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DENIS RIVA – La morte dei fienili
Elemento importante del suo lavoro è il bisogno di raccontare. Mi piace immaginarlo capace di narrare dal microcosmo del macero dietro casa sua tutto quanto è possibile narrare del cosmo.I suoi sono racconti di animali e personaggi da “paese”.Gli animali sono rappresentati nella loro peculiarità…
Comunicato stampa
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Il microcosmo nel macero
Vi è successo di immaginare, per analogia formale, di vedere delle figure umane o degli animali guardando le venature nel legno dei mobili o le nuvole in cielo? Se vi è capitato o vi capita, avete buone possibilità di capire la pittura di Denis Riva.
Spesso (non sempre) i suoi lavori nascono da macchie di colore casuali, dove lui interviene con leggeri ritocchi per “liberare” il soggetto che era imprigionato o si nascondeva tra quella materia colorata e informe.
In questo modo di lavorare c'è una componente di improvvisazione che si integra con l'esperienza di suonatore di Jazz (o ai confini del Jazz) del nostro artista.
Questo discorso non esaurisce tutto l'argomento sui modi di creare di Denis, essendo egli una specie di vulcano in continua produzione creativa, perciò l'argomento è inesauribile. Si può solo “spizzucare” qua e là, come sto facendo.
Elemento importante del suo lavoro è il bisogno di raccontare. Mi piace immaginarlo capace di narrare dal microcosmo del macero dietro casa sua tutto quanto è possibile narrare del cosmo. I suoi sono racconti di animali e personaggi da “paese”. Gli animali sono rappresentati nella loro peculiarità (e qui Riva mostra una capacità di osservazione da cacciatore neolitico). Le figure umane e gli animali sono anche paesaggi che si integrano o si eliminano in una deflagrazione cromatica in cui non tutte le tracce sono perdute.
Altra componente del lavoro di Riva è l'ironia manifestata al limite della caricatura. Questa capacità grottesca si evidenzia in particolare nel rappresentare le figure in gruppo dove il suo senso di umanità trova un geniale equilibrio con la sua “cattiveria” (che va intesa come difesa dalle cattiverie altrui).
Il lavoro di Denis esprime nostalgia e commiserazione nei confronti di un'umanità e di una natura che nel suo poetico “ruspantismo” ( più sognato che reale) trovano la loro universale sconfitta. Sergio Zanni
Vi è successo di immaginare, per analogia formale, di vedere delle figure umane o degli animali guardando le venature nel legno dei mobili o le nuvole in cielo? Se vi è capitato o vi capita, avete buone possibilità di capire la pittura di Denis Riva.
Spesso (non sempre) i suoi lavori nascono da macchie di colore casuali, dove lui interviene con leggeri ritocchi per “liberare” il soggetto che era imprigionato o si nascondeva tra quella materia colorata e informe.
In questo modo di lavorare c'è una componente di improvvisazione che si integra con l'esperienza di suonatore di Jazz (o ai confini del Jazz) del nostro artista.
Questo discorso non esaurisce tutto l'argomento sui modi di creare di Denis, essendo egli una specie di vulcano in continua produzione creativa, perciò l'argomento è inesauribile. Si può solo “spizzucare” qua e là, come sto facendo.
Elemento importante del suo lavoro è il bisogno di raccontare. Mi piace immaginarlo capace di narrare dal microcosmo del macero dietro casa sua tutto quanto è possibile narrare del cosmo. I suoi sono racconti di animali e personaggi da “paese”. Gli animali sono rappresentati nella loro peculiarità (e qui Riva mostra una capacità di osservazione da cacciatore neolitico). Le figure umane e gli animali sono anche paesaggi che si integrano o si eliminano in una deflagrazione cromatica in cui non tutte le tracce sono perdute.
Altra componente del lavoro di Riva è l'ironia manifestata al limite della caricatura. Questa capacità grottesca si evidenzia in particolare nel rappresentare le figure in gruppo dove il suo senso di umanità trova un geniale equilibrio con la sua “cattiveria” (che va intesa come difesa dalle cattiverie altrui).
Il lavoro di Denis esprime nostalgia e commiserazione nei confronti di un'umanità e di una natura che nel suo poetico “ruspantismo” ( più sognato che reale) trovano la loro universale sconfitta. Sergio Zanni
16
marzo 2013
DENIS RIVA – La morte dei fienili
Dal 16 al 31 marzo 2013
arte contemporanea
Location
GALLERIA DEL CARBONE
Ferrara, Via Del Carbone, 18, (Ferrara)
Ferrara, Via Del Carbone, 18, (Ferrara)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì 17.00-20.00; sabato e festivi 11.00-12.30 17.00-20.00 martedì chiuso
Vernissage
16 Marzo 2013, ore 17.30
Autore
Curatore




