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Dal Paesaggio al Territorio. L’arte interpreta i luoghi. Opere del Novecento dalle collezioni Intesa Sanpaolo
Per l’inaugurazione del nuovo Museo Santa Chiara viene allestita per la prima volta, in un corpus progettuale organico e tematico, una significativa ed emblematica selezione dall’ingente collezione d’arte del Novecento di Intesa Sanpaolo
Comunicato stampa
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EVENTO CULTURALE A GORIZIA
DAL PAESAGGIO AL TERRITORIO.
L’ARTE INTERPRETA I LUOGHI
Gorizia, Museo di Santa Chiara
18 dicembre 2011 - 26 febbraio 2012
PER LA PRIMA VOLTA IN MOSTRA UNA
SIGNIFICATIVA ED EMBLEMATICA SELEZIONE
DALL’INGENTE COLLEZIONE DEL NOVECENTO DI
INTESA SANPAOLO, IN UN PERCORSO TEMATICO CHE
ESPLORA ARTE E PAESAGGIO
CARRA’, SIRONI, SOFFICI, GUTTUSO, MUSIC, CASORATI,
SCHIFANO, SANTOMASO, BIROLLI, VACCARI, LA PIETRA, ROSAI,
VITONE E MOLTI ALTRI NEL NUOVO MUSEO SANTA CHIARA A
GORIZIA. CURATORE ARTISTICO: FRANCESCO TEDESCHI.
SABATO 17 SETTEMBRE L’INAUGURAZIONE, ALLE ORE 18.
COMUNICATO STAMPA
GORIZIA – Evento eccezionale, a Gorizia, per l’inaugurazione del nuovo Museo Santa Chiara: da sabato 17
dicembre, infatti, sarà per la prima volta esposta, in un corpus progettuale organico e tematico, una significativa
ed emblematica selezione dall’ingente collezione d’arte del Novecento di Intesa Sanpaolo, con preziosi contributi
di artisti quali Carra’, Sironi, Soffici, Guttuso, Music, Santomaso, Birolli, Vaccari, La Pietra, Vitone, Schifano,
Casorati, Rosai.
Promossa dal Comune di Gorizia in sinergia con l’Azienda Speciale di Villa Manin e con la fondamentale
partecipazione di Intesa Sanpaolo, curata dallo storico dell’arte Francesco Tedeschi, la mostra"Dal Paesaggio al
Territorio. L'arte interpreta i luoghi. Opere del Novecento dalle collezioni Intesa Sanpaolo" aprirà ufficialmente
sabato 17 dicembre, alle ore 18, nel Museo di Santa Chiara a Gorizia (Corso Verdi 18), e resterà allestita fino al 26
febbraio 2012, visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 (chiuso lunedì). L'esposizione, curata dallo storico
dell’arte Francesco Tedeschi, raccoglie circa settanta opere delle importanti collezioni d’arte del Novecento di
Intesa Sanpaolo, e si snoderà secondo un’appassionante dialettica fra arte e ambiente: rapporto che sarà indagato
attraverso molteplici piani di lettura, partendo dagli sviluppi nella rappresentazione del paesaggio di veduta e nella
pittura della prima metà del Novecento, per giungere alle operazioni e agli interventi di natura concettuale e ambientale,
paralleli a una interpretazione del territorio come spazio sociale e culturale.
Il percorso espositivo approfondisce tre aree tematiche: innanzitutto, si soffermerà sull’evoluzione delle forme
di rappresentazione del paesaggio nella pittura della prima metà del Novecento e nelle sue propaggini. In questa
sezione saranno ospitate opere, tra gli altri, di Carlo Carrà, Arturo Tosi, Mario Sironi, Ardengo Soffici, Umberto
Moggioli, Pio Semeghini, Gigiotti Zanini, Zoran Music; un’ulteriore indagine sarà condotta intorno alle nuove
forme di “naturalismo” e di rapporto con evocazioni paesaggistiche nell’arte degli anni Cinquanta-inizio Sessanta:
spiccano, in quest’area di percorso, opere di Renato Birolli, Giuseppe Santomaso, Ennio Morlotti, Mattia Moreni,
Renato Guttuso e altri artisti; infine si approderà all’analisi di opere pittoriche, scultoree e fotografiche che indagano e
rappresentano la sensibilità contemporanea nei confronti del rapporto fra natura e artificio, fra la dimensione personale
e collettiva della qualificazione dell’ambiente. Rappresentati in questa sezione artisti come Franco Vaccari, Ugo La
Pietra, Luciano Fabro, Piero Gilardi, Giuseppe Penone, Stefano Arienti, Luca Vitone …
Al centro dell’attenzione storico-critica sono diversi aspetti degli sviluppi dell’arte del Novecento che si
rapporta a specifici luoghi del paesaggio italiano. In primo luogo attraverso opere pittoriche che dai caratteri del
divisionismo e di forme di rappresentazione del paesaggio, nelle diverse versioni individuali e “regionali”, si sviluppa
attraverso visioni evocative e simboliche, per passare al genere di “naturalismo” rappresentato dagli esponenti
dell’arte degli anni Cinquanta, che in buona parte si riconosceranno nell’ambito della lettura critica proposta da
Francesco Arcangeli, di un “ultimo naturalismo” che vede una partecipazione ravvicinata, diretta, a una natura che
va oltre l’immagine. Le ricerche svolte fra gli anni Settanta e Novanta conducono invece ulteriori esplorazioni attorno
all’immagine del paesaggio, filtrata dal ricordo della pittura precedente o dal mezzo fotografico, e ipotesi di intervento
diretto sull’ambito territoriale, inteso come luogo dell’esperienza, in cui riconoscere tracce dell’incidenza dell’azione
culturale sull’ambiente, sempre soggetto a trasformazioni. Accanto alle riflessioni storico-critiche sulle quali la mostra
si fonda, sviluppate in catalogo dal testo del curatore, Francesco Tedeschi, il taglio proposto offre l’opportunità di
considerare, con l’ausilio delle opere presentate, i mutamenti culturali nelle forme di relazione con lo spazio ambientale,
non più considerato esclusivamente quale luogo da contemplare, ma come modello di confronto di un’operatività
concreta, che rispecchia un’analisi di tipo critico. Da qui, la possibilità di proporre una riflessione sulla necessità di
adeguare gli strumenti diretti all’osservazione e alla tutela dei valori culturali e paesaggistici, che costituiscono il bene più
prezioso per la cultura del nostro paese.
Evento nell’evento, con la mostra "Dal Paesaggio al Territorio. L'arte interpreta i luoghi. Opere del Novecento
dalle collezioni Intesa Sanpaolo" si inaugura ufficialmente a Gorizia il Museo di Santa Chiara, frutto del recupero
del seicentesco complesso architettonico conventuale delle Clarisse. Il centralissimo edificio di quattro piani
può contare su milleduecento metri quadrati di superficie espositiva, e include anche una biblioteca, una sala
consultazioni, spazi per gli uffici e impianti tecnologici, pertinenze logistiche e di collegamento. Il lungo intervento di
restauro era stato avviato nell’ambito delle iniziative dell’anno del Giubileo del 2000: il sito di Santa Chiara è
un compendio monastico originariamente inserito in un “sistema conventuale” di grande rilievo per Gorizia fra Sei e
Settecento, quindi adibito a una nuova funzione di Magazzino Militare, gravemente danneggiato durante il primo conflitto
mondiale, ristrutturato nel tempo e ora riportato a un ruolo centrale per lo sviluppo culturale della città. Il progetto di
recupero del nuovo Museo di Santa Chiara, restaurato dal Comune di Gorizia su progetto degli architetti Cornelia
Baldas e Lino Visintin, ha privilegiato il mantenimento di tutti gli elementi originari: primo tra tutti il sistema di travi e
pilastri in legno, unico per la città di Gorizia, oltre ad elementi minori quali elementi lapidei, setti murari, pavimentazioni
in pietra. Nell’indicazione di restauro si è inteso recuperare anche le tracce della storia e con esse gli spazi che sono
derivati dal volume iniziale suddiviso, in modo da porli in relazione con la nuova funzione museale. La struttura edilizia,
così composta e stratificata nel corso del tempo, è diventata essa stessa documento storico e per questa ragione ha
assunto un intrinseco “valore museale”.
La mostra "Dal Paesaggio al Territorio. L'arte interpreta i luoghi. Opere del Novecento dalle collezioni Intesa
Sanpaolo" è realizzata dal Comune di Gorizia nell'ambito delle manifestazioni per le celebrazioni del 150°anniversario
dell'Unità d'Italia, in partnership con l'Azienda Speciale Villa Manin grazie alla fondamentale partecipazione di Intesa
Sanpaolo, con la collaborazione inoltre della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Carigo, della Cassa di
Risparmio del Friuli Venezia Giulia, della Fondazione CRUP e de Il Piccolo.
Informazioni: tel. 0481.550744 / 0481.383.287; urp@comune.gorizia.it ; www.comune.gorizia.it
Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 (chiuso lunedì) ; chiusura il 25 dicembre; apertura solo mattutina il 24 e
31 dicembre (dalle 10 alle 13) e apertura solo pomeridiana il 1° gennaio 2012 (dalle 15 alle 19).
Biglietto d’ingresso [a capo]: intero 8,00 Euro ; ridotto 5,00 Euro
Visite guidate : ogni sabato, domenica e giorno festivo alle ore 17 e su prenotazione: info@museaus.it, tel.
348.2560991
PRESS INFO
ufficiostampa@volpesain.com
(0039) 040.762667 cell 392.2067895 – 335.6023988
DAL PAESAGGIO AL TERRITORIO.
L’ARTE INTERPRETA I LUOGHI
OPERE DALLE COLLEZIONI D’ARTE DEL NOVECENTO
DI INTESA SANPAOLO
Gorizia, Museo di Santa Chiara
18 dicembre 2011 - 26 febbraio 2012
Elenco delle opere esposte, per sezioni:
Sezione 1
1 Ferdinando Ramponi, Montagne, olio su tela, 100x200,5 cm (00114)
2. Gino Parin, Trieste, Piazza Unità d’Italia, 1918, olio su tela, 132x141 cm (74051)
3. Ferruccio Manganelli, Campagna, olio su tela, 68x71 cm (74007)
4. Umberto Moggioli, Campagna veronese, 1916, 70x90 cm (00365)
5. Pio Semeghini, Orto a Burano, 1939, olio su tavola, 46,8x60,8 cm (00627)
6. Francesco Menzio, Finestra sul Po, olio su tela, 105x73 cm (04981)
7. Felice Casorati, Alberi, 1926, olio su cartone, 48x37 cm (00915)
8. Anselmo Bucci, L’Isola della pace, 1940, olio su compensato, 48x58 cm (01971)
9. Carlo Carrà, Marina, 1949, olio su tela, 40x50 cm (12735)
10. Alberto Salietti, Mattino d’estate in Liguria, 1952, olio su tela, 77x90 cm (74138)
11. Arturo Tosi, Scorcio del lago d’Iseo, 1944 ca, olio su tela, 50x60 cm (00078)
12. Arturo Tosi, Strada in collina, olio su tela, 50x60 cm (00507)
13. Raffaele De Grada, Bosco di lecci, 1933, (00183)
14. Ardengo Soffici, Veduta (Vista) dal Poggio, 1949, olio su tela, 55x45 cm (00174)
15. Ottone Rosai, Paesaggio toscano, olio su tela, 50x70 cm (12399)
16. Alberto Ziveri, Campagna francese n. 1, 1953, olio su tela, 50x60 cm (12682)
17. Mario Mafai, Basilica di San Lorenzo, 1949, olio su tavola di compensato, 56x75 cm (00226)
18. Mario Sironi, Paesaggio arcaico, 1938, olio su tela, 70x80 cm (12298)
19. Gigiotti Zanini, Paese toscano, 1941, olio su tela, 58x73 cm (02425)
20. Gigiotti Zanini, Il porto, 1933, olio su tela, 102x76 cm (02425)
21. Antonio Calderara, La chiesa, 1958, olio su tavola, 26x35 cm (07627)
22. Ernesto Treccani, Il ponte di ferro alla Renault, 1956 ca, olio su tela, 60x100 cm (02969)
23. Virgilio Guidi, Marina, 1966, olio su tela, 40x50 cm (00340)
24. Zoran Anton Music, Changement de saison, 1973, acrilico su tela, 92x65 cm (00064)
Sezione 2
1. Enrico Baj, Nuclear Landscape, 1952, olio e smalto su cartone, 29x52 cm (03418)
2. Giuseppe Santomaso, Ricordo verde, 1952, olio su tela, 120x150 cm (00460)
3. Antonio Corpora, Barca in costruzione, 1952, olio su tela, 81,5x100 cm (12649)
4. Renato Birolli, Incendio alle Cinque Terre, 1955, olio su tela, 114x122 cm (00788)
5. Mattia Moreni, La cava, 1955, olio su tela, 150x150 cm (03562)
6. Ennio Morlotti, Calendole, 1955, olio su tela, 61 x 85 cm (03563)
7. Afro, Senza nome, 1959, olio su tela, 104 x130 cm (00459)
8. Pompilio Mandelli, Il verziere, 1955, oli su tela, 85x100 cm (03547)
9. Umberto Milani, Grigio, rosa e blu, 1961, olio su tela, 100x100 cm (03558)
10. Alfredo Chighine, Composizione arancio su fondo blu, 1956 (03467)
11. Pierluigi Lavagnino, Mattino in Liguria, 1958, olio su tela, 70x60 cm (03538)
12. Piero Ruggeri, Amore tra i fiori, 1957, olio su tela, 85x110 cm (03620)
13. Sergio Saroni, Paesaggio, 1956, tecnica mista su carta intelata, 56x88 cm (03630)
14. Domenico Spinosa, Alberi e sole, 1959, olio su tavola, 97x80 cm (03657)
15. Luigi Boille, Senza titolo, 1955, (03441)
16. Tancredi, Senza titolo, 1952-55, (03666)
17. Novelli, Mare, 1967, (02823)
18. Mario Schifano, Ultimo autunno, 1963, (00259)
19. Renato Guttuso, Fichidindia, 1962, olio su tela, 115x146 cm (74915)
20. Alik Cavaliere, Racconto, 1966, bronzo, 120 x 45 x 40 cm (07688)
Sezione 3
1. Piero Gilardi, Cocomeri, 1966, poliuretano espanso, cm 70x100x15 (04002)
2.Giuseppe Penone, Scrive legge ricorda, fotografie a colori e ferro, 35x70x13 cm (03976)
3.Luciano Fabro, Habitat delle erbe A e B, 1980 (03955 e 03956)
4. Aldo Mondino, Rencontres, 1968, (75749)
5. Guido Biasi, Comparaison, 1977, olio su tela, 81x100 cm (75746)
6. Amedeo Martegani, Patmos, 1991, olio su tela, 71x80 cm (07454)
7. Stefano Arienti, Ninfee, 1990, pongo su poster montato su pannello Leger, 90x121 cm (06824)
8. Franco Vaccari, Esposizione in tempo reale n. 8: Omaggio all’Ariosto, 1974, stampa fotografica su alluminio, 59x395
cm (03986)
9. Luca Patella, Terra animata, 1967, stampa fotografica su tela, 70x100 cm (73403)
10. Ugo La Pietra, Abitare è essere ovunque a casa propria (Linz 1979), 1979, collage di fotografie, disegno e scrittura a
penna su carta, 72x51 cm (07494)
11. Ugo La Pietra, Interno esterno, 1977, ceramica policroma con base in legno, 40x40x40 cm (07564)
12. Luca Vitone, Identificazione del luogo: Galleria Franz Paludetto, 1991, (07463)
13. Cesare Pietroiusti, Progetto finestre Vivita 1, 17 e 29 novembre 1989, fotomontaggio su lastra metallica, 55x75 cm
(06819)
14. Martino Coppes, Esplorazione, 1992, stampa fotografica su carta, 69x102 cm (73453)
15. Marina Ballo Charmet, Senza titolo (dalla serie “Con la coda dell’occhio”), 1993, stampa fotografica in bianco e nero
su supporto in metallo, 102x153 cm (76000)
16. Sarah Ciracì, Distesa; Deserto di sassi; Ghiacciaio; Deserto giallo; Deserto rosso; Deserto di sabbia; Manto nevoso,
1995, fotografie su alluminio, 22x39,5 ciascuna cm (75809/75815)
17. Walter Niedermayer, Senza titolo, 1995, acrilico su tela, 95x120 cm (75653)
18. Salvatore Garau, Scultura che lancia lucciole – segnali di pioggia, 1992, tecnica mista su tela, 105x105 cm (07617)
Il patrimonio d’arte di Intesa Sanpaolo e la pubblica fruizione
Le collezioni d’arte di Intesa Sanpaolo, in cui non mancano dei veri e propri capolavori, si distinguono per ricchezza e varietà.
Le raccolte riflettono le atmosfere culturali, le tradizioni figurative e il gusto caratteristici delle regioni e del periodo storico di
origine e di formazione delle singole banche confluite per fusione in Intesa Sanpaolo. Il patrimonio artistico del Gruppo risulta
infatti essere il singolare risultato di diversificate vicende collezionistiche, ciascuna collegata in modo esemplare alla storia e
alla tradizione mecenatizia della Banca d’origine.
Segnaliamo all’interno delle collezioni:
§
la raccolta di ceramiche attiche e magnogreche, formata da reperti provenienti dal territorio di Ruvo di Puglia, realizzati
da artisti che operavano nelle botteghe d’Atene e dell’Italia meridionale nel V-III secolo a.C.;
§
la collezione di icone russe, la più importante in Occidente, con tavole riferibili a un periodo che si estende dal XII sino al
XIX secolo, rappresentative di diverse scuole regionali;
§
la raccolta di pittura e scultura dal XVI al XVIII secolo, a cui appartiene l’opera più celebre dell’intero patrimonio artistico
di Intesa Sanpaolo, il Martirio di sant’Orsola di Caravaggio;
§
la collezione di opere dell’Ottocento, di straordinario significato non solo artistico, ma anche storico-culturale;
§ la ricchissima collezione del Novecento, che fornisce una vasta panoramica dell’arte italiana del secolo scorso,
testimoniando i momenti più salienti, gli entusiasmi, le provocazioni e le problematiche che hanno caratterizzato la nostra
storia recente;
§
infine, la raccolta di monete della zecca di Milano, avviata più di due secoli fa da Pietro Verri.
Ereditando tali raccolte, Intesa Sanpaolo ha via via percepito un’importante responsabilità nel possedere un patrimonio molto
ricco; da qui l’esigenza di un’ampia riflessione sul delicato problema della gestione di rilevanti tesori privati in vista di una
pubblica fruizione.
Per dare risposte concrete, fondamentale è stata la consapevolezza che la conservazione delle opere d’arte non può andare
disgiunta dallo studio e dall’approfondimento storico-critico.
Così ciascuna collezione è stata posta sotto la tutela scientifica di un apposito comitato composto, per ogni diverso settore,
dai più importanti esperti e studiosi nazionali ed internazionali, con l’obiettivo di ottenere una catalogazione sistematica delle
opere ritenute di rilevante interesse culturale.
Allo studio si è affiancata una sistematica attività di restauro, finalizzato alla tutela e conservazione delle singole opere e alla
futura valorizzazione.
Diverse sono le direttrici adottate per consentire la diffusione della conoscenza del patrimonio d’arte Intesa Sanpaolo:
§
la messa in rete delle informazioni relative alle collezioni già catalogate scientificamente, con
un sistema interattivo in grado di offrire conoscenza e approfondimento a quanti – musei,
studiosi e cultori – siano interessati alle opere d’arte dell’Istituto (www.intesasanpaolo.com;
patrimonio culturale; beni storico-artistici; le raccolte d’arte);
la pubblicazione di cataloghi a stampa che raccolgono in modo sistematico le singole raccolte;
l’ideazione e realizzazione di mostre temporanee utilizzando parte delle collezioni;
il prestito di opere a mostre temporanee in Italia e all’estero o il comodato di opere a musei pubblici;
l’esposizione al pubblico di una parte sempre più consistente del patrimonio artistico di proprietà,
§
§
§
§
Il Novecento
Le opere d’arte del Novecento presenti nella collezione Intesa Sanpaolo riuniscono un patrimonio proveniente dai diversi
istituti di credito che sono confluiti nel Gruppo, e delineano un percorso culturale che attraversa tutto il secolo, testimoniando
significativamente i momenti più salienti, gli entusiasmi, le provocazioni e le problematiche che hanno caratterizzato la nostra
storia recente.
Si segnala in primo luogo, per ampiezza e completezza di documentazione, l’insieme a suo tempo raccolto dalla Banca
Commerciale Italiana, che dà un quadro completo soprattutto dell’arte italiana del secondo Novecento, a cui si è affiancato
il nucleo considerevole di opere che erano state acquisite dal Banco Ambrosiano Veneto. L’altro notevole complesso,
riguardante tanto il primo Novecento, quanto alcuni ulteriori approfondimenti su autori del secondo Novecento, è offerto
dalle scelte operate dagli istituti confluiti nel Gruppo Sanpaolo IMI (Banco di Napoli, Banco Lariano e, in particolare, Istituto
Mobiliare Italiano). La raccolta già Sanpaolo IMI vanta infatti illustri presenze, sia di artisti figurativi di primo Novecento e del
periodo tra le due guerre (Balla, Boccioni, Carrà, De Chirico, De Pisis, Rosai, Tosi), sia di autori del secondo Novecento (Burri,
Dorazio, Fontana, Novelli, Schifano, Scialoja, Sironi).
Nell’attuale collezione, che vanta circa 2.700 opere tra dipinti, sculture, collage e opere composte nelle più diversificate e
sperimentali tecniche, vicende e protagonisti dell’arte italiana del XX secolo sono ampiamente rappresentati, con opere
spesso di prima qualità e con un’importante storia: quattro capolavori di Boccioni, ma anche opere di Balla, Carrà, De Chirico,
Funi, Mafai, Spadini, Zanini, oltre a una importante presenza di autori del primo Novecento di carattere “regionale”, fino alla
parte più cospicua delle opere, che si riferisce all’arte del secondo Novecento, dove è possibile individuare alcuni percorsi che
coprono quasi tutte le tendenze proposte nell’arte italiana del periodo.
All’interno di una documentazione complessiva sostanzialmente organica, quella relativa ad alcuni autori, quali Fontana,
Dorazio, Turcato, appare particolarmente ricca, tanto da permettere di seguire il loro sviluppo produttivo nelle varie fasi e
secondo le diverse tecniche espressive. Alcune situazioni sono significativamente approfondite, con attenzione non solo
ai maggiori protagonisti, ma a un panorama allargato e il più possibile completo degli autori che hanno fatto capo a una
determinata tendenza. È il caso delle raccolte relative ai movimenti dell’immediato secondo dopoguerra, dall’Informale,
rappresentato dai maggiori protagonisti (Burri, Corpora, Scanavino, Scialoja, Tancredi), ma anche dai molti autori che hanno
costituito l’insieme del panorama di questa importante e imprendibile tendenza, al Movimento Arte Concreta (con opere dei
fondatori del gruppo, Dorfles, Munari, Reggiani, Soldati, ma anche di quasi tutti coloro che vi hanno preso parte), al Gruppo
degli Otto (Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova), per seguire le vicende delle avanguardie
tecnologiche e costruttive degli anni Sessanta-Settanta (tutti i protagonisti del Gruppo T, del Gruppo N, Dadamaino).
Per quanto riguarda gli anni Sessanta e Settanta, la capillarità dell’insieme delle opere raccolte permette di riconoscere nuclei
omogenei nell’ambito della “Poesia Visiva”, tra i settori più approfonditamente rappresentati, ma anche gruppi significativi di
opere di Arte Povera (con importanti opere di Paolini, Alighiero Boetti, Merz) e di caratteri propriamente concettuali (da Agnetti
a La Pietra), fino a presentare, in modo articolato, la Pop Art italiana (Ceroli, Festa, Schifano, Rotella), unita alla cosiddetta
Nuova Figurazione.
Nell’area figurativa vanno considerate anche altre testimonianze artistiche, che hanno toccato i principali soggetti della
tradizione figurativa, secondo i modi proposti dalle tendenze stilistiche che si sono succedute nei decenni. Infine, va
annoverato l’importante nucleo di lavori scultorei con qualità specifiche, non facilmente identificabili in categorie stilistiche
più generali, che vanno dalle significative presenze di opere di Arturo Martini, Marino Marini, Arnaldo e Giò Pomodoro, Pietro
Consagra, di artisti stranieri quali Arp, Mirò, Vantongerloo, con i marmi eseguiti negli anni Sessanta per la Henraux di
Carrara, a importanti lavori di protagonisti della scultura degli anni Sessanta-Settanta e successivi, quali Colla, Pascali,
Spagnulo, Staccioli, Carrino.
Vanno inoltre considerate le numerose opere rappresentanti la produzione artistica delle più giovani
generazioni, che completano con una visione vivace e aperta a sorprese il ricco panorama dell’arte prodotta negli ultimi
decenni del Novecento, fra sperimentazioni tecniche e operative e riprese di attenzione per la pittura (sono rappresentati i
protagonisti della Transavanguardia, ma anche autori come Vanessa Beecroft o gli artisti che hanno avviato ulteriori riflessioni
sulla fotografia, come Silvio Wolf), segnalando l’importanza di uno sguardo attento e partecipe a vicende e ad autori presi in
considerazione spesso quando ancora si andava definendo la loro specifica qualità estetica individuale.
Infine, oltre che nell’ambito scultoreo, opere di valore significativo di autori del panorama internazionale del Novecento, da
Picasso a Kandinsky, a Riopelle, Matta e Warhol, indicano l’apertura che una raccolta, pur di impostazione specificamente
riguardante l’arte italiana del Novecento, necessariamente incontra.
Il Comitato Scientifico che ha svolto, nel corso di un decennio, l’opera di catalogazione sistematica del patrimonio, è stato
composto da numerosi giovani specialisti coordinati da Francesco Tedeschi, docente di Storia dell’arte contemporanea
nell’Università Cattolica. Il catalogo ragionato dell’intera raccolta è di prossima pubblicazione.
La raccolta di opere del Novecento è arricchita inoltre da un nucleo di oltre 3.000 opere grafiche di primissimo piano che
costituiscono una delle maggiori raccolte italiane di grafica d’autore, andando a coprire in modo esaustivo la produzione
grafica di autori come Afro, Burri, Capogrossi, Santomaso, Fontana. Anche il corpus grafico è stato oggetto di uno studio di
catalogazione sistematico, coordinato da una studiosa esperta del settore, Alessia Alberti.
Informazioni:
www.gallerieditalia.com
www.bancaintesaarteecultura.com
DAL PAESAGGIO AL TERRITORIO.
L’ARTE INTERPRETA I LUOGHI
Gorizia, Museo di Santa Chiara
18 dicembre 2011 - 26 febbraio 2012
PER LA PRIMA VOLTA IN MOSTRA UNA
SIGNIFICATIVA ED EMBLEMATICA SELEZIONE
DALL’INGENTE COLLEZIONE DEL NOVECENTO DI
INTESA SANPAOLO, IN UN PERCORSO TEMATICO CHE
ESPLORA ARTE E PAESAGGIO
CARRA’, SIRONI, SOFFICI, GUTTUSO, MUSIC, CASORATI,
SCHIFANO, SANTOMASO, BIROLLI, VACCARI, LA PIETRA, ROSAI,
VITONE E MOLTI ALTRI NEL NUOVO MUSEO SANTA CHIARA A
GORIZIA. CURATORE ARTISTICO: FRANCESCO TEDESCHI.
SABATO 17 SETTEMBRE L’INAUGURAZIONE, ALLE ORE 18.
COMUNICATO STAMPA
GORIZIA – Evento eccezionale, a Gorizia, per l’inaugurazione del nuovo Museo Santa Chiara: da sabato 17
dicembre, infatti, sarà per la prima volta esposta, in un corpus progettuale organico e tematico, una significativa
ed emblematica selezione dall’ingente collezione d’arte del Novecento di Intesa Sanpaolo, con preziosi contributi
di artisti quali Carra’, Sironi, Soffici, Guttuso, Music, Santomaso, Birolli, Vaccari, La Pietra, Vitone, Schifano,
Casorati, Rosai.
Promossa dal Comune di Gorizia in sinergia con l’Azienda Speciale di Villa Manin e con la fondamentale
partecipazione di Intesa Sanpaolo, curata dallo storico dell’arte Francesco Tedeschi, la mostra"Dal Paesaggio al
Territorio. L'arte interpreta i luoghi. Opere del Novecento dalle collezioni Intesa Sanpaolo" aprirà ufficialmente
sabato 17 dicembre, alle ore 18, nel Museo di Santa Chiara a Gorizia (Corso Verdi 18), e resterà allestita fino al 26
febbraio 2012, visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 (chiuso lunedì). L'esposizione, curata dallo storico
dell’arte Francesco Tedeschi, raccoglie circa settanta opere delle importanti collezioni d’arte del Novecento di
Intesa Sanpaolo, e si snoderà secondo un’appassionante dialettica fra arte e ambiente: rapporto che sarà indagato
attraverso molteplici piani di lettura, partendo dagli sviluppi nella rappresentazione del paesaggio di veduta e nella
pittura della prima metà del Novecento, per giungere alle operazioni e agli interventi di natura concettuale e ambientale,
paralleli a una interpretazione del territorio come spazio sociale e culturale.
Il percorso espositivo approfondisce tre aree tematiche: innanzitutto, si soffermerà sull’evoluzione delle forme
di rappresentazione del paesaggio nella pittura della prima metà del Novecento e nelle sue propaggini. In questa
sezione saranno ospitate opere, tra gli altri, di Carlo Carrà, Arturo Tosi, Mario Sironi, Ardengo Soffici, Umberto
Moggioli, Pio Semeghini, Gigiotti Zanini, Zoran Music; un’ulteriore indagine sarà condotta intorno alle nuove
forme di “naturalismo” e di rapporto con evocazioni paesaggistiche nell’arte degli anni Cinquanta-inizio Sessanta:
spiccano, in quest’area di percorso, opere di Renato Birolli, Giuseppe Santomaso, Ennio Morlotti, Mattia Moreni,
Renato Guttuso e altri artisti; infine si approderà all’analisi di opere pittoriche, scultoree e fotografiche che indagano e
rappresentano la sensibilità contemporanea nei confronti del rapporto fra natura e artificio, fra la dimensione personale
e collettiva della qualificazione dell’ambiente. Rappresentati in questa sezione artisti come Franco Vaccari, Ugo La
Pietra, Luciano Fabro, Piero Gilardi, Giuseppe Penone, Stefano Arienti, Luca Vitone …
Al centro dell’attenzione storico-critica sono diversi aspetti degli sviluppi dell’arte del Novecento che si
rapporta a specifici luoghi del paesaggio italiano. In primo luogo attraverso opere pittoriche che dai caratteri del
divisionismo e di forme di rappresentazione del paesaggio, nelle diverse versioni individuali e “regionali”, si sviluppa
attraverso visioni evocative e simboliche, per passare al genere di “naturalismo” rappresentato dagli esponenti
dell’arte degli anni Cinquanta, che in buona parte si riconosceranno nell’ambito della lettura critica proposta da
Francesco Arcangeli, di un “ultimo naturalismo” che vede una partecipazione ravvicinata, diretta, a una natura che
va oltre l’immagine. Le ricerche svolte fra gli anni Settanta e Novanta conducono invece ulteriori esplorazioni attorno
all’immagine del paesaggio, filtrata dal ricordo della pittura precedente o dal mezzo fotografico, e ipotesi di intervento
diretto sull’ambito territoriale, inteso come luogo dell’esperienza, in cui riconoscere tracce dell’incidenza dell’azione
culturale sull’ambiente, sempre soggetto a trasformazioni. Accanto alle riflessioni storico-critiche sulle quali la mostra
si fonda, sviluppate in catalogo dal testo del curatore, Francesco Tedeschi, il taglio proposto offre l’opportunità di
considerare, con l’ausilio delle opere presentate, i mutamenti culturali nelle forme di relazione con lo spazio ambientale,
non più considerato esclusivamente quale luogo da contemplare, ma come modello di confronto di un’operatività
concreta, che rispecchia un’analisi di tipo critico. Da qui, la possibilità di proporre una riflessione sulla necessità di
adeguare gli strumenti diretti all’osservazione e alla tutela dei valori culturali e paesaggistici, che costituiscono il bene più
prezioso per la cultura del nostro paese.
Evento nell’evento, con la mostra "Dal Paesaggio al Territorio. L'arte interpreta i luoghi. Opere del Novecento
dalle collezioni Intesa Sanpaolo" si inaugura ufficialmente a Gorizia il Museo di Santa Chiara, frutto del recupero
del seicentesco complesso architettonico conventuale delle Clarisse. Il centralissimo edificio di quattro piani
può contare su milleduecento metri quadrati di superficie espositiva, e include anche una biblioteca, una sala
consultazioni, spazi per gli uffici e impianti tecnologici, pertinenze logistiche e di collegamento. Il lungo intervento di
restauro era stato avviato nell’ambito delle iniziative dell’anno del Giubileo del 2000: il sito di Santa Chiara è
un compendio monastico originariamente inserito in un “sistema conventuale” di grande rilievo per Gorizia fra Sei e
Settecento, quindi adibito a una nuova funzione di Magazzino Militare, gravemente danneggiato durante il primo conflitto
mondiale, ristrutturato nel tempo e ora riportato a un ruolo centrale per lo sviluppo culturale della città. Il progetto di
recupero del nuovo Museo di Santa Chiara, restaurato dal Comune di Gorizia su progetto degli architetti Cornelia
Baldas e Lino Visintin, ha privilegiato il mantenimento di tutti gli elementi originari: primo tra tutti il sistema di travi e
pilastri in legno, unico per la città di Gorizia, oltre ad elementi minori quali elementi lapidei, setti murari, pavimentazioni
in pietra. Nell’indicazione di restauro si è inteso recuperare anche le tracce della storia e con esse gli spazi che sono
derivati dal volume iniziale suddiviso, in modo da porli in relazione con la nuova funzione museale. La struttura edilizia,
così composta e stratificata nel corso del tempo, è diventata essa stessa documento storico e per questa ragione ha
assunto un intrinseco “valore museale”.
La mostra "Dal Paesaggio al Territorio. L'arte interpreta i luoghi. Opere del Novecento dalle collezioni Intesa
Sanpaolo" è realizzata dal Comune di Gorizia nell'ambito delle manifestazioni per le celebrazioni del 150°anniversario
dell'Unità d'Italia, in partnership con l'Azienda Speciale Villa Manin grazie alla fondamentale partecipazione di Intesa
Sanpaolo, con la collaborazione inoltre della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Carigo, della Cassa di
Risparmio del Friuli Venezia Giulia, della Fondazione CRUP e de Il Piccolo.
Informazioni: tel. 0481.550744 / 0481.383.287; urp@comune.gorizia.it ; www.comune.gorizia.it
Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 (chiuso lunedì) ; chiusura il 25 dicembre; apertura solo mattutina il 24 e
31 dicembre (dalle 10 alle 13) e apertura solo pomeridiana il 1° gennaio 2012 (dalle 15 alle 19).
Biglietto d’ingresso [a capo]: intero 8,00 Euro ; ridotto 5,00 Euro
Visite guidate : ogni sabato, domenica e giorno festivo alle ore 17 e su prenotazione: info@museaus.it, tel.
348.2560991
PRESS INFO
ufficiostampa@volpesain.com
(0039) 040.762667 cell 392.2067895 – 335.6023988
DAL PAESAGGIO AL TERRITORIO.
L’ARTE INTERPRETA I LUOGHI
OPERE DALLE COLLEZIONI D’ARTE DEL NOVECENTO
DI INTESA SANPAOLO
Gorizia, Museo di Santa Chiara
18 dicembre 2011 - 26 febbraio 2012
Elenco delle opere esposte, per sezioni:
Sezione 1
1 Ferdinando Ramponi, Montagne, olio su tela, 100x200,5 cm (00114)
2. Gino Parin, Trieste, Piazza Unità d’Italia, 1918, olio su tela, 132x141 cm (74051)
3. Ferruccio Manganelli, Campagna, olio su tela, 68x71 cm (74007)
4. Umberto Moggioli, Campagna veronese, 1916, 70x90 cm (00365)
5. Pio Semeghini, Orto a Burano, 1939, olio su tavola, 46,8x60,8 cm (00627)
6. Francesco Menzio, Finestra sul Po, olio su tela, 105x73 cm (04981)
7. Felice Casorati, Alberi, 1926, olio su cartone, 48x37 cm (00915)
8. Anselmo Bucci, L’Isola della pace, 1940, olio su compensato, 48x58 cm (01971)
9. Carlo Carrà, Marina, 1949, olio su tela, 40x50 cm (12735)
10. Alberto Salietti, Mattino d’estate in Liguria, 1952, olio su tela, 77x90 cm (74138)
11. Arturo Tosi, Scorcio del lago d’Iseo, 1944 ca, olio su tela, 50x60 cm (00078)
12. Arturo Tosi, Strada in collina, olio su tela, 50x60 cm (00507)
13. Raffaele De Grada, Bosco di lecci, 1933, (00183)
14. Ardengo Soffici, Veduta (Vista) dal Poggio, 1949, olio su tela, 55x45 cm (00174)
15. Ottone Rosai, Paesaggio toscano, olio su tela, 50x70 cm (12399)
16. Alberto Ziveri, Campagna francese n. 1, 1953, olio su tela, 50x60 cm (12682)
17. Mario Mafai, Basilica di San Lorenzo, 1949, olio su tavola di compensato, 56x75 cm (00226)
18. Mario Sironi, Paesaggio arcaico, 1938, olio su tela, 70x80 cm (12298)
19. Gigiotti Zanini, Paese toscano, 1941, olio su tela, 58x73 cm (02425)
20. Gigiotti Zanini, Il porto, 1933, olio su tela, 102x76 cm (02425)
21. Antonio Calderara, La chiesa, 1958, olio su tavola, 26x35 cm (07627)
22. Ernesto Treccani, Il ponte di ferro alla Renault, 1956 ca, olio su tela, 60x100 cm (02969)
23. Virgilio Guidi, Marina, 1966, olio su tela, 40x50 cm (00340)
24. Zoran Anton Music, Changement de saison, 1973, acrilico su tela, 92x65 cm (00064)
Sezione 2
1. Enrico Baj, Nuclear Landscape, 1952, olio e smalto su cartone, 29x52 cm (03418)
2. Giuseppe Santomaso, Ricordo verde, 1952, olio su tela, 120x150 cm (00460)
3. Antonio Corpora, Barca in costruzione, 1952, olio su tela, 81,5x100 cm (12649)
4. Renato Birolli, Incendio alle Cinque Terre, 1955, olio su tela, 114x122 cm (00788)
5. Mattia Moreni, La cava, 1955, olio su tela, 150x150 cm (03562)
6. Ennio Morlotti, Calendole, 1955, olio su tela, 61 x 85 cm (03563)
7. Afro, Senza nome, 1959, olio su tela, 104 x130 cm (00459)
8. Pompilio Mandelli, Il verziere, 1955, oli su tela, 85x100 cm (03547)
9. Umberto Milani, Grigio, rosa e blu, 1961, olio su tela, 100x100 cm (03558)
10. Alfredo Chighine, Composizione arancio su fondo blu, 1956 (03467)
11. Pierluigi Lavagnino, Mattino in Liguria, 1958, olio su tela, 70x60 cm (03538)
12. Piero Ruggeri, Amore tra i fiori, 1957, olio su tela, 85x110 cm (03620)
13. Sergio Saroni, Paesaggio, 1956, tecnica mista su carta intelata, 56x88 cm (03630)
14. Domenico Spinosa, Alberi e sole, 1959, olio su tavola, 97x80 cm (03657)
15. Luigi Boille, Senza titolo, 1955, (03441)
16. Tancredi, Senza titolo, 1952-55, (03666)
17. Novelli, Mare, 1967, (02823)
18. Mario Schifano, Ultimo autunno, 1963, (00259)
19. Renato Guttuso, Fichidindia, 1962, olio su tela, 115x146 cm (74915)
20. Alik Cavaliere, Racconto, 1966, bronzo, 120 x 45 x 40 cm (07688)
Sezione 3
1. Piero Gilardi, Cocomeri, 1966, poliuretano espanso, cm 70x100x15 (04002)
2.Giuseppe Penone, Scrive legge ricorda, fotografie a colori e ferro, 35x70x13 cm (03976)
3.Luciano Fabro, Habitat delle erbe A e B, 1980 (03955 e 03956)
4. Aldo Mondino, Rencontres, 1968, (75749)
5. Guido Biasi, Comparaison, 1977, olio su tela, 81x100 cm (75746)
6. Amedeo Martegani, Patmos, 1991, olio su tela, 71x80 cm (07454)
7. Stefano Arienti, Ninfee, 1990, pongo su poster montato su pannello Leger, 90x121 cm (06824)
8. Franco Vaccari, Esposizione in tempo reale n. 8: Omaggio all’Ariosto, 1974, stampa fotografica su alluminio, 59x395
cm (03986)
9. Luca Patella, Terra animata, 1967, stampa fotografica su tela, 70x100 cm (73403)
10. Ugo La Pietra, Abitare è essere ovunque a casa propria (Linz 1979), 1979, collage di fotografie, disegno e scrittura a
penna su carta, 72x51 cm (07494)
11. Ugo La Pietra, Interno esterno, 1977, ceramica policroma con base in legno, 40x40x40 cm (07564)
12. Luca Vitone, Identificazione del luogo: Galleria Franz Paludetto, 1991, (07463)
13. Cesare Pietroiusti, Progetto finestre Vivita 1, 17 e 29 novembre 1989, fotomontaggio su lastra metallica, 55x75 cm
(06819)
14. Martino Coppes, Esplorazione, 1992, stampa fotografica su carta, 69x102 cm (73453)
15. Marina Ballo Charmet, Senza titolo (dalla serie “Con la coda dell’occhio”), 1993, stampa fotografica in bianco e nero
su supporto in metallo, 102x153 cm (76000)
16. Sarah Ciracì, Distesa; Deserto di sassi; Ghiacciaio; Deserto giallo; Deserto rosso; Deserto di sabbia; Manto nevoso,
1995, fotografie su alluminio, 22x39,5 ciascuna cm (75809/75815)
17. Walter Niedermayer, Senza titolo, 1995, acrilico su tela, 95x120 cm (75653)
18. Salvatore Garau, Scultura che lancia lucciole – segnali di pioggia, 1992, tecnica mista su tela, 105x105 cm (07617)
Il patrimonio d’arte di Intesa Sanpaolo e la pubblica fruizione
Le collezioni d’arte di Intesa Sanpaolo, in cui non mancano dei veri e propri capolavori, si distinguono per ricchezza e varietà.
Le raccolte riflettono le atmosfere culturali, le tradizioni figurative e il gusto caratteristici delle regioni e del periodo storico di
origine e di formazione delle singole banche confluite per fusione in Intesa Sanpaolo. Il patrimonio artistico del Gruppo risulta
infatti essere il singolare risultato di diversificate vicende collezionistiche, ciascuna collegata in modo esemplare alla storia e
alla tradizione mecenatizia della Banca d’origine.
Segnaliamo all’interno delle collezioni:
§
la raccolta di ceramiche attiche e magnogreche, formata da reperti provenienti dal territorio di Ruvo di Puglia, realizzati
da artisti che operavano nelle botteghe d’Atene e dell’Italia meridionale nel V-III secolo a.C.;
§
la collezione di icone russe, la più importante in Occidente, con tavole riferibili a un periodo che si estende dal XII sino al
XIX secolo, rappresentative di diverse scuole regionali;
§
la raccolta di pittura e scultura dal XVI al XVIII secolo, a cui appartiene l’opera più celebre dell’intero patrimonio artistico
di Intesa Sanpaolo, il Martirio di sant’Orsola di Caravaggio;
§
la collezione di opere dell’Ottocento, di straordinario significato non solo artistico, ma anche storico-culturale;
§ la ricchissima collezione del Novecento, che fornisce una vasta panoramica dell’arte italiana del secolo scorso,
testimoniando i momenti più salienti, gli entusiasmi, le provocazioni e le problematiche che hanno caratterizzato la nostra
storia recente;
§
infine, la raccolta di monete della zecca di Milano, avviata più di due secoli fa da Pietro Verri.
Ereditando tali raccolte, Intesa Sanpaolo ha via via percepito un’importante responsabilità nel possedere un patrimonio molto
ricco; da qui l’esigenza di un’ampia riflessione sul delicato problema della gestione di rilevanti tesori privati in vista di una
pubblica fruizione.
Per dare risposte concrete, fondamentale è stata la consapevolezza che la conservazione delle opere d’arte non può andare
disgiunta dallo studio e dall’approfondimento storico-critico.
Così ciascuna collezione è stata posta sotto la tutela scientifica di un apposito comitato composto, per ogni diverso settore,
dai più importanti esperti e studiosi nazionali ed internazionali, con l’obiettivo di ottenere una catalogazione sistematica delle
opere ritenute di rilevante interesse culturale.
Allo studio si è affiancata una sistematica attività di restauro, finalizzato alla tutela e conservazione delle singole opere e alla
futura valorizzazione.
Diverse sono le direttrici adottate per consentire la diffusione della conoscenza del patrimonio d’arte Intesa Sanpaolo:
§
la messa in rete delle informazioni relative alle collezioni già catalogate scientificamente, con
un sistema interattivo in grado di offrire conoscenza e approfondimento a quanti – musei,
studiosi e cultori – siano interessati alle opere d’arte dell’Istituto (www.intesasanpaolo.com;
patrimonio culturale; beni storico-artistici; le raccolte d’arte);
la pubblicazione di cataloghi a stampa che raccolgono in modo sistematico le singole raccolte;
l’ideazione e realizzazione di mostre temporanee utilizzando parte delle collezioni;
il prestito di opere a mostre temporanee in Italia e all’estero o il comodato di opere a musei pubblici;
l’esposizione al pubblico di una parte sempre più consistente del patrimonio artistico di proprietà,
§
§
§
§
Il Novecento
Le opere d’arte del Novecento presenti nella collezione Intesa Sanpaolo riuniscono un patrimonio proveniente dai diversi
istituti di credito che sono confluiti nel Gruppo, e delineano un percorso culturale che attraversa tutto il secolo, testimoniando
significativamente i momenti più salienti, gli entusiasmi, le provocazioni e le problematiche che hanno caratterizzato la nostra
storia recente.
Si segnala in primo luogo, per ampiezza e completezza di documentazione, l’insieme a suo tempo raccolto dalla Banca
Commerciale Italiana, che dà un quadro completo soprattutto dell’arte italiana del secondo Novecento, a cui si è affiancato
il nucleo considerevole di opere che erano state acquisite dal Banco Ambrosiano Veneto. L’altro notevole complesso,
riguardante tanto il primo Novecento, quanto alcuni ulteriori approfondimenti su autori del secondo Novecento, è offerto
dalle scelte operate dagli istituti confluiti nel Gruppo Sanpaolo IMI (Banco di Napoli, Banco Lariano e, in particolare, Istituto
Mobiliare Italiano). La raccolta già Sanpaolo IMI vanta infatti illustri presenze, sia di artisti figurativi di primo Novecento e del
periodo tra le due guerre (Balla, Boccioni, Carrà, De Chirico, De Pisis, Rosai, Tosi), sia di autori del secondo Novecento (Burri,
Dorazio, Fontana, Novelli, Schifano, Scialoja, Sironi).
Nell’attuale collezione, che vanta circa 2.700 opere tra dipinti, sculture, collage e opere composte nelle più diversificate e
sperimentali tecniche, vicende e protagonisti dell’arte italiana del XX secolo sono ampiamente rappresentati, con opere
spesso di prima qualità e con un’importante storia: quattro capolavori di Boccioni, ma anche opere di Balla, Carrà, De Chirico,
Funi, Mafai, Spadini, Zanini, oltre a una importante presenza di autori del primo Novecento di carattere “regionale”, fino alla
parte più cospicua delle opere, che si riferisce all’arte del secondo Novecento, dove è possibile individuare alcuni percorsi che
coprono quasi tutte le tendenze proposte nell’arte italiana del periodo.
All’interno di una documentazione complessiva sostanzialmente organica, quella relativa ad alcuni autori, quali Fontana,
Dorazio, Turcato, appare particolarmente ricca, tanto da permettere di seguire il loro sviluppo produttivo nelle varie fasi e
secondo le diverse tecniche espressive. Alcune situazioni sono significativamente approfondite, con attenzione non solo
ai maggiori protagonisti, ma a un panorama allargato e il più possibile completo degli autori che hanno fatto capo a una
determinata tendenza. È il caso delle raccolte relative ai movimenti dell’immediato secondo dopoguerra, dall’Informale,
rappresentato dai maggiori protagonisti (Burri, Corpora, Scanavino, Scialoja, Tancredi), ma anche dai molti autori che hanno
costituito l’insieme del panorama di questa importante e imprendibile tendenza, al Movimento Arte Concreta (con opere dei
fondatori del gruppo, Dorfles, Munari, Reggiani, Soldati, ma anche di quasi tutti coloro che vi hanno preso parte), al Gruppo
degli Otto (Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova), per seguire le vicende delle avanguardie
tecnologiche e costruttive degli anni Sessanta-Settanta (tutti i protagonisti del Gruppo T, del Gruppo N, Dadamaino).
Per quanto riguarda gli anni Sessanta e Settanta, la capillarità dell’insieme delle opere raccolte permette di riconoscere nuclei
omogenei nell’ambito della “Poesia Visiva”, tra i settori più approfonditamente rappresentati, ma anche gruppi significativi di
opere di Arte Povera (con importanti opere di Paolini, Alighiero Boetti, Merz) e di caratteri propriamente concettuali (da Agnetti
a La Pietra), fino a presentare, in modo articolato, la Pop Art italiana (Ceroli, Festa, Schifano, Rotella), unita alla cosiddetta
Nuova Figurazione.
Nell’area figurativa vanno considerate anche altre testimonianze artistiche, che hanno toccato i principali soggetti della
tradizione figurativa, secondo i modi proposti dalle tendenze stilistiche che si sono succedute nei decenni. Infine, va
annoverato l’importante nucleo di lavori scultorei con qualità specifiche, non facilmente identificabili in categorie stilistiche
più generali, che vanno dalle significative presenze di opere di Arturo Martini, Marino Marini, Arnaldo e Giò Pomodoro, Pietro
Consagra, di artisti stranieri quali Arp, Mirò, Vantongerloo, con i marmi eseguiti negli anni Sessanta per la Henraux di
Carrara, a importanti lavori di protagonisti della scultura degli anni Sessanta-Settanta e successivi, quali Colla, Pascali,
Spagnulo, Staccioli, Carrino.
Vanno inoltre considerate le numerose opere rappresentanti la produzione artistica delle più giovani
generazioni, che completano con una visione vivace e aperta a sorprese il ricco panorama dell’arte prodotta negli ultimi
decenni del Novecento, fra sperimentazioni tecniche e operative e riprese di attenzione per la pittura (sono rappresentati i
protagonisti della Transavanguardia, ma anche autori come Vanessa Beecroft o gli artisti che hanno avviato ulteriori riflessioni
sulla fotografia, come Silvio Wolf), segnalando l’importanza di uno sguardo attento e partecipe a vicende e ad autori presi in
considerazione spesso quando ancora si andava definendo la loro specifica qualità estetica individuale.
Infine, oltre che nell’ambito scultoreo, opere di valore significativo di autori del panorama internazionale del Novecento, da
Picasso a Kandinsky, a Riopelle, Matta e Warhol, indicano l’apertura che una raccolta, pur di impostazione specificamente
riguardante l’arte italiana del Novecento, necessariamente incontra.
Il Comitato Scientifico che ha svolto, nel corso di un decennio, l’opera di catalogazione sistematica del patrimonio, è stato
composto da numerosi giovani specialisti coordinati da Francesco Tedeschi, docente di Storia dell’arte contemporanea
nell’Università Cattolica. Il catalogo ragionato dell’intera raccolta è di prossima pubblicazione.
La raccolta di opere del Novecento è arricchita inoltre da un nucleo di oltre 3.000 opere grafiche di primissimo piano che
costituiscono una delle maggiori raccolte italiane di grafica d’autore, andando a coprire in modo esaustivo la produzione
grafica di autori come Afro, Burri, Capogrossi, Santomaso, Fontana. Anche il corpus grafico è stato oggetto di uno studio di
catalogazione sistematico, coordinato da una studiosa esperta del settore, Alessia Alberti.
Informazioni:
www.gallerieditalia.com
www.bancaintesaarteecultura.com
17
dicembre 2011
Dal Paesaggio al Territorio. L’arte interpreta i luoghi. Opere del Novecento dalle collezioni Intesa Sanpaolo
Dal 17 dicembre 2011 al 26 febbraio 2012
arte contemporanea
Location
MUSEO DI SANTA CHIARA
Gorizia, Corso Giuseppe Verdi, 18, (Gorizia)
Gorizia, Corso Giuseppe Verdi, 18, (Gorizia)
Biglietti
intero 8,00 Euro; ridotto 5,00 Euro
Orario di apertura
dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 (chiuso lunedì); chiusura il 25 dicembre; apertura solo mattutina il 24 e 31 dicembre (dalle 10 alle 13) e apertura solo pomeridiana il 1° gennaio 2012 (dalle 15 alle 19)
Vernissage
17 Dicembre 2011, ore 18
Sito web
www.comune.gorizia.it
Curatore




