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Dal segno alla scrittura, contaminazioni, suggestioni, trascendenze evocative
L’iniziativa è realizzata con il sostegno di enti e associazioni del territorio, tra cui l’Associazione Clementina Borghi, rappresenta un’occasione per approfondire forme espressive contemporanee e il dialogo interdisciplinare fra arti visive, poesia e musica.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Dal segno alla scrittura,
contaminazioni, suggestioni, trascendenze evocative
Spazio Hub - piazza Garibaldi, 7 - Treviglio
Dopo la felice esposizione della mostra “Crucifige” alla Porta del Cielo nella Basilica di Treviglio, Gaetano Fiore presenterà la propria opera nel corso di un incontro ideato e promosso dall’Associazione Culturale Clementina Borghi il prossimo 9 maggio alle ore 17,30 nello Spazio Hub in piazza Garibaldi, 7 a Treviglio.
Con Fiore sanno presenti il poeta Andrea Petrai che presenterà la sua ultima raccolta di versi “Di quel che poi forse di noi rimane” e Marco Fiore, giovane pianista jazz. Il tema dell’incontro che sarà introdotto da Antonio Durante e coordinato da Pinuccia D’Agostino, rispettivamente vicepresidente e Presidente dell’Associazione Clementina Borghi, avrà per tema, “Dal segno alla scrittura” e tratterà di suggestioni poetiche, trascendenze evocative che si attuano nel fare arte, delle suggestioni musicali e pittoriche che si traducono anche in poesia.
Attraverso le note della tastiera di Marco Fiore si parlerà della pittura di Gaetano Fiore, della poesia, come la intende Andrea Petrai e della musica, in particolare la musica jazz che tanto ha ispirato e ispira la pittura evocativa di Fiore.
L’incontro rappresenta un momento di riflessione sia sulla mostra “Crucifige”, esposta a Treviglio nei giorni precedenti la Pasqua, sia sul tema del valore della scrittura e del segno e del colore nella realizzazione dell’opera d’arte.
I due artisti sono noti a Treviglio: Fiore vi abita e vi esercita il proprio insegnamento all’Istituto Zenale e Butinone, Petrai è stato docente presso il Liceo Linguistico Weil prima di trasferirsi definitivamente in Toscana. L’incontro tra i due avviene alla fine degli anni ’90 e di lì parte una collaborazione di reciproca conoscenza e vantaggio. Fiore trova in Petrai una chiarificazione del proprio esercizio pittorico, attraverso le parole di lui, versi ispirati dalle sue opere, e Petrai trova una proficua intesa che lo porta a sperimentare diversi linguaggi espressivi. Perché non è solo la poesia il terreno abitato dall’artista piombinese, ma anche il teatro e le sculture ottenute dall’assemblaggio di diversi materiali di provenienza diversa e reinterpretati con straordinaria forza evocativa. Con alcune di queste sculture Petrai ha partecipato a mostre e concorsi, ottenendo favorevoli risultati.
La pittura di Fiore nasce da “contaminazioni” letterarie, musicali ed anche artistiche. Espone la sua prima personale a Parigi nel 1987 ma dagli anni ’90 approda ad una pittura analitica metabolizzata e trascesa da Rothko, a partire dal ’95 apre una stagione di ricerca ispirata al teatro e alla poetica di Rilke che trionfa nella grande mostra “Stimmen in farbe” presso il Museum am Dom di Würzburg. La passione per il jazz lo induce alle evocazioni musicali con opere che sono state apprezzate da mostri sacri del jazz come Bill Dixon, Cecil Taylo e Carlos Ward. Attualmente la sua produzione esplora il tema del sacro attraverso l’astrazione di forme naturali.
Nel corso dell’incontro promosso da Clementina Borghi, Fiore e Petrai si presenteranno vicendevolmente per meglio chiarire l’unione che caratterizza i loro percorsi. Sono due modi diversi di fare arte, generati da forze ed interpretazioni comuni e legati da un’analoga ricerca, quella che l’arte serve ad esprimere la realtà attraverso una trasfigurazione della materia pur offrire una pura e poetica visione del mondo. Per Fiore la suggestione si esprime attraverso il segno, il colore che si espande sulle tele e la realizzazione di forme astratte che subito richiamano o si richiamano al concreto, per Petrai la poesia serve a dare un ordine al mosaico sempre incompleto delle nostre suggestioni.
E proprio sulle suggestioni, sugli elementi evocativi che creano il dialogo tra l’artista e le forze primigenie della natura che i due amici e collaboratori trovano un percorso che li accomuna e li distingue e di questo percorso parleranno nel corso dell’incontro che sarà allietato ma anche esemplificato dalle note jazz di Marco Fiore. Queste note, ma anche la visione di alcune diapositive dell’arte di Fiore, la lettura delle poesie, renderanno importante, ma anche piacevole ed unica, la serata.
contaminazioni, suggestioni, trascendenze evocative
Spazio Hub - piazza Garibaldi, 7 - Treviglio
Dopo la felice esposizione della mostra “Crucifige” alla Porta del Cielo nella Basilica di Treviglio, Gaetano Fiore presenterà la propria opera nel corso di un incontro ideato e promosso dall’Associazione Culturale Clementina Borghi il prossimo 9 maggio alle ore 17,30 nello Spazio Hub in piazza Garibaldi, 7 a Treviglio.
Con Fiore sanno presenti il poeta Andrea Petrai che presenterà la sua ultima raccolta di versi “Di quel che poi forse di noi rimane” e Marco Fiore, giovane pianista jazz. Il tema dell’incontro che sarà introdotto da Antonio Durante e coordinato da Pinuccia D’Agostino, rispettivamente vicepresidente e Presidente dell’Associazione Clementina Borghi, avrà per tema, “Dal segno alla scrittura” e tratterà di suggestioni poetiche, trascendenze evocative che si attuano nel fare arte, delle suggestioni musicali e pittoriche che si traducono anche in poesia.
Attraverso le note della tastiera di Marco Fiore si parlerà della pittura di Gaetano Fiore, della poesia, come la intende Andrea Petrai e della musica, in particolare la musica jazz che tanto ha ispirato e ispira la pittura evocativa di Fiore.
L’incontro rappresenta un momento di riflessione sia sulla mostra “Crucifige”, esposta a Treviglio nei giorni precedenti la Pasqua, sia sul tema del valore della scrittura e del segno e del colore nella realizzazione dell’opera d’arte.
I due artisti sono noti a Treviglio: Fiore vi abita e vi esercita il proprio insegnamento all’Istituto Zenale e Butinone, Petrai è stato docente presso il Liceo Linguistico Weil prima di trasferirsi definitivamente in Toscana. L’incontro tra i due avviene alla fine degli anni ’90 e di lì parte una collaborazione di reciproca conoscenza e vantaggio. Fiore trova in Petrai una chiarificazione del proprio esercizio pittorico, attraverso le parole di lui, versi ispirati dalle sue opere, e Petrai trova una proficua intesa che lo porta a sperimentare diversi linguaggi espressivi. Perché non è solo la poesia il terreno abitato dall’artista piombinese, ma anche il teatro e le sculture ottenute dall’assemblaggio di diversi materiali di provenienza diversa e reinterpretati con straordinaria forza evocativa. Con alcune di queste sculture Petrai ha partecipato a mostre e concorsi, ottenendo favorevoli risultati.
La pittura di Fiore nasce da “contaminazioni” letterarie, musicali ed anche artistiche. Espone la sua prima personale a Parigi nel 1987 ma dagli anni ’90 approda ad una pittura analitica metabolizzata e trascesa da Rothko, a partire dal ’95 apre una stagione di ricerca ispirata al teatro e alla poetica di Rilke che trionfa nella grande mostra “Stimmen in farbe” presso il Museum am Dom di Würzburg. La passione per il jazz lo induce alle evocazioni musicali con opere che sono state apprezzate da mostri sacri del jazz come Bill Dixon, Cecil Taylo e Carlos Ward. Attualmente la sua produzione esplora il tema del sacro attraverso l’astrazione di forme naturali.
Nel corso dell’incontro promosso da Clementina Borghi, Fiore e Petrai si presenteranno vicendevolmente per meglio chiarire l’unione che caratterizza i loro percorsi. Sono due modi diversi di fare arte, generati da forze ed interpretazioni comuni e legati da un’analoga ricerca, quella che l’arte serve ad esprimere la realtà attraverso una trasfigurazione della materia pur offrire una pura e poetica visione del mondo. Per Fiore la suggestione si esprime attraverso il segno, il colore che si espande sulle tele e la realizzazione di forme astratte che subito richiamano o si richiamano al concreto, per Petrai la poesia serve a dare un ordine al mosaico sempre incompleto delle nostre suggestioni.
E proprio sulle suggestioni, sugli elementi evocativi che creano il dialogo tra l’artista e le forze primigenie della natura che i due amici e collaboratori trovano un percorso che li accomuna e li distingue e di questo percorso parleranno nel corso dell’incontro che sarà allietato ma anche esemplificato dalle note jazz di Marco Fiore. Queste note, ma anche la visione di alcune diapositive dell’arte di Fiore, la lettura delle poesie, renderanno importante, ma anche piacevole ed unica, la serata.
09
maggio 2026
Dal segno alla scrittura, contaminazioni, suggestioni, trascendenze evocative
09 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Spazio Hub
Treviglio, Piazza Garibaldi, (BG)
Treviglio, Piazza Garibaldi, (BG)
Orario di apertura
17.30 19.00
Vernissage
9 Maggio 2026, 17.30 19.00
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Produzione organizzazione
Patrocini
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