di Diana Ross, ne ritagliò un primo piano e fece eliminare tutte le sfumature, lasciando solo i contrasti. Poi colorò il ritratto e il sottofondo, chiedendosi “che colore dovevo usare per lei – mi
chiedo se vuole essere nera o bianca” come scrisse sul suo diario. In fine la rese pallida enfatizzando però il rosso delle sue labbra. La copertina pieghevole di questo disco offriva un’unica modalità espressiva, ma allo stesso tempo
massimizzava lo spazio a disposizione per l’illustrazione. Con variazioni di colore, il famoso ritratto della Ross appare su tutti i quattro lati della copertina: un mezzo primo piano che mostra la spalla della cantante sulla copertina, poi un primo piano sulla copertina interiore e sul retro: un altro esempio eccellente di quell’arte seriale a cui Warhol era affezionato.
ROY LICHTENSTEIN
I cry for you di Bobby "O" (1983)
Per l’immagine del suo album I Cry For You del 1983 Bobby Orlando, uno dei padri fondatori della pop dance music, sceglie un maestro altrettanto pop come Roy Lichtenstein, che all’inizio degli anni ‘60 aveva scioccato il sistema dell’arte
con la sua pittura basata sull’estetica e l’iconografia di fumetti e pubblicità: campiture di colore piatto o uniforme e un segno grafico netto e spesso a delimitare i contorni e i dettagli. Il soggetto è mutuato dal ciclo più noto di Lichtenstein, quello storico delle Crying Girl dove, con uno stile ironico e al tempo stesso impersonale, aveva rappresentato figure
sommesse e offese, inquiete e affrante: paladine di un’identità in piena trasformazione.
Mario Schifano
Dedicato a... di Le Stelle di Mario Schifano (1967)
Vicino alla cultura pop newyorkese e sensibile all’ambiente musicale beat, dopo un viaggio nella Swinging London dei Beatles e dei Rolling Stones, Schifano decide di costituire un gruppo rock. Sulla falsariga di Andy Warhol, che aveva
scoperto e prodotto i Velvet Underground, nascono Le stelle di Mario Schifano e nel 1967 un album, Dedicato a…, dissoluto e dissonante: caratterizzato da un rock progressive assolutamente off nella scena musicale italiana. La copertina “stellare” disegnata da Schifano condensa in sé aspirazioni e molteplici riferimenti: le stelle della bandiera americana dipinte da Jasper John nel ciclo Flag; le stelle della Hollywood Walk of Fame da poco inaugurata e quelle che compongono il personale star-system dell’artista, alle quali l’album è dedicato.
Robert Mapplethorpe
Horses di Patti Smith (1975)
Prima del 1975 le fotografie di Robert Mapplethorpe non erano mai state pubblicate a livello nazionale prima, ma quando uscì Horses nel novembre del 1975, le sue foto di Patti Smith erano in tutte le riviste importanti. Mapplethorpe
era lontano dall’essere un fotografo professionale, ed era intimidito all’attrezzatura tecnica. Faceva sviluppare i suoi negativi in un laboratorio fotografico locale e non usava mai le luci artificiali, per cui era sempre alla ricerca di effetti luminosi naturali, come il triangolo di luce sulla copertina di Horses che sembra quasi l’ala d’un angelo. La casa discografica non apprezzava questa foto così ambigua e insolita, visto che era una regola non scritta del business che le “cantanti ragazze” dovessero apparire carine e femminili. Smith si oppose a quella regola indossando vestiti da uomo e rifiutandosi di usare trucco e acconciatura. Non accettò neppure che la foto fosse ritoccata con l’airbrush, spiegando che sarebbe stato “come avere chirurgia plastica o qualcosa del genere”.
FRANCESCO CLEMENTE
Primitive cool di Mick Jagger (1987)
Per l’immagine di copertina del suo secondo album da solista Mick Jagger chiama Francesco Clemente, artista teso a superare il carattere concettuale e minimalista della ricerca artistica degli anni ’60-’70 restituendo, attraverso la pittura, al processo creativo la vitalità dell’inconscio e l’erotismo del suo immaginario. Trasferitosi a New York nel 1981, Clemente collabora con Andy Warhol, inserendosi presto nell’ambiente underground della Factory. Dipinto bianco su nero a imitazione di una lavagna, il personaggio dalle grandi labbra e con le orecchie d’asino, che tiene in mano un diamante, rimanda allo stesso Jagger: novello Asino d’oro (dal romanzo latino di Apuleio) intento a realizzare una propria diversa, irrazionale, identità.
Julian Schnabel
By the way di Red Hot Chili Peppers (2002)
È l’artista statunitense di fama internazionale Julian Schnabel a firmare nel 2002 la copertina dell’album dei Red Hot Chili Peppers By the Way, che nel 2003 consacra il gruppo nella storia della musica pop. La sua pittura spessa, espressionista nel segno e fauve nel colore comunica l’idea di una naturale conoscenza attraverso il sentire del corpo. Idea sottolineata dal nudo femminile blu – che è il colore dell’introspezione e dell’infinito - e dalla striscia gialla che impedisce la vista. Capace di attraversare ricerche diverse della storia dell’arte senza assomigliare a nessuna, l’arte di Schnabel ben rappresenta la capacità della band di mescolare con successo più generi musicali: dal funk al punk, dal rap alla ballata, dall’alternative al pop rock.
Damien Hirst
See The Light di The Hours (2009)
Esponente di punta dello spirito indipendente e dissacratorio degli Young British Artists, Damien Hirst collabora con The Hours sin dall’uscita del loro primo album, Narcissus Road, nel 2007 e per loro realizza anche video-clip. In perfetta sintonia con la musica della band, che coniuga sapientemente rabbia e intelletto, invettiva polemica e disprezzo per la società costituita, per See the Light Hirst concepisce uno psichedelico teschio umano, in cui effetto teatrale e humour nero danno vita a un’inedita immagine di memento mori stroboscopica e seducente, tanto quanto la pulsione al consumismo e al benessere della società di massa.
PROGRAM EVENT PARTY
• Sabato 15 ottobre
Inaugurazione mostra ore 22:30
Ambient Music rock&Lounge+ video
THE BROTHERS_ Electric Violin Gigi Tufano + Painter Vocalist Asà Silvestrino + DJ Tony
Fort
A seguire: Deep House and Revival Selection.
• Sabato 22 ottobre
Atmosphere Music_ lounge&Acid Jazz+ video
ONDA NUEVE STRING_ LIVE CONCERT (Acoustic Music Rivisitation)
A seguire: Deep House and Revival Selection.
• Sabato 29 ottobre
Ambient Music_ Chillout + video
LADS WHO LUNCH _ LIVE CONCERT (Electro Rock)
A seguire: Deep House and Revival Selection.
TO ENTRY
FREE ENTRY (esclusivamente in lista)
INFO Lista & Tavoli: 3924448969/3389140634 TO ENTRY
• Free Entry (ESCLUSIVAMENTE IN LISTA)
• Door selector TO ENTRY
• Free Entry (ESCLUSIVAMENTE IN LISTA)
• Door selector TO ENTRY
• Free Entry (ESCLUSIVAMENTE IN LISTA)
• Door selector TO ENTRY
• Free Entry (ESCLUSIVAMENTE IN LISTA)
• Door selector
BAR CODE -Art Live- inaugura la sua struttura avviando la propria programmazione di: PERFORMING ART
Serate evento che rappresenteranno un viaggio a tappe tra musica ed arte performativa statica (esposizioni
d’arte) e dinamica (happening).
ARTLAB
All’interno del nuovo club, ampio spazio è riservato ad una art gallery destinata ad ospitare mostre temporanee sia di giovani creativi che di affermati artisti del panorama nazionale ed internazionale.
I progetti espositivi ARTLAB saranno accompagnati dalla costante partnership di professionisti del settore (critici, curatori, galleristi, magazine, associazioni e sedi istituzionali) e coadiuvati da importanti brand che in qualità di sponsor sosterranno specifiche campagne di marketing e comunicazione.
Ogni evento espositivo sarà inoltre sinergico a specifiche performances tematiche quali: estemporary painting,video art, live music, dj set sperimentali, dance theatre performer.
Il progetto ha dunque l’obiettivo di Introdurre nel panorama partenopeo un nuovo club di livello concettuale d’avanguardia, un laboratorio dove l’arte e la performance diventino un metodo di comunicazione culturale visivo, auditivo e cinestetico attraverso l’interazione continua con il pubblico.
Art exhibitions
Costituisce la programmazione espositiva di ARTLAB a cui sono invitati a partecipare tutti gli Artisti italiani e stranieri previa valutazione. Alle selezioni possono partecipare artisti di qualsiasi nazionalità e religione, senza limiti di età, operanti nei seguenti campi artistici: Pittura, Scultura, Fotografia, Arte Digitale e Video Arte.
Le tematiche da sviluppare, eccetto specifiche indicazioni, sono libere. Per partecipare è necessario inviare la propria richiesta al seguente indirizzo e-mail: arcodeartlab@gmail.com, allegando CV e foto in formato jpg delle opere che si intendono esporre.
La scelta avverrà attraverso il vaglio di tutte le immagini inviate. L’esito delle selezioni sarà comunicato agli artisti direttamente dalla direzione di ARTLAB.
ARTLAB exhibitions_infocall: +39 392.44.48.969
Bar code ArtLive - Uscita Tangenziale via Campana - Complesso Madras - Pozzuoli (Napoli)- nfo: +39
338.91.40.634_www.barcodepozzuoli.it
15
ottobre 2011
Cover Art…Il Viaggio
Dal 15 al 30 ottobre 2011
disegno e grafica
Location
BAR CODE ART LIVE
Pozzuoli, Variante Via Campana, (Napoli)
Pozzuoli, Variante Via Campana, (Napoli)
Vernissage
15 Ottobre 2011, ore 22.30




